CDD FootWorld #3: I tuoni, i lampi e il meraviglioso temporale.

Col Feyenoord ci eravamo lasciati così.

Non vogliamo parlare di fatti di cronaca e non vogliamo puntare il dito contro nessuno, a noi interessa il calcio. Quindi, coi tifosi del Feyenoord, vogliamo ricominciare così.

20150323_183022Il drone che sorvola lo stadio riprende un De Kuip pieno in ogni ordine di posto di tifosi del Feyenoord, che per tutta la partita canteranno, esulteranno e sbraiteranno senza soluzione di continuità, che si vinca o che si perda.

Il PSV si presenta a questa sfida in carrozza, la marcia trionfale verso il titolo è a sole 7 partite dal termine, e gli 11 punti di vantaggio sull’Ajax che insegue sono una scorta più che rassicurante. La corsa del Feyenoord è al terzo posto, che in Olanda garantisce accesso diretto ai gironi di Europa League. La posizione è insidiata dall’AZ Alkmaar e dal più distaccato Vitesse, squadre con diversi giocatori interessanti.

I padroni di casa schierano un 4-3-3 piuttosto atipico, dato che spesso Immers si proietta in avanti a far valere la sua fisicità e la sua bravura negli inserimenti, costruendo di fatto un 4-2-3-1, con Clasie ed El Ahmadi che raramente si muovono dalla mediana. La linea a 4 è composta da Nelom, Kongolo, Van Beek e Karsdorp, la porta viene difesa dall’ex Ajax Vermeer. A guidare l’attacco c’è il giovanissimo (come tutta la squadra, del resto) Anass Achahbar, classe 1994, schierato un po’ a sorpresa, dopo aver deciso all’ultimo secondo il match contro il Dordrecht. Sugli esterni Boetius è acciaccato e lascia il posto a Toornstra, mentre a sinistra agisce Manu.

Più classico il modulo di Cocu, che schiera l’interessante Jeroen Zoet in porta, Bruma-Rekik come coppia centrale, Brenet a destra e Willems a sinistra. A giostrare tutto davanti alla difesa il messicano Guardado, inventato mediano quest’anno dopo una vita sulla fascia sinistra, le due mezzali sono Maher e Wijnaldum, grande ex della partita. Il tridente è guidato dall’ariete Luuk de Jong (15 reti quest’anno), a destra agisce Narsingh, mentre a sinistra troviamo quello che è senza esagerare il migliore talento dell’Eredivisie in questa stagione: Memphis Depay, anno di nascita 1994, gol all’attivo 16, assist serviti ai compagni 4, presenze in Nazionale già 13.

In generale il PSV schiera una squadra molto più esperta degli avversari, che sta dominando il campionato. Il Feyenoord se la gioca con l’esuberanza di un mucchio di esordienti talentuosi e la superiorità fisica soprattutto a centrocampo. Un dato fotografa tutto questo: 6 giocatori del PSV sono convocati da Hiddink nella Nazionale olandese, contro i 2 dei padroni di casa. Se però guardiamo nell’Under 21 la situazione si ribalta: 6 a 1 per il Feyenoord.

I tuoni

Il Feyenoord impatta fisicamente con veemenza da subito. L’aggressività della squadra di Rutten (che a fine anno lascerà il posto alla leggenda Giovanni van Bronckhorst) sovrasta immediatamente il tentativo di palleggio messo in pratica dal PSV, che schiera un centrocampo di grande qualità, poco coperto e leggero. Nei primi due minuti arrivano due occasioni d’oro per il Feyenoord. Immers sorprende Willems inserendosi alle sue spalle, viene servito da Manu, calcia da buona posizione ma spedisce fuori. Un minuto dopo punizione dalla destra, palla ribattuta, arriva Achahbar che calcia al volo, sopra la traversa.

La mimica dei calciatori del Feyenoord è chiara, la carica che dimostrano sul campo stordisce il PSV, che prova a costruire gioco a partire dal portiere, sotto la pressione degli avversari. Superato il primo pressing, il Feyenoord si sistema con un 4-4-2 in cui Immers si affianca a Achahbar, muovendosi verso gli esterni per chiudere l’uscita della palla sulle catene laterali. Gli attaccanti esterni fanno un gran lavoro, andandosi a posizionare praticamente in linea coi difensori, che si stringono tantissimo e sono bravissimi a scappare e togliere la profondità alle imbucate di Maher e Wijnaldum. Clasie ed El Ahmadi hanno il gravoso compito di rincorrere un po’ tutti e presidiare il centro del campo in palese inferiorità numerica, ma entrambi i mediani ci mettono davvero tanta grinta ed intelligenza, vincendo ben 5 contrasti a testa.

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Linea difensiva a 6 per il Feyenoord, con Toornstra e Manu terzini aggiunti.

In fase offensiva il Feyenoord invece si affida quasi esclusivamente alle fiammate di Manu, che fisicamente è incontenibile per Brenet, che lo prende davvero poco per tutta la partita. Achahbar è sovrastato nel gioco manovrato da Bruma e Rekik, e risulta difficile per lui anche ricevere passaggi in profondità. Immers e Toornstra, infatti, mettono insieme una grande quantità di errori tecnici anche clamorosi in fase di rifinitura, vanificando molte situazioni interessanti nel primo tempo. L’occasione migliore della prima metà della partita infatti è per il PSV. Willems, dotato di un buon mancino, batte una punizione dalla trequarti sul primo palo, la palla viene messa fuori e finisce sui piedi di Maher che controlla al volo e produce un destro poetico che però impatta la traversa.

La sfida tra registi Guardado-Clasie vede per il momento in vantaggio il messicano, che dimostra un ottimo sinistro e una visione calcistica superiore. Il giovane capitano del Feyenoord è invece meno coinvolto nella prima costruzione del gioco, lasciando piuttosto l’onere a Kongolo (che butta via un bel po’ di palloni) e van Beek (che invece dimostra buona qualità). Il gioco di Clasie è tuttavia molto meno conservativo: aggredisce efficacemente il portatore di palla avversario, verticalizzando subito dopo. Maher e soprattutto Wijnaldum sono annullati da questo lavoro di pressione, mentre Narsingh praticamente non tocca palla per tutta la partita.

I lampi

Il secondo tempo comincia con Boetius che rileva un Toornstra tecnicamente imbarazzante. Oltre a essere cugino di Emanuelson, il giovane originario del Suriname dimostra eleganza ed efficacia nel portare il pallone, oltre che la capacità di accentrarsi coi tempi giusti e giocare da rifinitore con qualità. Il PSV cerca di evitare la prima pressione avversaria mantenendo Guardado in posizione centrale durante la prima impostazione, a differenza della frazione iniziale, in cui abbiamo visto il messicano allargarsi molto per formare la tipica formazione a “L” con i centrali di difesa, adottata da anni in molte squadre olandesi.

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La “L” olandese che permette al PSV di ottenere la superiorità numerica nella propria metà campo. Nel secondo tempo Guardado è rimasto in posizione centrale a dare più copertura, vista l’efficacia del pressing avversario.

Nonostante gli accorgimenti di Cocu, l’inerzia del gioco rimane del Feyenoord, mentre il PSV torna a produrre occasioni solo da calcio piazzato: al 54esimo Depay disegna l’ennesimo ottimo destro della sua partita, pescando de Jong lasciato libero dalle marcature effettivamente approssimative del Feyenoord. L’attaccante ex Gladbach però conferma la sua prestazione insufficiente andando molle sul pallone, che muore a lato. Il Feyenoord recrimina per un episodio il minuto dopo, quando l’imbarazzante Brenet tocca col braccio un cross dalla destra anticipando Manu, che però è in posizione nettamente irregolare. L’arbitro assegna il rigore, poi arriva la segnalazione del guardalinee e il direttore di gara rettifica la decisione.

Il gol però è nell’aria, e arriva con un’invenzione clamorosa. Il lampo è di Achahbar, che viene pescato da un lancio di 50 metri di Karsdorp (dotato di un ottimo destro). Il giovane attaccante concepisce una girata di sinistro al volo che ha del miracoloso. Zoet non può fare nulla ed è il vantaggio.

Lo slancio dei padroni di casa e del loro pubblico sovrasta gli avversari, che vengono schiacciati nella loro metà campo. Nel calcio olandese, però, non è mai possibile rilassarsi nella sicurezza del controllo. Al 61esimo Depay conduce un contropiede che ha dell’eroico, quando raccoglie il suggerimento di Depay dopo un corner battuto dal Feyenoord. Il talento del PSV si fa 60 metri palla al piede inseguito da un codazzo di cinque avversari, arriva davanti a Vermeer ma manda alto sulla traversa.

La partita è sul punto di esplodere: al 62esimo c’è un interminabile batti e ribatti sulla trequarti del PSV, con i difensori che perdono la calma e continuano a rinviare a casaccio sui piedi dei centrocampisti del Feyenoord. La giocata decisiva è quella in collaborazione tra Achahbar e Boetius, il quale mette in mostra le sue qualità attirando su di sè le attenzioni di tutta la difesa avversaria, per poi toccare nuovamente per Achahbar, che controlla e incrocia un gran sinistro: è 2 a 0.

A questo punto la partita dovrebbe essere finita. Il Feyenoord si sistema con un più coperto 4-5-1 che lascia il solo Achahbar davanti, due reti di vantaggio e il dominio fisico totale della partita. Occhio però, siamo in Olanda. E infatti i lampi non sono finiti: Depay raccoglie una palla vagante sul settore di destra della trequarti offensiva e esplode un tiro da fermo, sul quale Vermeer rimane immobile non si sa bene perché: 2 a 1.

Il meraviglioso temporale

Nel finale di partita la lotta è romanticamente bella. Il Feyenoord non si sogna nemmeno di provare a mantenere il risultato, in Olanda quello di difendere il vantaggio minimo è un concetto ontologicamente inesistente. E infatti, i padroni di casa continuano ad attaccare all’arma bianca, Kazim-Richards (che rileva uno stremato Achahbar tra gli applausi) e Manu pressano senza sosta i centrali del PSV e appena recuperano palla, lanciano l’offensiva per trovare il terzo gol.

 Il PSV è stordito, ma non si arrende, cerca il pari più col cuore che con la testa. Troppo spesso la manovra si risolve in un lancio lungo per la testa di de Jong, che però non è in giornata e non ne prende una. Cocu ci prova cambiando un Narsingh mai pervenuto, inserendo Locadia, il quale però si dimostra impacciato coi piedi e non in condizione, sparendo rapidamente dalla partita. Wijnaldum non incide, anzi, fa più danni che altro: sono ben 7 i palloni persi risultando il peggiore dei 22 in campo. Cocu tuttavia sostituisce Maher, che qualcosa di meglio lo aveva fatto vedere, per inserire il giovane Vloet, cambio che non sposta praticamente nulla. Brenet finisce in crescendo, prende finalmente le misure a Manu, riuscendo a fermarlo in più di una occasione.

Il vero dominatore della fase finale della partita è Jordy Clasie, che chiude su tutto e tutti, nonostante i crampi che lo colgono all’85esimo. Le ripartenze del Feyenoord nascono tutte dai suoi piedi, saranno 4 i passaggi chiave giocati dal capitano del Feyenoord, tanti quanti quelli di Boetius, che in soli 45 minuti ha cambiato la partita. Nel PSV esiste solo Depay, che da solo tira più in porta di tutto il resto della squadra. La pressione del Feyenoord è spesso scombinata e infatti concede quasi sempre l’uscita agevole della palla da parte del PSV, salvo poi recuperare il tutto con la grande prestazione della mediana.

L’occasione migliore ce l’ha ancora il Feyenoord: al minuto 87 Kazim-Richards fa valere il fisico su Rekik, aggirandolo e mettendo in mezzo per Boetius, il quale però viene murato dal recupero acrobatico di Bruma. Non è finita: la palla schizza e arriva sui piedi di Manu il quale colpisce a botta sicura, ma il recupero di Zoet è tatticamente e fisicamente fenomenale: il giovane portiere olandese sposta il peso del corpo e si lancia incontro all’esterno, intercettando la sua conclusione con la gamba protesa.

Il Feyenoord cerca eroicamente il 3 a 1 con mezza squadra sulle ginocchia o coi crampi, il PSV butta palloni in area dove a riceverli ci sono sempre almeno 6 giocatori, il temporale è una sinfonia di contrasti e di lampi di genialità tecnica e tattica, che si risolve con un mischione da corner al 95‘, dove tutti i 22 giocatori (perché Zoet è salito in attacco), si contendono la sfera stretti nei 16 metri del Feyenoord, ma alla fine la conclusione finale di -manco a dirlo- Depay, viene ribattuta dal mucchio.

La quiete dopo la tempesta

Il campionato olandese sarà, con ogni probabilità, comunque del PSV per questa stagione. Da anni supermercato per la Premier League, l’Eredivisie ha l’incredibile pregio di lanciare diciottenni in prima squadra ad ogni giornata. Non passa turno senza che non si scopra un nuovo talento: quello di oggi è Anass Achahbar, che ha dimostrato grandi doti atletiche e tecniche, oltre che una sfrontatezza meravigliosa, perché solo se sei mezzo matto tenti una girata come la sua, e solo se sei dotato la metti in porta.

Non scopriamo oggi Depay e Clasie, due giocatori da andare a prendere anche in bicicletta, infatti le indiscrezioni li danno già in Premier League l’anno prossimo. In Italia il mercato olandese lo tocchiamo sempre troppo poco, ci ha pensato la Lazio sistemando la difesa con De Vrij in estate, rinforzandola a gennaio con Hoedt a parametro zero, anche se all’AZ secondo me il vero fenomeno in difesa è Gouweleeuw. Boetius sembra essere nel mirino della Juve, e la visione di gioco che ha dimostrato anche in questa partita giustifica questo interesse. Occhio a non arrivare troppo tardi, però.

 

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