A volte si vince, a volte si perde, a volte piove…

“Ah, da quando Walter non allena più…non è più domenica”. E’ una frase che ripeto in loop, da quando quasi un anno fa, la dirigenza dell’Inter ha esonerato l’allenatore di San Vincenzo, in provincia di Livorno. Da quel momento le mie domeniche sono diventate vuote. Mi manca tutto di lui: a partire dai suoi capelli all’Albano Carrisi prima e alla John Travolta in Grese poi, fino ad arrivare alla sua retorica da impreparato all’interrogazione di matematica. Ed ancora, l’integralismo del suo 3-5-2 e, dulcis in fundo, le sue proverbiali scuse. Si, proprio le sue scuse. Un maestro dell’inganno, l’esempio vivente della bugia trasformata in arte. Oggi, nel giorno del suo 54° compleanno, vorrei omaggiarlo con una playlist delle frasi che lo hanno reso celebre.

Dieci frasi per ricordarlo, per fargli presente che il mondo calcistico non l’ha dimenticato, che la Serie A ha bisogno di un personaggio con il physique du role come il suo. Anche perché io ho finito il set di scuse da usare con i miei. Non è che te ne inventeresti una sul momento Walter? Nel frattempo che ci pensi, buon compleanno mister!

10. “Io non voglio parlare degli arbitri, però quello era rigore.”

Quante volte ho aspettato le interviste post gara di Walter per poter sentire la musicalità di questa frase. Ed in ogni occasione non deludeva mai. Giornalista: “Mister, come commenta questa sconfitta pesante”. W.M.: “Si abbiamo perso, ma se ci avessero dato quel rigore sul 3 a 0 all’89’ la partita sarebbe cambiata completamente”.

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9. “Il calcio è fatto di episodi: stasera siamo stati sfortunati.”

Negare, negare sempre. Fino alla morte. Un mantra da ripetere anche nelle serate più buie. “Si è perso, facendo un solo tiro in porta”. Oserei aggiungere per giunta sbilenco e di Ranocchia. Fa niente, se avesse avuto un angolo di 45° più acuto, per Walterone sarebbe finito certamente in rete. Ma una jella scarogna di tutti i colori (pluridecorata cit.) non ha voluto che la palla entrasse in porta.

8. “Ho salvato la Reggina partendo da -11.”

Nick Amoruso e Rolando Bianchi. Una delle coppie d’attacco più belle per una delle favole più belle della Serie A di cui ho memoria. Quell’impresa, datata stagione 2006/07, è stata la chiave di volta della carriera di Walter Mazzarri. Gli è valsa addirittura la cittadinanza onoraria della città di Reggio. Ma è stata soprattutto un appiglio a cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà. Un tuffo nel passato per affermare con orgoglio “e voi, sareste capaci di fare meglio?”. 

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7. “Ma io non capisco perché dite che non faccio giocare i giovani: stasera Cambiasso parte titolare!”

Mazzarri e l’allergia ai giovani. A Reggio, Genova, Napoli e Milano non ha mai dimostrato di avere molta fiducia nelle nuove leve. Le sue squadre sono state sempre statisticamente le più anziane della Serie A. Neanche Kovacic è scampato a questa dura legge. “Non hai versato almeno 15 anni di contributi? Allora in tribuna a fare esperienza!”.

6. A Milano mi fanno i complimenti per strada.

A Milano i tifosi hanno un bel ricordo di Walter. Si, quelli del Milan. Perché sponda nerazzurra, il mister di San Vincenzo è difficile che abbia lasciato molte amicizie.

5. “In proporzione ho vinto più io di Mourinho.

Paragonarsi allo Special One è già un peccato gravissimo. Credere addirittura di essere più vincenti dell’allenatore di Setubal, un’eresia da scomunica. Eppure Walter lo ripeteva come un vanto, forte della sua Coppa Italia vinta con il Napoli. Volete metterla a confronto con 2 misere Champions League?

4. “Ha anche iniziato a piovere.”

Scusa che è diventato un must, per me che sono un ritardatario cronico. «Siamo in emergenza, i ragazzi sono calati. Potevamo fare il 3 a 1 con Vidic. E poi ha anche cominciato a piovere…». Dopo il 2 a 2 in casa con il Verona, Walter non risparmia critiche…al tempo. Si, al tempo che non ha permesso di esprimere ai suoi giocatori un buon calcio. E poco importa se le condizioni meteo valevano anche per gli uomini di Mandorlini…

3. “Prestazione da dimenticare. Purtroppo mezza squadra era influenzata, 4-5 avevano la febbre e uno ha giocato con la diarrea.”

Stagione 1998/99: Mazzarri vice Ulivieri al Napoli dopo il ko 2-4 col Ravenna. Un giovane Walter metteva in mostra il suo talento. Livelli difficilmente eguagliabili.

2. “Mister, cosa ci dice di Guarin?” “Posso dirvi che per il momento lo allena uno che non è mai stato esonerato. Solo questo.”

Per tutti c’è una prima volta. Ma per Mazzarri la prima volta non era mai giunta. Era, per così dire, l’Inter degli allenatori: mai stato esonerato. Poi però si sono messi contro gli infortuni, la sfortuna, la pioggia e così via. “Don’t say cat, if is not in the sack” Walter. 

1. “Siamo la squadra che s’è battuto un’infinità di calci d’angoli.”

Vorrei ritornare al liceo solo per giustificare un’assenza in questo modo. Per quanto riguarda il video sono arrivato al minuto 10.25, poi mi hanno chiamato per batter un’infinita di calci d’angolo.

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