Amichevoli prima del Mondiale 2018: riepilogone #1

Tensione, gambe pesanti, ricerca di certezze.
Il sabato pre-Mondiale ha aumentato la pressione a un po’ tutte le selezioni scese in campo: a undici giorni dall’inizio del torneo, in poche possono vantare un morale alle stelle.
Cerchiamo di mettere ordine:

✓AUSTRIA-GERMANIA 2-1

Che fosse una partita complicata lo si era intuito dall’inizio. L’amichevole tra Austria e Germania viene posticipata di due ore a causa di un fitto nubifragio sulla città di Klagenfurt. Joachim Low decide di fare qualche esperimento: in campo i due centrali di riserva (Sule e Rudiger), Julian Brandt sull’esterno destro e Nils Petersen, teoricamente dietro a Gomez e Werner nelle gerarchie, nel ruolo di centravanti. Da segnalare il ritorno di Manuel Neuer in porta, apparso tonico e reattivo (quasi) come ai tempi d’oro.
I tedeschi partono subito bene: la pressione alla costruzione bassa degli austriaci induce in errore il portiere Siebenhandl, che consegna il pallone a Ozil in posizione molto favorevole: il trequartista dell’Arsenal incrocia facilmente sul palo alla destra dell’austriaco, portando in vantaggio i suoi. Tre minuti dopo, l’esatta sequenza di eventi si ripete nell’area di rigore opposta, ma l’austriaco Schopf non è altrettanto abile.

Il primo tempo si mantiene comunque sorprendentemente equilibrato, sebbene sia la Germania a creare le occasioni da rete più nitide: Julian Brandt ha ben due chance per trovare il raddoppio, ma prima spara a lato di un soffio e poi calcia addosso a Dragovic in disperato ripiegamento. Gli austriaci si mantengono attivi e creano qualche grattacapo a Neuer, soprattutto con un’incursione del mediano Grillitsch, la cui rasoiata mette in luce la tonicità del portiere del Bayern Monaco.
E’ nella ripresa che però vengono a galla pericolosi limiti nella squadra di Low: la Germania stacca completamente la spina, non riuscendo a rendersi mai pericolosa ed evidenziando alcune difficoltà fisiche e tattiche. Il pareggio austriaco, realizzato da Hinteregger sugli sviluppi di un corner, nasce da una marcatura a zona troppo purista, incapace di leggere il movimento sul secondo palo del centrale austriaco. La difficoltà nel superare la fase di pressione avversaria ha inoltre messo in evidenza difficoltà di manovra, soprattutto nel coinvolgimento diretto dei due centrocampisti centrali.
Bellissima azione quella del raddoppio austriaco: Baumgartlinger apre sulla destra per Lainer, cogliendo impreparato Hector in ripiegamento. Il terzino del RB Salisburgo offre un cioccolatino a rimorchio per Schopf, bravissimo questa volta nell’incrociare sul palo alla destra di Neuer.
La sconfitta della Germania non è allarmante: mancavano molti dei titolari e le condizioni del campo, abbinate al carico degli ultimi allenamenti, non devono aver giovato alla fluidità della manvora.
Ma questa è una squadra che evidenzia molti più limiti di quanto si possa pensare, soprattutto in fase di costruzione, e manca di un vero e proprio centravanti di livello globale: ne parleremo nella nostra Guida a Russia 2018, in uscita tra il 13 e il 14 Giugno.

✓INGHILTERRA-NIGERIA 2-1

Una partita dai ritmi piuttosto bassi porta discrete soddisfazioni a entrambe le contendenti. L’entusiasmo dei supporter nigeriani, in fila per tutta la giornata fuori dai Nike Store della capitale inglese per acquistare il kit della selezione, si propaga anche a Wembley: buona presenza di tifosi biancoverdi allo stadio.
L’Inghilterra conferma il 3-4-1-2 con cui ha ottenuto i più recenti successi. Molto quotata anche la formazione schierata: Pickford scavalca Butland e Pope nelle gerarchie e conquista il posto tra i pali. Interessante la posizione di Walker: terzino naturale affiancherà Stones e Cahill nei tre di difesa. Sugli esterni Young e Trippier, in mediana la diga di Dier a proteggere l’estro di Alli e Lingard. In attacco, Raheem Sterling affianca Harry Kane.
Dall’altra parte, il portierino classe 1998 Uzoho viene confermato tra i pali e conquista il posto da titolare per il torneo. La formazione nigeriana è molto muscolare: gli unici elementi in grado di dare quel quid in più in fase di possesso sono Iwobi e Moses, spesso incaricati anche di portare palla e creare gioco. Del resto, Onazi e Obi non possono garantire grande qualità in mediana. Davanti ballotaggio Ighalo-Simy: in quest’occasione viene preferito l’attaccante del CC Yatai, senza convincere troppo.
La selezione africana, finora positiva nelle uscite intercontinentali precedenti, si fa tuttavia intimorire, perlomeno inizialmente. La squadra di Rohr trascorre il primo tempo totalmente in balia degli inglesi, non riuscendo mai a superare la propria metà campo e costringendo Uzoho agli straordinari. Trippier di testa e Kane dai quindici metri (con un certo grado di complicità del portiere nigeriano) permettono ai Three Lions di chiudere la prima fazione di gioco in doppio vantaggio.
Nel secondo tempo, i nigeriani riprendono coraggio e cominciano con tutt’altro piglio. Iwobi trova più liberta tra le linee e i mediani inglesi fanno fatica a contenerlo. Proprio da un’iniziativa del giocatore dell’Arsenal nasce la rete ospite: delizioso assist per Ighalo che colpisce il palo, sulla cui ribattuta si fionda e insacca lo stesso Iwobi. La Nigeria prende campo e attacca con più continuità: la difesa si trova spesso a dover fronteggiare frontalmente Iwobi, Moses e Obi Mikel e patisce qualche grattacapo. Tuttavia, i ritmi si abbassano vertiginosamente nell’ultima mezzora e non accade praticamente più nulla.
Per chiudere, ottima direzione arbitrale per il nostro Guida.

✓SVEZIA – DANIMARCA 0-0

Il derby nordico, che a noi rivedica ricordi rabbiosi, termina con un risultato abbastanza prevedibile.
Svezia e Danimarca hanno terribili difficoltà in fase d’imposizione: se per i primi non è un mistero (e del resto non ci hanno mai puntato, preferendo costruire i propri successi sulla compatezza e l’atletismo), i secondi si ritrovano a dover fronteggiare qualche acciacco di troppo per Christian Eriksen, ieri lasciato a riposo. L’importanza del trequartista del Tottenham è incommensurabile nel gioco di Hareide, soprattutto in fase di prima impostazione, nella quale nè Kvist nè Delaney, titolari in posizione mediana, riescono a eccellere.
Danesi con la formazione tipo (eccetto l’assenza di Eriksen), svedesi con qualche variante: i due terzini titolari (Lustig e Augustinsson) vengono lasciati a riposo, mentre affianco a Ekdal viene provato Hiljemark in mezzo al campo. Davanti i soliti Berg e Toivonen.
Quello di Stoccolma non è stato uno spettacolo indimenticabile. La Danimarca, per quanto priva del proprio fuoriclasse, dimostra comunque qualità tecniche superiori, soprattutto grazie al contributo di Pione Sisto e Krohn-Dehli. Andersson, CT svedese, rimane comunque un vecchio volpone e la stretta doppia linea della selezione di casa è veramente difficile da superare. Il predominio del possesso è danese ma le occasioni arrivano solamente dalla lunga distanza, e per di più di medio-bassa entità: il portiere svedese Olsen passa una serata piuttosto tranquilla, fatta eccezione per un’insidiosa bordata di Delaney dai venticinque metri, uscita di un soffio alla destra dell’estremo difensore.
La Svezia esce dal guscio saltuariamente e tutto sommato crea qualche grattacapo alla linea danese, soprattutto con i tagli di Durmaz dal lato sinistro del campo.
Svezia scorbutica e viva fino alla fine, disputerà un buon Mondiale, Danimarca bisognosa del proprio campione perchè le dirette contendenti (Perù e Australia) fanno passi da gigante.

✓BELGIO-PORTOGALLO 0-0

Pareggio a reti bianche anche a Bruxelles: Belgio e Portogallo, pur schierando gran parte dei titolari, necessitano ancora di tempo per arrivare a un grado di affinità accettabile e si affidano perlopiù ai propri fuoriclasse, con esiti piuttosto piatti.
Belgio in tenuta da battaglia: 3-4-3 fortemente sbilanciato, con De Bruyne e Carrasco nella linea di centrocampo, Mertens e Hazard ad affiancare Romelu Lukaku davanti. L’unico dubbio rimasto in vista del torneo riguarda uno dei due mediani: con De Bruyne sicuro del posto da titolare, il ballotaggio è tra Witsel (ieri a riposo) e Mousa Dembele.
Dall’altra parte, Fernando Santos approfitta dell’assenza di CR7 per provare qualche variante: nel ruolo di centravanti viene testato Gonzalo Guedes, attaccante classe 1996 del Valencia (non in una stagione particolarmente esaltante), mentre Gelson Martins viene schierato sull’esterno di sinistra. Per il resto, confermati i reduci del trionfo europeo, fatta eccezione per la presenza dell’esperto Beto in porta (Rui Patricio semplicemente a riposo) e l’innesto di Bernardo Silva nel tridente (assenza in Francia per infortunio).
Nel primo tempo, meglio gli ospiti: Gelson Martins e Bernando Silva sfruttano a pieno gli spazi sulle corsie esterne e creano diversi pericoli alla porta di Courtois.
Anche il Belgio prova ad affidarsi agli esterni, ma la manovra è piuttosto compassata: il gioco si sviluppa soprattutto sulla sinistra, dove Ferreira Carrasco ha maggior propensione alla ricerca della superiorità numerica di Meunier, schierando sul lato opposto.
Nel secondo tempo meglio i belgi: il Portogallo abbassa la pressione e la manovra dei padroni di casa riesce con maggior facilità a trovare la conclusione dei laterali, sempre e comunque richiesta in fase offensiva. Beto si rende protagonista di due grandi interventi: il primo su Vertonghen, il secondo su Meunier.
La girandola di cambi di fatto stoppa la partita, che lentamente va a concludersi.
Work in progress da ambo i lati: CR7 stravolgerà (in meglio) gli equilibri di Fernando Santos, mentre Roberto Martinez dovrà trovare qualche soluzione per rendere maggiormente coinvolto il proprio tridente, spesso soffocato nelle linee avversarie. Da Hazard, Mertens e Lukaku ci si aspetta sicuramente di più.

✓ISLANDA – NORVEGIA 2-3

Lars Lagerback, assoluto protagonista nel successo calcistico islandese degli ultimi sei anni, torna nell’isola del ghiaccio e dà un grande dispiacere ai suoi ex tifosi. Attenzione alla Norvegia per Nations League e prossimo Europeo: il selezionatore svedese sta raccogliendo i primi frutti del proprio lavoro sulla panchina della selezione norvegese (terza vittoria consecutiva), e avrà a disposizione del materiale umano molto interessante in arrivo dalle squadre giovanili.
L’Islanda di Hallgrimsson saluta il proprio pubblico nel modo più sbagliato, evidenziando inedite lacune difensive, scarsa profondità di rosa e un certo grado di (prevedibile) pesantezza fisica a due settimane dall’esordio mondiale.
L’Islanda scende in campo con la formazione che vedremo in Russia, fatta eccezione per la presenza dell’oriundo Schram in porta (l’estremo difensore è di origine danese) e di Gislason sull’esterno sinistro, al posto di Bjarnason dirottato al centro per l’assenza di Gunnarsson, lasciato a riposo. Hallfredsson occupa il posto del rientrante Gylfi Sigurdsson in mezzo al campo, mentre Magnusson, fresco di ingaggio con il CSKA Mosca, conquista il posto da terzino sinistro ai danni di Skulason. Coppia d’attacco Bodvarsson-Finnbogason. La Norvegia passa in vantaggio dopo solo un quarto d’ora di gioco: un insolito disordine nel ripiegamento difensivo islandese apre gli spazi alla ripartenza norvegese, conclusa da Johsen con un tiro discretamente angolato. Non particolarmente reattivo nell’occasione l’islandese Schram nel tentativo di respinta. Il gol subito aumenta la tensione nei padroni di casa che alzano pressione e baricentro: Gislason spinge sulla corsia di sinistra, mettendo seriamente in difficoltà il terzino norvegese Svensson, costretto a stenderlo in area di rigore. Finnbogason trasforma e pareggia i conti.
L’Islanda prende coraggio e comincia a riprendere fluidità di manovra, nonostante diversi cambi stravolgano l’undici di partenza. Il raddoppio islandese è frutto di una splendida azione corale, a livello della quale partecipa tutto il centrocampo in fase di costruzione, venendo poi conclusa magnificamente da Gylfi Sigurdsson dopo la corta respinta del portiere avversario: il modo migliore per ritrovare fiducia dopo un lungo periodo di stop.
Sembra finita, ma la controversa serata del portiere Schram si trasforma in disastrosa: il portiere islandese stoppa malissimo un retropassaggio della propria difesa, allungandosi il pallone e permettendo a Joshua King di rubare palla e trovare il pareggio.
E’ un colpo durissimo per i padroni di casa, che perdono d’improvviso le energie nervose necessarie per rimanere in partita: a cinque minuti dal termine, l’Islanda capitola nel modo peggiore, ovvero per opera di uno dei proverbiali schemi da rimessa laterale che tante soddisfazioni hanno garantito negli ultimi anni. La sequenza riesce perfettamente ai norvegesi, liberando Sorloth sulla trequarti che può scaricare un bolide alle spalle del portiere avversarii, questa volta incolpevole.
Un chiaro segno di deconcentrazione, da non ripetere in partite di maggior importanza.
C’è ancora da lavorare per gli uomini di Hallgrimsson, soprattutto nella tenuta mentale: senza dubbio va ripristinato Halldrosson in porta che, per quanto non sia un fenomeno, per lo meno non commette grosse sciocchezze.

Precedente Renzo Rosso, Diesel, Bassano e Vicenza: istruzioni per l'uso Successivo Guida completa alla Coppa del Mondo 2018