Cinque calciatori europei da tenere d’occhio

Cinque profili attivi nei cinque migliori campionati europei di cui si parla poco.

Il calcio europeo vive una settimana di stanca e non c’è momento migliore per fare il punto della situazione. In particolar modo, in questo brevissimo approfondimento cerchiamo di sottolineare cinque ragazzi (uno per ruolo) che non stanno raccogliendo le soddisfazioni mediatiche che meriterebbero, pur essendo degli elementi giovani e soprattutto incisivi nelle proprie prestazioni. Nota di chiarimento: i vari dati saranno confrontati tra calciatori nello stesso ruolo. Quando leggerete di un primato in classifica in un determinato ambito, questo va considerato nei termini della posizione di campo presa in esame, sempre per quanto riguarda i primi cinque campionati europei.

PORTIERE: Luigi Sepe, pur avendo già 27 anni, non ha tantissime presenze da professionista all’attivo: l’estremo difensore partenopeo ha disputato sostanzialmente tre campionati da professionista, uno per ogni categoria del sistema calcistico italiano. Tuttavia, nella stagione del suo ritorno tra i pali con continuità, è uno dei migliori portieri propriamente detti nei primi cinque campionati europei. Sepe è al primo posto in classifica sia per parate da tiri in area di rigore (2.8 a partita) sia per per parate su tiri da fuori area (2.2 a partita). Solamente un dato fortemente al ribasso in termini di parate in area piccola (0.1 a partita, rispetto al 0.6 a partita dei migliori nei top-europei come McCarthy o Dubravka) impedisce all’ex portiere dell’Empoli di essere al comando della classifica generale di parate (5.1 a partita), posizionandosi dietro solamente a Oier Olazabal (5.4 a partita), portiere del Levante. E’ chiaro che, nei tredici punti del Parma nell’attuale classifica di Serie A, un contributo determinante è arrivato proprio dal proprio numero uno.

Sepe ha anche un ottima media per quanto riguarda i duelli aerei a partita: 0.5 a partita, tutti vinti, al comando dell’attuale campionato italiano, sebbene sia un dato pressoché dimezzato rispetto a quello di colleghi europei come Kevin Trapp (Eintracht) e Benjamin Lecomte (Montpellier).
Cosa manca all’attuale portiere del Parma per diventare un profilo affidabile anche per formazioni di livello superiore come il Napoli, proprietario del suo cartellino?
Una certa propensione a partecipare attivamente alla manovra. Sepe mostra dati poco significativi per passaggi tentati e completati a partita, con valori oltremodo dimezzati rispetto ai migliori elementi in questo ambito. Considerando, per esempio, i passaggi lunghi completati, Sepe mostra un dato di 6.9 a partita, rispetto ai considerevoli 11.6 di Alessio Cragno o 9.7 di Salvatore Sirigu solamente tra i nostri confini. Il calcio di oggi richiede anche all’estremo difensore di contribuire alla prima fase di possesso, per dare in questo modo soluzioni e sicurezza all’intera squadra. Un piccolo passo da migliorare, prima di un ritorno a casa-base che, dati alla mano, potrebbe non essere così distante.

DIFENSORE: Davide Biraschi è fra i difensori più sottovalutati d’Europa, soprattutto in fase di costruzione. Il 24enne centrale del Genoa è alla prima vera stagione da indiscusso titolare, dopo una scorsa stagione confortante ma ancora fortemente in bilico nelle gerarchie generali del club. Biraschi, il cui valore di mercato è ancora piuttosto basso, sarebbe un elemento perfetto per il calcio di Gasperini. Prendiamo come riferimento Rafael Toloi, che meglio rappresenta la concezione di centrale difensivo del tecnico dell’Atalanta, con le proprie percussioni ed extra pass che garantisce ogni partita. Toloi è fra i migliori centrali difensivi in Europa in termini di conclusioni in porta a partita (1.2), passaggi chiave a partita (0.9) e assist (0.1), numeri ben superiori e ancora distanti rispetto a quelli di Biraschi. L’ex centrale dell’Avellino però è nettamente il migliore in Europa nell’ambito di un’indicazione: dribbling riusciti. Biraschi riesce in media a superare attivamente l’avversario 2.2 volte a partite: il diretto inseguitore strettamente in questo ambito è Niklas Moisander, ex centrale della Samp e attualmente al Werder Brema, con 0.8 dribblig riusciti a partita. Un dato ben inferiore rispetto a quello del centrale italiano.
Tale elemento vale ben più di quello che si possa pensare. Disporre di un centrale in grado di portare avanti il pallone per venti metri con grande qualità può cambiare completamente gli scenari tattici e aprire a possibilità di gioco molto interessanti. I dati collaterali rispetto a quello precedentemente esposto sono incoraggianti. Biraschi è ben lontano dalla cima della classifica in termini di palle perse a partita, passaggi corti/lunghi sbagliati e falli commessi. In particolar modo, due ulteriori dati interessanti riguardano spazzate e falli subiti a partita. Biraschi mantiene una media di 2.7 spazzate a partita. I primatisti nei top-five europei in questo ambito sono Riccardo Gagliolo, con ben 9.6 spazzate a partita, e Benjamin Pavard, con 8.2 spazzate a partita. Questo significa che Biraschi cerca costantemente di mantenere il possesso, pur occupando una posizione delicata di campo. Allo stesso modo, nell’ambito delle proprie scorribande, Biraschi subisce ben 1.4 falli a partita, secondo in Italia solamente al torinista Armando Izzo (1.6 a partita): in questo senso, il primatista europeo è Sergio Ramos, con 1.9 falli subiti a partita.
Biraschi è lontano dall’avere dati particolarmente significativi nell’ambito delle più comuni valutazioni a cui vengono sottoposti i centrali difensivi: in termini di contrasti, duelli aerei vinti e tiri/cross/passaggi respinti, l’ex centrale avellinese si colloca grossomodo nella mediocrità, sebbene dimostri dati incoraggianti in termini di passaggi intercettati, in continuità con il proprio essere sbarazzino.
Certamente le caratteristiche atipiche, l’età ancora fresca e il costo abbordabile di questo centrale difensivo potrebbero rappresentare una grossa occasione per formazioni alla ricerca di una potenziale occasione di mercato.

MEDIANO: Sposiamoci in Ligue 1 per analizzare il profilo di Ibrahim Sangaré, giovane centrocampista ivoriano (classe 1997), in forza al Tolosa. Sangaré è stato acquistato solamente tre stagioni fa dal club francese direttamente dal campionato ivoriano, quando era appena maggiorenne, per una cifra assolutamente irrisoria. Dopo una prima stagione di ambientamento, Sangaré ha cominciato a trovare continuità nello scorso campionato, contribuendo alla salvezza del proprio club con 20 presenze, un gol e due assist. Promosso a titolare in una linea mediana a due all’inizio di questa stagione, Sangaré ha sorpreso soprattutto per grande capacità di filtro. Pur essendo dotato di una stazza importante, dall’alto dei suoi 193 centimetri d’altezza, il giovane ivoriano dimostra di essere perfettamene in grado di pulire adeguatamente la porzione nevralgica del campo. In termini di valutazioni difensive, Sangaré è fra i migliori in assoluto nei primi cinque campionati europei. In particolar modo, spicca il dato di dribbling riusciti a partita: ben 2.3 a partita, al primo posto in classifica al pari di Allan e Thiago Alcantara, oltreché davanti a Paul Pogba (1.9 a partita) e Ever Banega (1.7 a partita). Non è finita qui. Sangaré eccelle anche in termini di contrasti riusciti a partita (4.3), al quarto posto generale in questo ambito, dribbling subiti a partita (solamente 0.4 a partita, un numero irrisorio rispetto, per esempio, allo stesso Allan, al comando di questo dato ben 2.9 dribbling subiti a partita) e palle perse (solamente 1.1 a partita, ben lontano dalle 2.5 di Sergi Darder o alle 2.4 di Philip Billing, elementi paragonabili in termini di posizione sul rettangolo di gioco).
Interessante è il dato delle respinte. Se in termini di cross o passaggi respinti si pone distante delle migliori medie europee, per quanto riguarda il dato dei tiri respinti a partita il mediano ivoriano è al comando della classifica (al pari di Daniele De Rossi), con 1.4 a partita. Ciò significa che Sangarè difficilmente si discosta dalla propria zona di campo, prediligendo un atteggiamento meno aggressivo e fortemente improntato al mantenimento della corretta posizione.
E’ chiaro che quando pensiamo a Sangarè non possiamo pretendere un grande aiuto in termini di costruzione della manovra. Il giovane centrocampista ha dati poco significativi in termini di possesso: in altre parole, gioca pochissimo il pallone. Detto questo, i suoi margini di miglioramento in questo contesto sono ancora importanti, essendo fondamentalmente alla seconda stagione da professionista in carriera. Il suo valore di mercato? Già lievitato: Transfermarkt lo valuta 10 milioni di euro, sebbene questo dato sia solamente un’indicazione generale. Attualmente Sangarè è alle prese con il primo infortunio importante in carriera: una lacerazione tendinea, maturata nell’ultimo turno di campionato, che lo terrà fuori per un po’ di tempo.

TREQUARTISTA: Restiamo in Francia, mercato estremamente florido in termini di profili giovani e di talento, anche se ormai monopolizzato (purtroppo) dai club inglesi. Per quanto riguarda un profilo offensivo, attivo alle spalle del principale centravanti, impossibile non rivolgere l’attenzione nei confronti di Jonathan Bamba. Esterno sinistro francese, sostanzialmente ambidestro, Bamba è il principale protagonista della sorprendente prima fase di stagione del LOSC Lille, al secondo posto dell’attuale Ligue 1. La 22enne ala destra ha principalmente sorpreso per capacità di incidere concretamente nella partita. Nelle undici presenze finora raccolte, Bamba ha realizzato ben sette gol, collocandosi al quarto posto nella classifica cannonieri alle spalle di Mbappé, Sala e Neymar. Quando parliamo di Bamba, in ogni caso, non ci riferiamo certo all’ultimo arrivato: l’esterno francese è stato acquistato dal LOSC nell’ultima sessione di mercato per otto milioni di euro, dopo due stagioni in crescita tra le file di Angers e Saint-Etienne. Le positive indicazioni di Bamba non si fermano alla puntualità di fronte al portiere avversario e inquadrano perfettamente un profilo che incide soprattutto in termini d’intensità, piuttosto che nell’ambito di uno stile di gioco particolarmente vezzoso. Bamba è ben distante dal rendimento di calciatori come Suso, Neymar, Asensio, Willian, Payet in termini di passaggi chiave, dribbling o assist, categorie in cui questi giocatori primeggiano largamente. Piuttosto, Bamba preferisce comandare la classifica dei passaggi intercettati a partita (1.4): basti pensare che, in questo contesto, elementi come Ozil, Neymar e Reus rasentano il barile. Nonostante non prediliga mantenere a lungo il pallone, Bamba è comunque oggetto delle scorrettezze avversarie: l’esterno francese subisce 2.3 falli a partita, un numero paragonabile a quello di Suso (2.5). Bamba si conferma dunque come un calciatore verticale, concreto e diligente. Sono due i dati in cui il giovane calciatore francese deve migliorare per poter ambire a un ulteriore salto di qualità: palle perse e contrasti subiti con successo dall’avversario. Se nell’ambito del primo dato Bamba si mantiene tutto sommato distante dalle voragini create da elementi come Otero (Amiens), Ninga (Caen) e Gradel (Tolosa), maggiormente significato è il secondo, posizionandosi solamente dietro a Neymar per contrasti persi a partita (3.3). Non avendo la capacità del brasiliano di catalizzare la manovra offensiva della propria squadra, Bamba deve assolutamente lavorare su questo aspetto.

ATTACCANTE: Torniamo in Italia e, sorprendentemente, torniamo anche a Genova, ancora sponda rossoblù. Christian Kouamè è uno dei migliori colpi di mercato dell’ultima sessione estiva. Acquistato per cinque milioni di euro dal Genoa, dopo due brillanti stagioni in cadetteria con la maglia del Cittadella, ci si chiedeva come il dinamico e slanciato attaccante avrebbe reagito al salto di categoria, sempre complicato da dover affrontare. La risposta è arrivata dopo dieci giornate: magnificamente.
L’attenzione mediatica si concentra (giustamente) sulla straordinaria capacità realizzativa di Piatek, ma in pochi hanno saputo veramente apprezzare la qualità del lavoro secondario del giovane attaccante ivoriano (classe 1997). Il primo dato significativo, nonché immediato da sottolineare, è quello degli assist: già quattro in questo campionato. Non male per un ragazzo alla prima esperienza al massimo livello, considerando come meglio abbiano fatto solamente elementi come Luis Suarez o Quagliarella.
Kouamé opera sotto traccia. L’attaccante ivoriano è al primo posto in classifica per passaggi intercettati: 0.8 a partita, davanti al bolognese Federico Santander e Raul Jimenez (0.6). In questo ambito, il primo top-player in classifica è Robert Lewandowski (0.4), sempre poco apprezzato per il contributo che, in realtà, offre ai compagni. Kouamé dimostra anche di saperci fare nell’ambito dei duelli aerei. L’attaccante genoano è al primo posto per cross respinti a partita, segno di un costante aiuto durante le situazioni da piazzato, e si difende anche in termini di duelli aerei vinti (4.5), sebbene sia ancora distante da centravanti fortemente radicati a questo tipo di caratteristica come Leonardo Pavoletti (7.9) o Federico Santander (7.3). In questo ambito, il primatista è l’esplosivo Guido Carrillo, centravanti del Leganes, con addirittura 10.0 duelli aerei vinti a partita.
Kouamé non lascia passare l’idea di avere particolare capacità di trattare il pallone con grande qualità. Eppure, nelle situazioni in cui detiene il possesso, l’attaccante ivoriano difficilmente si lascia trovare impreparato. Kouamé è al secondo posto generale nell’ambito di dribbling riusciti a partita (1.5), ben al di sopra di Gonzalo Higuain (1.1), Robert Lewandowski (1.1) e Sergio Aguero (1.1). Oltre a ciò, significativo è il dato dei tiri da fuori area a partita: Kouamè è all’interno della top ten di questa speciale classifica con un tiro dalla distanza per match, segno di come il suo raggio d’azione vada a spaziare per pressoché la totalità della metà campo offensiva.
Infine, il centravanti ivoriano dimostra come il proprio dinamismo e la propria generosità siano particolarmente incisive e d’aiuto per la propria squadra, grazie al dato dei falli subiti per partita (2.4), secondo solamente a quello di Maxi Gomez (2.7), centravanti del Celta Vigo, e ben superiore a quello di profili come Harry Kane (1.9).
E’ chiaro che questi dati lasciano spazio anche a un rovescio della medaglia, ovvero la discontinua presenza nell’area di rigore avversaria. In ogni caso, oltre agli evidenti margini di miglioramento disponibili, quello dell’attaccante genoano può essere un profilo ideale da poter affiancare a quello di un centravanti di grande verticalità e realizzazione, come del resto si è configurato Piatek in questo inizio di stagione.

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