ANTHONY VANDENBORRE: la rivincita del “Roberto Carlos dei videogames”.

Il quarto turno della Champions League verrà sicuramente ricordato per la grande rimonta subita dall’Arsenal davanti ai propri tifosi, contro i belgi dell’Anderlecht. Infatti i Gunners, dopo essere andati in vantaggio per 3-0, hanno subito nell’ultima mezzora il grande ritorno dei campioni di Belgio, che hanno saputo riportarsi incredibilmente in parità. Il simbolo della grande serata in casa Anderlecht è stato sicuramente lui: Anthony VandenBorre, autore di una doppietta. Questo calciatore vi ricorda per caso qualcosa?

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VandenBorre in Arsenal – Anderlecht 3-3,  5 Novembre 2014

Anthony VandenBorre, per chi non lo sapesse, nasce il 24 Ottobre 1986 a Likasi, nella Repubblica Democratica del Congo, ma sin dalla tenera età si trasferisce con la propria famiglia in Belgio. Qui inizia a mostrare interesse per il calcio, sport in cui palesa subito le sue ottime capacità: all’età di otto anni è già nelle giovanili dell’Anderlecht, la squadra più famosa e titolata del Belgio, imponendosi prima come uno dei più promettenti giovani del panorama calcistico belga e poi, dopo l’esordio in prima squadra a soli sedici anni, addirittura come potenziale fuoriclasse mondiale. Anthony quindi viene inserito stabilmente in prima squadra, vince i primi campionati e le prime coppe di Lega, e a soli diciotto anni arriva anche l’esordio in Nazionale, in amichevole a Bruxelles contro la Turchia.

Il calcio europeo inizia così a porre le luci della ribalta su questo nuovo “enfant terrible” del calcio: laterale destro, VandenBorre viene  utilizzato anche come difensore centrale, ruolo non suo, in cui mostra però una buona capacità di adattamento. Ma è sulla fascia che rende al meglio, perché può scatenare la sua corsa e far valere la gran fisicità di cui dispone, tale da permettergli di occupare il ruolo di laterale del centrocampo a cinque. Dunque, a conti fatti, chi non avrebbe voluto (e vorrebbe) un giocatore così nella propria rosa?

Il suo percorso folgorante lo porta ad essere riconosciuto globalmente come uno dei maggiori potenziali talenti del calcio mondiali, tanto che un colosso dei videogames di calcio manageriale come Football Manager, solitamente affidabile per il riconoscimento di un giovane calciatore di belle speranze, genera il giocatore Van DenBorre in modo che diventi subito un calciatore di livello mondiale.

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Le caratteristiche di Anthony VandenBorre in Football manager 2006. Una sola parola: Fenomeno!

Nella primavera del 2007, la Fiorentina inizia a monitorarlo con insistenza e l’interesse viene confermato anche dal direttore sportivo della società gigliata Pantaleo Corvino. L’ufficialità dell’acquisto arriva solo a fine stagione, il 3 Giugno, quando viene annunciata la conclusione della trattativa con la firma di un quinquennale da parte del giovane terzino, che così lascia i belgi dell’Anderlecht dopo aver vinto tre campionati e due coppe di Lega.

“Grandissimo acquisto” scrivono i giornali. “Se recepirà i consigli di un ottimo tecnico come Prandelli, alla Fiorentina, potrà affermarsi ad altissimo livello” ripetono gli esperti. Peccato però che non sempre le aspettative vengano rispettate e che nella prima parte di stagione giochi pochissimo: 36 minuti in Serie A e due presenze in Coppa Uefa.

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VandenBorre con la maglia della Fiorentina

Nel mercato di gennaio dunque i viola decidono di non puntare più su di lui (troppo frettolosamente?), e di cederlo al Genoa nello scambio di compartecipazioni con Papa Waigo (altro fenomeno “sulla carta” passato per il calcio italiano). Con la squadra rossoblù nel complesso non gioca male: colleziona 31 presenza in campionato arricchite anche da due gol. Nulla di trascendentale viste le premesse, ma si dimostra un difensore affidabile con buona propensione offensive. Però, dato che al cognome “VandenBorre” si associano ancora le stigmate del campione, e poichè il Genoa manifesta l’intenzione di voler rivoluzionare la rosa a fine stagione, la sua esperienza nel capoluogo ligure si conclude dopo solo sei mesi.

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Stagione 2008-09, in azione con la maglia del Genoa

Viene dunque ceduto con diritto di riscatto in Premier League, al Portsmouth, dove disputa ancora una volta un campionato discreto, con 25 presenze, 2 goal e 1 assist all’attivo. Ci sono tutti i presupposti per un riscatto da parte della società inglese, ma la sfortuna mette i bastoni tra le ruote ai progetti del terzino belga: la situazione finanziaria della società inglese è disastrosa e, a fine campionato viene messa in amministrazione controllata. Non potendo operare sul mercato, e quindi riscattare il prestito, il giocatore fa rientro al Genoa, inserito nell’affare che porterà prima in rossoblù (solo sulla carta) e poi in rossonero Kevin-Prince Boateng.

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Van DenBorre in Porsmouth – Wolves, stagione 2009-10

Le prestazioni mediocri del calciatore, fanno sì che nella sessione estiva successiva nessuna squadra sembri voler puntare su di lui. E’ incredibile come nell’estate 2010 si consideri già finito un calciatore di 20 anni il cui curriculum può annoverare campionati vinti e numerose presenze in nazionale. Alla fine, solo a mercato terminato, riesce ad accasarsi al Genk, squadra di medio-alto livello del campionato belga, che comunica l’acquisizione a titolo definitivo del cartellino del calciatore che entra ufficialmente a far parte della rosa dal gennaio 2011, non essendo più possibile il suo tesseramento. Inizia dunque “l’Operazione Rinascita” per VandenBorre: ricominciare nel Paese dove si è iniziato, cercando di offrire prestazioni di qualità, per di più in una squadra impegnata nella fase a gironi della Champions League. Colleziona 52 presenze con la maglia dei belgi, di cui 4 in Champions League, ma purtroppo anche questa stagione non si può definire positiva: solo un gol all’attivo e troppe amnesie difensive. Simbolo di questa stagione sono i cartellini gialli collezionati in campionato: ben dieci. Sembra quasi che Anthony non creda più nelle proprie potenzialità, quelle che all’età di 18 anni gli avevano permesso di esordire in Nazionale maggiore. E, per l’ennesima volta, la squadra di appartenenza non gli rinnova il contratto: si ritrova solo e rifiutato, dato che nessuno più crede in lui.

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Gennaio 2011, presentazione ufficiale di VandenBorre con la maglia del Genk.

Miracolosamente però, riesce a trovare un ingaggio in Ucraina, precisamente nel Tavrija Simferopol’, squadra che partecipa alla massima serie del relativo campionato. Qui non si può dire che giochi male: attenti, non per le mirabolanti prestazioni. Ma perchè il campo non lo vede mai. Infatti, non colleziona nemmeno un minuto in campionato, fatica ad ambientarsi perchè non si trova bene in Crimea (e chi si troverebbe bene del resto?) e il nuovo fallimento sembra la pietra tombale su una carriera nata bene ma proseguita sempre peggio.

Per fortuna il calcio è capace di regalare una nuova chance a tutti. Nel gennaio 2013, dopo sei anni, torna nella squadra con cui si è tolto le maggiori soddisfazioni, il suo Anderlecht, grazie alla capacità e alla fiducia dategli dall’allora team-manager Herman Van Holsbeeck. La promessa è quella di lavorare sodo per tornare in forma e di ritornare stabilmente in prima squadra, per offrire le prestazioni che avevano aiutato il calciatore ad essere considerato pochi anni prima uno dei maggiori talenti mondiali. Dopo un lavoro di tre mesi per riprendere il peso-forma, Anthony esordisce prima con le riserve, il 4 Marzo 2013, e quindici giorni dopo torna a calcare i campi della Jupiter League, la massima serie belga, proprio contro la sua ultima squadra della nazione in cui ha militato, il Genk.

Dunque finalmente il giocatore ritrova la sua dimensione e soprattutto, accetta la nuova dimensione di calciatore “normale”: le idee di considerarsi un crack del calcio mondiale, di vivere nel ricordo e di essere considerato superiore agli altri solo in base a meriti giornalistici vengono definitivamente accantonate. Lavora sodo, giorno dopo giorno, sposando in pieno la causa dell’Anderlecht. Le prestazioni ritornano ottime a tal punto da guadagnarsi il pass per l’ultimo Mondiale brasiliano, competizione in cui colleziona anche una presenza (da titolare) nella vittoria contro la Corea del Sud.

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26 Giugno 2014, San Paolo. VandenBorre in azione nella gara Belgio – Corea del Sud, valida per la fase a gironi del Campionato Mondiale di calcio.

Il suo percorso di Nemesi ha raggiunto il suo punto più alto ieri sera. Giorno 4 novembre 2014. Con la doppietta di ieri sera all’Emirates Stadium, Anthony si è preso una bella rivincita contro tutti quelli che non hanno creduto nelle sue potenzialità o non lo hanno seguito abbastanza, scartandolo troppo precocemente. Ma soprattutto contro se stesso e i fantasmi del passato. Il nostro augurio è di rivederlo al più presto in campionati di livello superiore, anche perchè nel nostro cuore riserveremo sempre un posto da terzino a Football Manager.

 

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