Coppa Italia “flop”: AAA cercasi spettatori e spettacolo

Teorema dell’inutilità della Coppa Italia fino alle semifinali:

Premessa al Teorema:

La scorsa settimana si è concluso il 4° turno della Coppa Italia. Per fortuna. Perché, per lo spettacolo e la cornice di pubblico offerto, sarebbe meglio che la Rai, sulla sue due reti sportive Raisport 1 e 2, continuasse a trasmettere le partite del campionato italiano di Tamburello o di Biliardo (sia chiaro, senza alcuna offesa verso questi sport minori).

Dati:

  • Meno di 3000 spettatori di media (2848 per la precisione);
  • Poco più di 22000 spettatori per le 8 partite in programma;

Ipotesi:

Poste le ipotesi di:

  • eccessivo tatticismo della maggior parte delle squadre impegnate nel turno (da cui è escluso il Cagliari di Zeman per la regola del 4-3-3 e il Modena per la proprietà transitiva di averci giocato contro).
  • eccessivo utilizzo delle seconde linee;
  • scarso interesse delle medio-piccole per una competizione che “tanto che la giochi a fare che non la vincerai mai”;
  • orari improponibili (la Rai ha chiesto di giocare una partita a mezzanotte per sostituire Marzullo, che pare sia in crisi di ascolti con la sua trasmissione);

Svolgimento:

Considerando i dati e le ipotesi forniteci, utilizzeremo, per risolvere il teorema, il corollario del “Format a cazzo di cane della Coppa Italia”. In base a questo corollario, è consentito:

A) giocare ad orari improponibili per chi lavora (come da ipotesi). Lazio-Varese alle ore 16 di martedì è stato il capolavoro.

B) giocare in casa della squadra più forte, e non della squadra più debole (che magari potrebbe attirare più spettatori, in considerazione della partita di prestigio da giocare). Un esempio? Juventus-Avellino, Ottavi di Coppa 2013/14: stadio semivuoto, tranne lo spicchio riservato ai tifosi campani. A campi invertiti con tutta probabilità ci sarebbe stato il tutto esaurito.

C) far decidere alla Rai (Radio Televisione Incapaci) gli orari spezzatino dei turni di Coppa e consentirle di snobbarla (dopo aver pagato fior di soldi alla Lega per i diritti), mandando in onda le partite del 4° turno e di molte degli Ottavi sui canali Raisport 1 e 2 (canali 57/58 del digitale terrestre se non lo sapete) e non su uno dei suoi tre canali più importanti (Rai 1, 2 o 3).

D) alla Lega di fregarsene della valorizzazione di una Coppa dalle enormi potenzialità (seguire l’esempio dell’FA Cup è troppo difficile per menti eccelse come il presidente Beretta e soci). Una proposta così su due piedi made in “Calcio da dietro”: per rendere viva la competizione basterebbe far giocare le cosiddette Big già dai primi turni. Immaginate un FeralpiSalò che batte l’Inter? Non che ci voglia molto di questi tempi.

E) far prevalere interessi televisivi sullo spettacolo. Partendo dai punti C e D, Lega e Rai hanno  paura che una finale senza Juve, Roma, Inter, Milan ecc…ma con una matricola, non abbia gli stessi introiti o lo stesso Auditel. Supposizione peraltro clamorosamente infondata: basta vedere che interesse scatenano in Inghilterra le squadre di serie inferiori che riescono a compiere dei piccoli miracoli sportivi. Esempio: ci ricordiamo dell’FA Cup vinta dal Wimbledon nel 1988 o della finale del Milwall nel 2004, ma così su due piedi dovremmo googlare il vincitore della Coppa Italia di tre anni fa.

Soluzione:

Attraverso questo corollario, è stato dimostrato facilmente come fino alle semifinali, della Coppa Italia non freghi niente a nessuno. Il risultato del Teorema è:

=AAA CERCASI SPETTATORI E SPETTACOLO.

 

Ricorda: il Teorema cade in contraddizione, qualora si applichi obbligatoriamente la regola “4-3-3” del Boemo. 

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