Corri Meggio, corri

Meggio1Il polacco sbaglia lato per il suo controllo, irrompe Meggiorini. Meggiorini corre, scappa via dallo sciagurato difensore che si deve impegnare per rincorrerlo.

Una carriera che, dopo un anno da fenomeno in Serie B col Cittadella, gli aveva concesso il tremendo salto in una Serie A mai veramente sua: pochi gol, tanta panchina, pochissime gioie.

meggio2Meggiorini scappa e sa che sulle sue spalle ci siamo tutti noi. Noi che tutti insieme abbiamo esultato quando il polacco Wszolek ha sbagliato quel controllo. Noi che tutti insieme siamo scattati in piedi dai nostri seggiolini in plastica blu che così devotamente scaldiamo ogni maledetta domenica. Scappa con la sua andatura ancheggiante, come Prometeo quando rubò il fuoco agli dei per donarlo al popolo.

meggio4Meggiorini scappa e sa che sulle sue spalle ci sono tutte le nostre vite. Perché quando siamo seduti là, settore7fila5posto42 (da recitare rigorosamente senzaspazi), riscattiamo tutta quella settimana del cazzo giù per la quale ci siamo trascinati. Soffriamo come cani su quei seggiolini di plastica blu, senza un motivo ben specificato, ma d’altronde, tutti siamo dipendenti da qualcosa.

Ogni volta ci sobbarchiamo 100 km e passa di trasferta per andare a sederci in tribuna est a morire dentro, e non possiamo farne a meno.

meggio5In una stagione, neanche una volta, nemmeno per sbaglio, eravamo ripartiti dal Marc’Antonio Bentegodi con il sorriso in faccia. L’unica vittoria in casa, col Cesena, l’avevamo vista sul divano, con la doppietta del capitano Pellissier e il tremendo, bruciante rimorso, perché quel giorno non potevamo andare allo stadio.

Invece, quando il Parma e il Genoa ci rimontavano senza pietà c’eravamo. C’eravamo quando una bruttissima Inter ci infilava il 2 a 0, mentre Handanovic salvava con una parata da fenomeno sulla magnifica chilena del Meggio. C’eravamo in tutti quei pareggini del cazzo senza neanche un tiro in porta. Ne abbiamo mandate giù non so quante, e mai na gioia che fosse una.

Corri Meggio, corri.

meggio5Stavolta poi, avevamo raggiunto l’apice. I nostri problemi, i nostri pensieri, e via, avevamo perso l’uscita dell’autostrada. Peggio, ce n’eravamo accorti solo venti chilometri dopo. Nonostante lo sprint ai 138 all’ora per tornare indietro, la partita inizia mentre siamo ancora per strada.

Nella radiocronaca il buon Bisantis fa subito capire come il Chievo si sia portato prepotemente in avanti.

meggio6Neanche il tempo di dire “Eh però il Chievo, siamo partiti subito in avanti” e sentiamo Bisantis urlare al gol. Siamo in vista dello stadio. Ci siamo persi il gol del Chievo, una gioia più unica che rara, di questi tempi. Siamo finiti a Desenzano del Garda per perderci il gol del Chievo.

Non avete idea di cosa è volato in quella macchina. Se troverò la mia casa coperta di rane e locuste saprò perché.

Occhio però, il Meggio ha tirato.

meggio7Meggiorini è scappato, per 50 metri contro tutto e contro tutti. Tutto lo stadio era in silenzio, aspettava di poter esplodere. Sotto sotto lo sappiamo tutti, che il Meggio è quello che è, poverino. Tanto cuore, tanta corsa, ma quando c’è da tirare in porta si salvi chi può.

Stavolta però le cose sono diverse, Meggiorini sembra Bale, galoppa nella metà campo avversaria nonostante le migliaia di persone che si sta portando in spalla in quel momento, Viviano esce lanciandosi alla cieca, e il Meggio tira.

meggio7È uno di quei sinistri del Meggio, quei sinistri ciabattati che strisciano rasoterra. Per qualche miracolo stavolta basta. Non la vediamo nemmeno entrare: ho giusto il tempo di avere la percezione del pallone che sguscia sotto il portiere diretto verso la porta, poi è il delirio. Le urla, i salti, l’ossigeno che sparisce dal mio cervello perché ormai l’ho lanciato tutto fuori, le lacrime che mi affiorano sugli occhi, non so se per via del principio di svenimento o che altro, non so più niente ormai.

Meggio l’ha messa, Meggio l’ha messa.

meggio8A fine partita rimane solo la serenità. Ce n’è voluto di tempo, ma ragazzi se ne è valsa la pena. Ma qualsiasi cosa, qualsiasi sofferenza vissuta da quando son nato, è valsa la pena per vivere tutto questo. La verità è che riempiamo le nostre vite di cazzate, per poi disperatamente ricercare quei momenti in cui non ci fotte di niente.
La verità è che Riccardo Meggiorini ci ha regalato uno di quei momenti.

Corri Meggio, corri, per sempre.

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