Analisi tattica LIVE: Inter – Juventus

Come già visto sulla nostra pagina Facebook, riportiamo qui l’analisi tattica minuto per minuto (o quasi) prodotta guardando la partita da Inter e Juventus terminata 2 a 1 in favore dei nerazzurri, con le reti di Icardi e Perisic che hanno rimontato il vantaggio siglato da Lichtsteiner.

14322260_1753237528251123_8927220252358207566_n

CspbbRNWcAABovUPartiamo dalle formazioni. L’Inter giustamente mette in panchina Nagatomo per Santon, più sicuro coi piedi, che ha la fortuna di trovarsi contro Lichtsteiner e non un dribblomane, essendo lacunoso nell’uno contro uno. Joao Mario e Banega spesso si cambieranno di posizione o costruiranno con Medel un centrocampo a tre per avviare l’azione, con l’argentino che però dovrà essere bravo a farsi trovare anche tra le linee, sfruttando magari la scarsa propensione alla copertura dello spazio di Pjanic, schierato regista da Allegri.

La Juve cerca col bosniaco di recuperare una costruzione bassa efficace ed una buona gestione del pallone nella metà avversaria, che con Lemina sono spesso mancate. Sandro sulla sinistra sarà sicuramente un fattore, considerando che gli si oppone D’Ambrosio. Mandzukic titolare e non Higuain per avere maggior movimento: il croato sa già come aprire spazi per Paulo Dybala, mentre da questo punto di vista il Pipita può migliorare, ed è meglio che ci lavori in un match meno catartico.
L’Inter ci ha abituato alla costruzione bassa esasperata, pertanto ci aspettiamo una Juve che alzerà uno tra Khedira end Asamoah per pressare i difensori in parità numerica, lasciando anche il 3vs3 dietro. Candreva-Chiellini potrebbe essere un duello pericoloso per la Juve in caso di verticalizzazione veloce.
Per contro, la sensazione è che sarà un’Inter aggressiva, che perlomeno proverà a pressare Bonucci, ovviamente marcando Pjanic con Banega. Non è tuttavia detto che i nerazzurri reggano, per le caratteristiche dei propri attaccanti, pertanto si potrà vederli anche aspettare i bianconeri.

-1′: subito Inter aggressiva come previsto, la Juve costruisce un 4v4 davanti alla sua area, con Pjanic che si abbassa per ricevere il rinvio di Buffon.
-2′: Eder stringe la posizione per prendere il posto di Banega che si era allargato a sinistra, riparte Lichtsteiner e trova molto spazio per correre, guadagnando il primo corner per la Juve.
-8′: Asamoah e Khedira si alzano quasi a fare da trequartisti quando il pallone è dal loro lato, cercando di ricevere una palla tra le linee.
-’10 come dicevamo nel preview, continui scambi di posizione tra Joao Mario e Banega, che si abbassa per impostare, ma per ora il portoghese tra le linee non si è visto. Importante per l’Inter mantenere una struttura posizionale equilibrata per non rischiare contropiedi. I terzini stanno ancora piuttosto bassi e Medel è sempre in copertura.
-13′: funziona abbastanza bene il dispositivo di contropressing dell’Inter: sia su Pjanic palla piede due minuti fa, che su Dybala ora almeno tre giocatori cercano direttamente il recupero del pallone aggredendo il portatore. La Juve però è sempre solidissima e rapida nel chiudersi.
-14′: l’Inter contrasta bene la costruzione bassa della Juve che non ha soluzioni lunghe credibili per far salire la squadra. Se Buffon lanciasse su Mandzukic centralmente la Juve rischierebbe molto sulla seconda palla, avendo svuotato il centrocampo per cercare spazi. Per ora l’Inter ha messo in scacco l’impostazione della Juve, senza nemmeno troppo sforzo.
-20′: sul cross che genera l’occasione di Icardi ribattuta da Bonucci, Pjanic va al raddoppio, ma entra troppo piano per contestare l’esecuzione. Non è un mediano, pur impegnandosi nel ruolo, e lo fa vedere.
-22′: quello che dicevamo: D’Ambrosio lancia Khedira, ma è fondamentale Medel nel mantenere l’equilibrio posizionale: ripiega pronto, ruba palla e riavvia la costruzione per l’inter.
23′: taglio di Eder che approffitta dell’indecisione di Benatia, che non sa chi seguire con il movimento ad allargare di Joao Mario, e si fa pure male nell’occasione. Khedira non difende lo spazio alle sue spalle, Pjanic non può accorciare da subito, dovendo comunque coprire il centro, e il brasiliano arriva al tiro.
-26′: possibile chiave della partita per la Juve. L’Inter manda in prima battuta Icardi su Bonucci, con Joao Mario che segue Pjanic, salvo lasciarlo al suo capitano quando il bosniaco si abbassa troppo. Medel e Banega scivolano stretti sul lato palla, ma la mezzala opposta rimane liberissima tra centrocampo e difesa. Se la Juve riesce a consolidarsi nella metà dell’Inter, può trovare così lo spazio per essere pericolosa.
-31′: Joao Mario riceve tra le linee davanti a Chiellini e prende il fallo. Come prima nell’occasione del tiro di Eder, decisivi per l’Inter sono gli half-spaces davanti ai vertici alti dell’area di rigore, dove i movimenti del portoghese mettono in inferiorità numerica il centrale esterno della Juve assieme al taglio dentro dell’esterno.
-34′: Dybala rompe la grande densità in zona palla dell’Inter con un’apertura fantascientifica su Sandro: Khedira si mangia il gol sul cross. Ribaltamento di fronte ed Icardi continua la sua bella serata battendo Chiellini in duello, destro fuori di nulla.
-37′: finora perfetto Candreva nel tagliare i rifornimenti a Sandro giocando sulle linee di passaggio, non altrettanto lo è Eder dall’altra parte. Portato via dalla marcatura su Lichtsteiner, consente alla Juve di costruire un’altra palla gol con Pjanic da fuori. Dybala e la sua visione sono spesso la chiave per rompere lo schieramento difensivo dell’Inter.
-40′: grande Icardi nello smarcamento preventivo, spesso sui rilanci lunghi dei suoi arriva prima di Bonucci e Chiellini, consentendo ai suoi di ripartire ed evitando il consolidamento della Juve nella metà campo dell’Inter.
-42′: Juventus poco aggressiva nel contropressing, perso il pallone i bianconeri conservano le energie e preferiscono coprire lo spazio, fidandosi della capacità della loro difesa di leggere i contropiedi avversari.
-44′: Mandzukic lascia girarsi Miranda sicuro che sulla linea di passaggio così liberata ci sia un compagno, che però tarda, così come tarda Dybala successivamente. Juve poco reattiva nel gegenpressing.

Finisce un primo tempo equilibrato, in cui, in maniera diversa, le due squadre si sono disinnescate a vicenda. L’Inter aggredendo bene la costruzione bassa della Juve (encomiabile Candreva nel chiudere le linee di passaggio su Sandro), la Juve aspettando l’Inter e giocandosela coi suoi ottimi difensori, pur contro un bravo Icardi. La Juve ha bisogno di squilibrare il match, magari consegnando il pallone ai nerazzuri e andando ad aggredire. Per ora, l’intensità dei bianconeri non è sembrata però molto alta, segno che la squadra di Allegri punta anche a conservare le energie per i 90 minuti.

-46′: la Juve sembra essersi disposta con due linee a quattro in fase difensiva alzando Lichsteiner, probabilmente per controllare meglio i tagli di Eder.
-49′: Bonucci dopo il calcio d’angolo sceglie di pressare alto D’Ambrosio invece che ripiegare. Non trova il pallone, è fondamentale Lichtsteiner nel recuperare la posizione al posto del suo compagno sul successivo contropiede.
-51′: Khedira perde spesso Joao Mario quando questi gli si muove alle spalle, vantaggio per ora vanificato dal lavoro di Lichtsteiner nel chiudere le linee di passaggio verticali da quella parte.
-54′: è incredibile come una delle maggiori armi della Juve, la ricezione di Khedira in profondità, si stia trasformando in punto debole. Il tedesco è spesso in ritardo in copertura, e perde anche un pallone sanguinoso sul contrasto di Medel, che dà il via all’occasione di Eder.
-’58: se la Juve riesce a occupare la metà dell’Inter dà l’impressione di poter scardinare la difesa nerazzura. Però Icardi in contropiede è davvero incontenibile e non permette ai bianconeri di trovare continuità.
-63′: errore apocalittico di Chiellini che consegna palla agli avversari. Perfetta gestione della ripartenza dell’Inter, che attacca proprio lo spazio alle sue spalle, fuori di nulla il tiro di Candreva.
-66′: GOL JUVE. Parte tutto da Asamoah, che difende bene un pallone difficile, cross di Sandro e insacca Lichtsteiner. Santon non lo vede arrivare e si accorge troppo tardi del suo taglio, postura del corpo rivolta solo verso il pallone e non verso l’uomo. Sottilineamo l’inizio dell’azione in cui Dybala va incontro a Pjanic e crea un 2vs1 a centrocampo, consentendo lo sviluppo rapido della manovra.
-68′: GOL INTER: da corner Icardi quasi sfrutta Mandzukic a zona per lasciare dietro Bonucci che lo teneva ad uomo.
-70′: fuori Eder dentro Perisic: De Boer cerca maggiore ampiezza per muovere la difesa della Juve, sembrata effettivamente poco elastica stasera.
-75′: con l’uscita di Medel l’Inter perde molto in mezzo al campo. Vedremo se Melo saprà dare i tempi del pressing.
-77′: GOL INTER: palla persa male da Asamoah, Icardi trova Perisic, che stacca su Barzagli. Serie di errori tattici della difesa della Juve:  posizionamento preventivo sbagliato di Chiellini che sul possesso di Asamoah si alza, lasciando la marcatura di Icardi e, fosse andato a buon fine lo scarico del ghanese su Sandro, chiudendo anche la linea di passaggio tra quest’ultimo e Pjanic, inoltre rimane nel limbo dell’indecisione non uscendo su Candreva, né coprendo prima Sandro e poi Bonucci, finendo per rimanere saltellante all’altezza del primo palo. Ancora, Barzagli si fa prendere dal panico, viene attratto dal pallone e sbaglia postura del corpo, non vede l’uomo che arriva e si fa scavalcare, preoccupato anche dall’arrivo di Banega, seguito sì da Pjanic in ritardo, ma soprattutto dimenticato da Chiellini. Perisic poi trova Buffon mal posizionato in porta, decisamente non sulla bisettrice dell’angolo tra pallone e pali, come vorrebbe il canone.
-80′: giustamente fuori Chiellini dentro Pjaca, Juve col 4-3-3 per riprendere la partita alla disperata. Subito palla-gol per Higuain, al solito immarcabile quando decide di muoversi senza palla.
-87′: la sensazione è che in questo caotico finale la Juve avrà almeno un’altra grande occasione, che dovrà sfruttare per il pareggio. L’Inter riparte coraggiosa, ma si allunga molto. Melo non riesce a leggere il gioco e a stroncare sul nascere le ripartenze, né ha la rapidità per farlo.
-’90: eccola la grande occasione: mischione in area risolto da Handanovic prima e da Miranda poi. L’espulsione di Banega costringe l’Inter a stare dietro. Cartellino forse regalato dall’argentino.

Finisce con la vittoria dell’Inter, che ha fatto un’ottima partita, purtroppo per i nerazzurri difficilmente ripetibile. Sicuramente una vittoria così importante a livello emotivo vale tantissimo, ma a livello tattico il piano gara di De Boer tuttavia appare poco riproducibile, in quanto i nerazzurri avranno bisogno di imparare a gestire il pallone nella metà campo avversaria contro squadre aggressive e ad evitare i contropiedi chiudendo meglio gli spazi in verticale. In questo senso si sono visti passi in avanti incoraggianti, ma la strada per avere una nuova Inter è ancora molto lunga. In questo momento era più facile battere la Juve che una “piccola”, sia per una questione di motivazioni, ma soprattutto perché era possibile giocare la partita “stando all’opposizione”, senza preoccuparsi troppo di controllarne gli spazi e ritmi proponendo gioco.

La Juve conferma i problemi che aveva mostrato finora, anche se nascosti dalle grandi prestazioni dei suoi campioni. Fatica ad uscire dalla sua metà campo, se ben attaccata (come era stato nel primo tempo contro la Lazio) e ha difficoltà anche nell’andare a prendere alto le avversarie. Se quest’ultima cosa si può ascrivere anche alle tante partite ravvicinate, l’equilibrio dinamico raggiunto dai bianconeri nella scorsa stagione è ancora lontano dall’essere ben ricostruito quest’anno. Pjanic non riesce ad incidere significativamente sull’avvio dell’azione, mentre Dybala è sì un formidabile regista avanzato, ma ha bisogno di avvicinarsi alla porta. Non sottovalutiamo poi l’impatto della cessione di Pogba. Il francese era un calciatore fondamentale in fase di pressing, e soprattutto di contropressing, grazie alla sua fisicità dirompente. Asamoah è per ora ben lontano dall’assolvere a questo compito, pur avendo giocato una partita discreta, al di là della mostruosità che ha lanciato l’Inter verso la vittoria. La Juve ha faticato ad impossessarsi della metà campo avversaria e anche per questo ha subito molto di più in difesa, peraltro progressivamente messa in ansia dalle numerose palle perse in fase di costruzione. Proprio questa frenesia dettata dalla frustrazione si è vista nella disastrosa transizione negativa in occasione del gol di Perisic.

Precedente Quale Inter Successivo Guida all'Europa League 2016/2017