Apologia del calcio di punizione a due in area

Il calcio di punizione a due in area.

 

Dimenticato da tutti se ne sta in disparte, sorprende i calciatori al suo fischio. Il portiere abbozza una smorfia, perché sa che dal taschino del fischietto di gara uscirà un cartellino: giallo si vede sventolare. Sollevato, prende coraggio e si avvicina minaccioso e inferocito alla giacchetta nera, gialla fosforescente, viola, violetta, lilla, arcobaleno e chi più ne ha più ne metta.

“Giallo arbitro?” grida angelicamente l’estremo (suddetto) difensore. Si, giallo. Cinquanta sfumature di giallo, ma pur sempre giallo. Ci hanno fatto un film se non ricordo male. Tutte donne al cinema, una brutta storia signori miei…

“Piuttosto fischi(a) il rigore, perché io (a) questo proprio non l’ho toccato” urla ad alta voce. Si,dato che il rigore è così. E’ prepotente: o tutto o niente.

Eppure…eppure nel mezzo c’è lui, il calcio di punizione a due in area.

“Scusate se esisto, volevo solo dire che a chi mi cerca che sono a Chi l’ha visto” sussurra con voce flebile.

“Indiretta in area di rigore” si sente da lontano. E’ l’esperto del regolamento, colui che tutto sa delle regole. Vive per questo e lo attende con ansia, per giorni, mesi, anni. A volte, mi ha confessato in gran segreto, anche secoli.

Il telecronista intanto è in preda al panico, cerca un appiglio a cui aggrapparsi. “E ora che mi invento?”

Trovare le parole giuste è difficile in questi momenti, soprattutto se in testa frulla il vuoto che sta tra il nulla e il niente.

“E’ tanto che non si fischiava una punizione a du…a due in ar…ea” riesce a biascicare. Prender tempo è indispensabile, così che sia possibil un’occhiata rapida allo schermo, felina, e poi…e poi via a sciorinare la dizione:

“Il regolamento afferma ciò: si fischia per

(tutta d’un fiato)

Gioco pericoloso. Ostruzione. Gioco prolungato del portiere per più di quattro passi. Carica Leale. Carica elettrica, statica, dinamica e sul portiere, salvo quando questi:

Ostacolaavversario o…(attimo di suspense) sitrovafuoridallapropriaporta!”

Respiro a pieni polmoni e petto tronfio. Ormai è fatta, anzi no. La storia, manca la storia, cioè quel pizzico di romanticismo e nostalgia che non guasta mai.

Batistuta e Maradona sono i classici cavalli di battaglia, rispettivamente contro il Milan e la Juventus. I napoletani ancora godono a parlargliene. La potenza e la parabola a scavalcare, come lo Yin e lo Yang. Fisica che per un attimo lascia spazio allo stupore.

Lacrimuccia spontanea, naturale di fronte a due scuole di pittura calcistica. Mai piaciute le mostre di pittura, queste invece si, ma sono un’altra faccenda. Cosa, chi? Io e la pittura. Ah, già…fazzoletto, Coppa Italia, Higuain ed il Verona.

Comincio a scrivere:

Punizione a due in ar…tira lui. Alta, altissima.

Ci penso un po’. No, non le fanno più come una volta.

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