CDD Focus: Malmö FF

Dopo 13 anni la Svezia torna nella fase a gironi di Champions League, ultima apparizione era stata quella dell’Helsingborgs, nella remota (calcisticamente parlando) stagione 2000/2001. Tocca al Malmö FF, campione del 2013 e prima in classifica a 9 giornate dalla fine dell’Allsvenskan 2014, difendere i colori di un paese che dopo più di un decennio esce dalla giungla dei Preliminari ed approda ai gironi.

Che il campionato nazionale svedese sia decaduto notevolmente rispetto al livello raggiunto nel secolo scorso è lampante, ma da diversi anni ha inaugurato, con Ibrahimovic, un continuo flusso di esportazione di talenti nei maggiori campionati europei. Lo stesso Malmö si è privato del leader difensivo Pontus Jansson, neo acquisto del Torino e di Mirko Albornoz, terzino talentuso approdato all’Hannover e di Jiloan Hamad, trequartista molto dotato finito all’Hoffenheim. A queste perdite va aggiunto il grave infortunio accorso all’attaccante uruguagio-svedese Guillermo Molins, sicuramente uno dei più talentuosi della squadra, che si è rotto il crociato e starà fuori per diversi mesi.

Quella che è rimasta è una squadra con molto cuore e pochi piedi, più forte davanti che dietro, che in casa riesce a dare il meglio di sè, acquistando compatezza grazie al sostegno del proprio pubblico. Per la Juve di Allegri non dovrebbero esserci problemi a guadagnare 6 punti contro gli azzurri svedesi, ma non è possibile rilassarsi.

Rispetto al Copenaghen, vero boia dei bianconeri l’anno scorso, il Malmö ha una difesa molto allegra. I centrali Helander e Johansson posseggono buone proprietà di palleggio e discreta personalità, ma hanno la pessima abitudine di perdere le marcature come fossero monetine da 2 centesimi. Buona personalità e discrete qualità dimostra invece il terzino destro Anton Tinnerholm, classe 1991 appena prelevato dall’Atvidabergs per 400mila euro. A sinistra il brasiliano Ricardinho è più che altro una porta aperta alle incursioni avversarie, ma dotato di un buon mancino. Contro il Salisburgo abbiamo visto invece il giovane Pa Konate, grande prestanza fisica e determinazione, tecnica praticamente inesistente, in compenso.

Il faro tecnico ed emotivo della squadra è Markus Rosenberg, 31 anni e un glorioso passato tra Ajax, Werder Brema, Racing e WBA, tornato all’ovile dopo aver messo a segno 82 gol in giro per l’Europa. Tutte le azioni offensive passano dai suoi piedi, fa grande movimento e costruisce gioco dimostrando ottima visione e buone doti tecniche. Nonostante il grande lavoro che compie per la squadra, conserva ottime doti da finalizzatore: 4 gol nelle qualificazioni finora.

Nel ruolo di partner d’attacco si alternano Magnus Eriksson e Isaac Thelin. Entrambi sono molto dotati fisicamente, ma, tra i due, è il primo il più pericoloso. Fisicamente devastante, dotato di discreti piedi e buona visione di gioco, Eriksson secondo noi è pronto anche per un campionato più importante. Thelin invece sembra il classico centravanti imponente, ma lento ed impacciato coi piedi, anche se è dotato di buoni colpi, come un bell’assist di tacco per Rosenberg nel Terzo Turno contro lo Sparta Praga.

Altro pericolo è Emil Forsberg, 23 anni, ala sinistra che possiede facilità di corsa e ottimi tempi di inserimento. La tecnica non è sopraffina, ma il suo rendimento finora è stato ottimo, tanto che sulla fascia finora è stato inamovibile. Non ancora pervenuto quest’anno il talentuoso centrocampista classe 1992 Simon Thern, di cui avevamo parlato qui, che quest’estate era dato certo partente. La sua ultima apparizione è stata il 12 luglio contro l’Atvidabergs, quando si è rotto il perone, per lui lo stop sarà lungo.

L’impressione che il Malmö dà è quella di una squadra in generale disorganizzata e distratta, che però mette grande grinta in ogni partita, tenendo sempre l’atteggiamento giusto e non mollando un centimetro. Nonostante il livello tecnico mediocre, riesce a trovare diverse soluzioni offensive, sia sugli esterni che in velocità con combinazioni nello stretto, grazie soprattutto alla qualità di Rosenberg ed Eriksson. Il posizionamento difensivo, invece, è approssimativo e la scarsa personalità del portiere Olsen non aiuta. Questo danese classe 1994 ha dalla sua una buona reattività tra i pali, ma quando c’è da uscire dalla porta è esitante e impaurito.

Guardando la partita di ritorno col Salisburgo, vinta 3 a 0 a Malmö, si percepisce subito quanta voglia abbiano i giocatori di mister Hareide di incidere e di fare vedere di cosa sono capaci. La Svezia è rimasta fuori dall’Europa che conta per troppo tempo, è ripartita dai propri vivai, le sue squadre sono obbligate a schierare dall’inizio almeno 7 giocatori cresciuti in patria, e ora tutto questo ha cominciato a pagare. Si nota un legame tra la squadra e il pubblico degno di un calcio di altri tempi, con meno sponsor e più valori.

Se la Juve vuole sperare di passare il turno, 6 punti col Malmö sono obbligatori, ma non è pensabile sottovalutare questi ragazzi. Perché vista la fame che hanno dimostrato nelle qualificazioni, se si lascia loro una possibilità di sfangarla, questi la sfangano. Il Salisburgo è una squadra piena di giovani talenti, che, per inesperienza e mancanza di personalità, hanno lasciato uno spiraglio ai loro avversari, spiraglio che si è trasformato ben presto in voragine, sotto la carica di quest’orda di giovani svedesi. Proprio come i loro antenati germanici si lanciavano in cariche suicide e disordinate contro le legioni romane, il Malmö butterà tutto quello che ha sul campo contro la nuova e sobria Juve di Allegri, che dovrà dimostrare pragmatismo e concentrazione per respingere l’assalto senza perdite.

 

 

2 pensieri su “CDD Focus: Malmö FF

    • Grazie mille! Stiamo cercando di crescere e gli apprezzamenti fanno solo bene, visto il lavoro che c’è dietro gli articoli!

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