CDD FOCUS: UMF Stjarnan Garðabær

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No, non è uno scherzo: il logo dello Stjarnan è davvero quello. Questi impavidi islandesi, calciatori part-time non senza un po’ di pancetta, sono saliti alla ribalta per l’ottimo cammino in Europa League 2014-2015, si sono infatti lasciati dietro compagini ben più quotate quali Motherwell e Lech Poznan.
Ai fini conoscitori dell’ignoranza calcistica però questi giovani biondini (età media della squadra 24 anni) non saranno certo sconosciuti: le loro esultanze idiote dopo le reti spopolano su Youtube già da un pezzo. Chi non avesse voglia di ampliare i propri orizzonti calcistici può già andare a fondo articolo, dove ne troverà un’ottima selezione.

Parlando seriamente gli islandesi sono una squadra in crescita: in campionato arrivarono quinti nel 2012, terzi nel 2013 e attualmente guidano la classifica della Pepsideild senza aver ancora perso una partita. Un calcio, quello dell’isola, che vive il suo momento migliore, con la selezione nazionale che ha sfiorato la qualificazione a Brasile 2014 e che vanta diversi giocatori di caratura internazionale. Non è ovviamente il caso dello Stjarnan, formazione semi-professionistica che ha già dovuto compiere un piccolo miracolo per arrivare ad affrontare l’Inter di Mazzari agli Spareggi di Europa League.

L’allenatore toscano si è prodotto nelle classiche dichiarazioni di circostanza: “Sono imbattuti da sei partite, sono più in forma di noi, occhio a non sottovalutarli.” Difficile aspettarsi altro, soprattutto da uno come Mazzarri, abituato a mettere le mani avanti.

Condizione atletica o no, l’Inter ha l’obbligo di vincere. Nei turni precedenti, se escludiamo la vittoria piuttosto agevole con i gallesi del Bangor, gli islandesi hanno evidenziato grosse carenze dal punto di vista tattico nelle distanze tra i reparti, soprattutto in difesa, dove è lampante la pochezza nei singoli: giocatori che escono in pressione quando dovrebbero mantenere la posizione, giocatori che mantegono la posizione quando dovrebbero uscire in pressione. Se attaccati palla a terra e a ritmo sostenuto, questi vanno in barca come niente, tanto che hanno concesso una ventina di tiri verso la porta a partita sia agli scozzesi del Motherwell, che ai polacchi del Lech.

Ingvar Jónsson, 24 anni, portiere dello Stjarnan

A salvare la sua squadra da questa grandinata di conclusioni, l’ottimo Ingvar Jónsson, classe ’89, portiere sicuramente dotato, coraggioso in uscita bassa e reattivo tra i pali. Da rivedere invece le sue uscite alte, ma per il campionato islandese è sicuramente un ottimo giocatore.

Giocatore cardine della fase difensiva è il capitano Michael Praest
, danese di 28 anni che gioca nei quattro difensori o come mediano davanti alla difesa. Grande carisma e fisico decisamente “scandinavo”, ma spesso manca di qualità nella gestione della palla e se è costretto a rincorrere l’avversario prende 10 metri da quasi tutti. Centrocampista più offensivo è Pablo Punyed, statunitense con passaporto spagnolo, nato a Miami, ma calcisticamente islandese, avendo militato anche nel Fjolnir e nel Filkir, che non sono due personaggi del Signore degli Anelli, ma due squadre di Reykjavìk. Già autore di due assist nella competizione, Punyed è con Finsen, il giocatore che avvia le azioni offensive portando palla e uscendo dalla propria metà campo.

È proprio il contropiede l’arma migliore dello Stjarnan
, che schierandosi alternativamente col 4-3-3 o col 4-4-2, possiede dei buoni avanti in grado di puntare la difesa avversaria palla al piede e arrivare in zona pericolosa. Caratteristica peculiare della compagine islandese è la ricerca di una fase offensiva veloce ed ariosa, con 4-5 giocatori proiettati in avanti e il supporto anche dei terzini.

Finsen, 22 anni, ala sinistra dello Stjarnan

Il prospetto migliore della squadra è però Olafur Karl Finsen, ala sinistra classe ’92 scuola AZ Alkmaar, giocatore rapido, che parte dalla corsia per accentrarsi sul destro e inventare all’altezza dei 20 metri. Ha già firmato 5 reti nella competizione, per carità, 4 di queste su rigore, ma i rigori bisogna anche segnarli.

Nel ruolo di punta centrale troviamo Veigar Páll Gunnarsson, 34 anni e un passato glorioso: per lui esperienze nei massimi campionati di Norvegia e Francia, carriera impreziosità anche da 6 reti in 34 presenze con la nazionale maggiore. Nel corso della doppia sfida col Motherwell è però apparso appesantito e giù di condizione e anche in campionato finora il suo bottino è di sole 2 reti a fronte di 8 partite giocate. Spesso e volentieri quindi gli è stato preferito Rolf Toft, ventiduenne danese che ha messo a segno due reti determinanti per il passaggio di entrambi i turni: punta un po’ macchinosa quando c’è da giocare la palla coi piedi, ma dotato di una discreta velocità di base e buon uomo d’area capace di infilare la zampata vincente.

Menzione speciale per Atli Johansson, 31 anni e una pancetta da birra ben visibile, che con un sinistro stupendo al volo da 35 metri alla fine del secondo tempo supplementare ha eliminato il Motherwell dopo che nei 90 minuti giocati in Islanda si era replicato il 2-2 dell’andata in Scozia.

A proposito delle esultanze folli dello Stjarnan: in Europa League dobbiamo ancora vederle, e non perché siano mancate le occasioni, segno che questi non vengono in Europa in gita, questi ci credono davvero. L’Inter non deve permettersi lasciare aperti degli spiragli, perché sconfiggere questi giovani islandesi non è difficile, ma in campo bisogna andarci.

No, non mi sono dimenticato di voi amanti dell’ignoranza: ecco sto maledetto video: