Alla scoperta del Calcio Popolare: Calcio da Dietro incontra l’A.S.D. Pro Appio

Distanti anni luce dai riflettori del calcio business, anche a Roma, in molti quartieri della capitale, si gioca ancora per il semplice amore verso questo sport. Dove? Nei campi di seconda e di terza categoria. Le emozioni sono le stesse, anzi più vere e genuine. E, cosa più importante, il senso di appartenenza prevale quasi sempre su tutto…vittoria o sconfitta che sia.

Una questione di cuore e di passionee soprattutto di pallone. E chi l’ha detto che il calcio vero deve essere per forza quello contornato dai lustrini dei soldi e delle televisioni pay. Nei quartieri romani è soprattutto una faccenda di quartiere. Il più grande, e forse l’unico motore di aggregazione sociale rimasto per molti ragazzi romani. Si, perché se le istituzioni pubbliche latitano, qualcosa ci si deve pur inventare. E proprio nel quadrante sud est della città, precisamente all’Appio Tuscolano, rione popolare formato dai quartieri Tuscolano e Appio Latino di Roma e facente parte oggi del municipio VII della Capitale, che ha inizio la storia dell’A.S.D. Pro Appio. Fatidico è stato quel 5 Agosto di cinque anni fa, quando la volontà di un gruppo di ragazzi, con in prima fila Claudio, (l’attuale presidente e mister) si è trasformata in desiderio di affrontare le sfide eroiche della 3° Categoria. Che poi in breve tempo è diventata 2° Categoria, dove tutt’oggi milita la squadra. La penultima delle categorie dilettantistiche regionali, che però non scoraggia amici, curiosi e anche ultras, che si riuniscono ogni domenica in una processione quasi sacra e liturgica ad assistere alle pedate ad un pallone dei propri beniamini. Pallone che, anche se non è griffato Puma o Adidas, rotola sul campo in erba sintetica di uno dei campi storici e più antichi della Capitale: il “Campo Roma”, casa anche di un’altra rinomata realtà calcistica romana, la Romulea, e di molti altri centri sportivi più sgangherati della provincia romana. Con un significato che sublima il calcio nella sua essenza più elevata: il cuore e la passione…e soprattutto il pallone.

Che sia al Campo Roma o in trasferta, la domenica è fatta per santificare il Pro Appio e la 2° Categoria. E infatti, in un era calcistica sempre più preda di spezzatini, posticipi, anticipi, big match, partite a pranzo (e tra poco anche a colazione), il dilettantismo pallonaro ha mantenuto, per fortuna, intatto il suo tradizionale appuntamento domenicale. Come se il tempo non fosse passato e le lancette si fossero fermate per magia. Che vada a farsi benedire il centro commerciale o il divano comodo con Sky a far da sottofondo. Acqua, sole o vento, per i ragazzi e i tifosi del Pro Appio il pallone non si ferma mai.

Quindi in una fredda e nuvolosa domenica di metà dicembre, da un’idea nata così per gioco, per dar voce a chi la voce la utilizza per sgolarsi all’interno del rettangolo di gioco, decido di conoscere dal vivo la realtà del Pro Appio. Il “Campo Roma” mi aspetta, sornione, in attesa della sfida salvezza tra i padroni di casa e gli ospiti, lo Sport Velletri. Eh sì, perché nonostante il classico traffico domenicale prenatalizio della Tuscolana e dell’Appia, riesco ad arrivare pochi minuti prima del fischio d’inizio, in tempo per assistere anche ai primi cori di incitamento della tifoseria di casa, la “Viarium Crew”.

La Viarium Crew, un manipolo di 30 tifosi circa capitanati da Enrico (il capo ultras), che segue in ogni dove la squadra, è arrivata prima di tutti al campo. Oggi, è l’ultima gara in casa prima delle feste natalizie, e  per l’occasione ci sono in programma una coreografia e un coro degni delle tifoserie più famose.

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(Se perdi o vincerai, ovunque giocherai, c’è sempre la tua curva che non ti abbandonerà. Appio alé Appio alé Appio Appio alé x2)

A seguire arrivano anche ragazze e fidanzate. Wags de noantri insomma, che hanno seguito il Pro Appio pur di sostenere i loro idoli di casa e magari ricevere qualche autografo. Poi si vedono anche parenti e amici (con le rispettive comitive), ad occupare la tribuna come l’importanza del match richiede. Ma è la Viarium Crew, composta più o meno da esperti calcistici, il vero cuore e la vera arma in più del Pro Appio. La passione ultras è il loro grido di battaglia. L’unica e inconfondibile “Firm” della squadra. Un gruppo di fratelli che segue il Pro Appio fino in capo al più lontano dei paesotti romani. Il tutto, come ci tiene a sottolineare Andrea, uno dei componente della Viarium, completamente autofinanziato e autogestito. Da ben cinque anni, precisamente dall’Agosto del 2009, in contemporanea con la fondazione della squadra, questi ragazzi riescono a trasformare gli spalti di casa in una curva infuocata. Quando gli spalti ci sono! Perché la tribuna è per i vip e loro gli unici vip che conoscono sono i giocatori del Pro Appio!

A dar inizio alla contesa, non può mancare l’arbitro. Anche lui c’è. Giacchetta nero o gialla che sia. Anche qui regolarmente insultato, perché reo di dovere essere giudice inflessibile di una contesa dalla posta in palio elevatissima. I guardalinee invece sono scelti alla bene e meglio tra i dirigenti accompagnatori delle due squadre. I soldi per gli assistenti di gara mancano, ma l’improvvisazione no. E se qualcuno pretende i replay, basta chiedere al vicino di posto!

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(Sguardo attento e concentrato a cogliere anche il più millimetrico fuorigioco)

Il match è intenso e combattuto perché nessuna delle squadre vuole perdere. Il freddo pungente rende il campo duro e i volti inespressivi. Ma è solo una maschera con la quale il gelo nasconde l’animo ribelle di questi 11 temerari del pallone. Il Pro Appio fermo a quota 11 punti, e a soli due  dalla zona calda della classifica e con l’obbligo di non lasciarne ancora per strade. Lo Sport Velletri solo due punti sopra, non può certo sorridere e regalare la partita, anzi. Quindi tra calcioni, contrasti e gioco che latita, il primo tempo scorre via senza infamia e senza lode. Il secondo tempo invece è tutta un’altra musica: sospinti dalla Viarium Crew, i nero verdi di casa si gettano all’arrembaggio della porta ospite. Anche troppo, visto che da un pallone perso malamente a centrocampo nasce dal 10526169_1531476633760548_3351163652357208303_nversante sinistro lo spiovente che l’attaccante dello Sport Velletri è lesto ad insaccare alle spalle del portiere. 0 a 1.  Lo svantaggio però non scoraggia i padroni di casa, che 10 minuti più tardi riescono ad impattano il risultato grazie ad una meravigliosa punizione all’incrocio da 25 metri del numero 10 Liotti. 1 a 1 e palla al centro. Ma da quel momento più nulla. Solo un espulsione del numero 6 ospite, uscito a testa bassa tra gli insulti della Viarium Crew ed un “Te tajamo li capelli come quelli de Magalli”, che suscita una grande risata generale. Il Pro Appio pare accontentarsi (pur tra le urla di incitamento di mister Claudio), lo Sport Velletri anche. E fatemelo dire, alla fine a Natale è naturale essere tutti più buoni. Almeno così credevo, prima di essere smentito nel mio unico attimo di distrazione. Infatti il difensore di casa entrato al posto del numero 5 (nonché capitano) infortunato, combina la frittata delle frittate, consegnando con un passaggio orizzontale da denuncia penale la palla all’attaccante avversario che, a pochi passi dal bersaglio dei tre punti, non sbaglia l’insperato 1 a 2. Doccia fredda, anzi freddissima. Gli ultimi attacchi disperati del Pro Appio servono solo a vedersi negato un rigore nettissimo. A nulla valgono le proteste e gli epiteti (non ripetibili) dei tifosi e dei giocatori, il direttore di gara, inflessibile, mette in bocca il fischietto per il triplice fischio. Sconfitta amara e panettoni/pandori e spumanti portati dai ragazzi del Viarium Crew un po’ indegesti. La doccia calda arriva al momento giusto per sbollire la delusione, e mentre aspetto il mister Claudio per intervistarlo (in zona mista ovviamente), tra una fetta di pandoro e l’altra, ancora Andrea si avvicina e mi spiega la valenza del Pro Appio come aggregatore sociale del quartiere.  “Il Pro Appio – mi fa – è stata la prima squadra a portare il calcio popolare a Roma…

Calcio Popolare? Lo guardo incuriosito, tra il serio e l’interdetto…Si perché mostrandomi un foglietto con tanto di tessera nominativa distribuita gratuitamente dalla tifoseria, tramite sito e social, mi spiega un po’ i principi e i valori su cui si fonda il Calcio Popolare che il Pro Appio afferma di portare avanti. Si parte dall’azionariato popolare, in cui ogni cittadino può entrare a far parte della società dietro versamento di una quota che determina il potere esprimibile in seno alle decisioni della squadra. Ma il punto forte – e qui Andrea si sofferma – è il Circuito Popolare. Collego mentalmente un possibile collegamento tra tessera e circuito popolare e chiedo spiegazioni a riguardo. Il Circuito Popolare – continua – funziona attraverso la tessera gratuita che attesta l’associazione (senza alcun vincolo) e il sostegno dello sviluppo del modello Pro Appio, permette in poche parole di usufruire di sconti (fino al 25%) in tutti e 33 negozi (li conto ad uno ad uno come San Tommaso) del quartiere aderenti all’iniziativa del circuito, e quindi di integrare e sviluppare sinergie tra sport e lavoro. Non c’è che dire, un aiuto considerevole alla comunità in un periodo di crisi come quello odierno. Andrea mi vorrebbe anche parlare della Bacheca Sociale, ulteriore spazio per valorizzare mestieri e trovare lavoro, ma…

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(Il funzionamento del Circuito Popolare e la Tessera)

…in quel momento, quando ormai è buio, spunta dagli spogliatoi colui che è la mente del Pro Appio, Claudio, presidentissimo e mister del Pro Appio, nonché “deus ex machina” e factotum della squadra. O meglio, della sua creatura. Borsa da lavoro nella mano destra e borracce nell’altra. Si ferma a salutare qualche tifoso, dà una pacca ai suoi giocatori che man mano abbandonano il Campo Roma e alla fine mi avvicino per fargli due domande. Quello che mi colpisce sin da subito, è la serenità e la calma con cui si pone. La sconfitta bruciante gli pesa e lo si vede dagli occhi, ma occorre mantenere la testa bassa e pedalare ancora più forte. Anche contro le avversità, visto  le numerose assenze dovute al controverso “caso espulsioni” (ben 6) della partita di sole due domeniche fa contro il Grottaferrata per un parapiglia nel dopo gara. Parapiglia che l’ha costretto a schierare una formazione rivoluzionata e piena iena di giovani. Di belle speranze – sorride Claudio. E delle espulsioni in queste due settimane c’è stato anche tempo di scherzarne, con una protesta goliardica e virale sui social al grido di “Anche io sono state espulso…” verso la Lega dilettantistica, rea di aver assegnato lo 0 a 3 a tavolino ad entrambe le squadre senza verificare il reale svolgimento dei fatti. Protesta che ha visto una grandissima partecipazione di tifosi, simpatizzanti e non, oltre che di personaggi veramente insospettabili. 

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(Anche io sono stato espulso!)

Claudio, che è soprattutto il mister della squadra prima che presidente, mi conferma che la maggior parte dei suoi giocatori sono giovanissimi e tutti cresciuti nel quartiere. Lui li conosce uno ad uno. Aspetta che arrivino al campo il martedì e il giovedì per gli allenamenti settimanali sul campo di terra della Fortitudo, prepara schemi (alcune volte riusciti, altri no), li incita prima della partita domenicale e infine li scruta da bordo campo sbracciandosi e gesticolando per un movimento sbagliato, un gol mangiato o malamente subito come oggi. Per giocare ed allenare in seconda categoria, non serve chissà quale Mourinho o Guardiola, ma si richiede una qualità imprescindibile: l’amore incondizionato per il pallone. Senza, non si farebbero allenamenti dopo giornate intense di lavoro e Claudio, che nella vita fa il libero professionista, potrebbe risparmiarsi di far arrivare le urla fino al palazzo di fronte (con il rischio di vedersi qualche anziana avvicinarsi al campo con fare Mazzoniano). E invece lui e lì. Sempre e comunque.

Come quando è riuscito, insieme alla collaborazione di tutti i ragazzi del Pro Appio, a portare a Roma per la prima lo Sheffield F.C., la squadra calcistica più antica al mondo (fondata nel lontano 1857), per il 2° Trofeo Anglo-Italiano. Competizione che, rispolverata dal dimenticatoio dopo decenni di damnatio memoriae, dal 2011 si svolge con cadenza annuale e vede la squadra capitolina (che è l’unica insieme all’Inter ad averci giocato contro) e quella inglese ospitarsi vicendevolmente ad anni alterni, all’insegna del calcio sano e delle tradizioni.

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(I° Edizione del Trofeo Anglo-Italiano a Sheffield)

Tutto ciò mentre dal campo ci obbligano quasi ad andarcene. A dir la verità si è fatto anche tardi e mi avvio alla macchina, nella speranza di ritrovarla al suo posto visto il parcheggio quasi al limite dell’infrazione. Quando una voce mi blocca: “Ahò e mica vorrai andartene. Te sei dimenticato la Tessera…”. “E come no, che scherzi – rispondo – amo fatto 30, famo pure 31!”

Twitter: @El_Gualle