Cristiano Ronaldo non salverà la Serie A

l calcio italiano non è di chi lo ama e mai lo è stato. Il calcio italiano è delle correnti, dei giochi di potere, dei provvedimenti senza un filo logico, dei ricorsi e contro ricorsi anche al TAR di Canicattì. Giustizia sportiva che si mischia con quella ordinaria per un mix letale. Post debacle contro la Svezia, è doveroso ricordare un Malagò beffardo e sarcastico, che da Fazio negli studi di Rai 3 incolpava Tavecchio del caos del calcio italiano, invocando il cambiando. Da quelle “idi di Novembre” di acqua sotto i ponti ne è passata, i suoi uomini (Uva, Fabbricini, Costacurta) hanno provato a “riformare” il calcio italiano, ma sono stati sconfitti nella forma e nella sostanza. In un Paese abituato al concetto del “dividi et impera”, dei campanilismi, delle fazioni, la mossa marchesiana del “noi siamo noi e voi non contate un cazzo” è miseramente fallita. Ogni provvedimento preso dal nuovo fronte comune di Malagò è stato impugnato “giustamente” per difetto di forma e sostanza. Nel dettaglio:

✓Siena, Pro Vercelli e Ternana erano sicure del ripescaggio in B, forti della loro estraneità ad illeciti sportivi negli ultimi tre anni. Ergo, Catania e Novara fuori dai giochi. Tutto finito? Assolutamente no? Piemontesi bellicosi e pronti al ricorso. Vinto, davanti al tribunale federale. Novara e, indirettamente Catania in B. Anche no, visto che giusto un giorno fa il Collegio di Garanzia del CONI ha accolto il contro ricorso di Ternana, Siena e Pro Vercelli in merito alla riammissione nella classifica dei ripescaggi di B, sospendendo la sentenza fino al 7 settembre. In base a questa promulgazione, Balata (il presidente di Lega B ), sostenuto da Fabbricini, ha deciso a sorpresa di andare all in, dichiarando lo stop a qualsiasi ripescaggio. B a 19 squadre (?!?) e stesura dei calendari lunedì 13 prossimo. Eh? Eh? Eh? L’articolo 50 del NOIF (Norme organizzative interne della Figc) recita, che qualsiasi modifica del format di una Lega può entrare in vigore dalla seconda stagione successiva alla sua adozione. Ergo, gli eventuali ricorsi di Lo Monaco e Co andranno sicuramente a segno, con un revival del caso Catania, Gaucci, la B a 22 squadre del 2003. Ma dopo Calciopoli il calcio non aveva trovato la sua redenzione? Tavecchio non era il centro di tutti i mali? Ronaldo non doveva aiutare la Serie A a tornare ai fasti del passato? La realtà è che sono tutte stupidaggini, dove l’illecito sportivo è stato commesso da chi dovrebbe avere l’onere di assicurare il corretto svolgimento dei campionati. Comiche che neanche Stanlio & Ollio, con un campionato che rischia di slittare ad ottobre per via dei tribunali. A postilla di tutto ciò, il ricorso presentato da Siena, Pro e Ternana è stato sostenuto da chi è fermo oppositore del nuovo corso in FIGC: Gravina. Conflitto di interessi? Non è dato saperlo;
✓Citando l’ex arbitro Can Marelli, anche la strutturazione periodica della scelta degli arbitri verrà sconvolta, perché organizzata in base a 11 partite settimanali e non 9;
✓DAZN, piattaforma di streaming calcistico, che aveva sottoscritto un accordo sui diritti TV di B per 22 squadre, si trova completamente spiazzata da questa decisione senza criterio, a 40 giorni dall’inizio della stagione 2018/19. Che provvedimento potrebbe prendere Perform? Attesa spasmodica;
✓Se Atene piange, Sparta non ride. Se in B la situazione è drammatica, in C l’imbarazzo è di riflesso ancor più palese. 60 squadre al via della terza serie italiana siano utopia, per via delle 6 squadre in attesa di ripescaggio/riammissione in B (Siena, Catania, Pro, Novara, Ternana ed Entella), contro le 3 dalla D alla C (Imolese, Cavese e Como). No del Prato per problemi infrastrutturali, no del Pisa per eccessivo impegno finanziario. Il tutto senza contare un mercato da dover stravolgere in base alla Lega di appartenenza. Programmazione questa sconosciuta. Serie C al via a 59 squadre? Magari partisse, visto che la sentenza riguardante la B lega a doppio filo l’inizio dei campionati di C. Intanto giova ricordare come la crescita della sostenibilità della C sia fallita sotto i colpi di una contribuzione ai club assente, a costi di iscrizione elevati e quindi di punti di penalizzazione fioccati come neve. Arezzo, Vicenza, Modena. Bastano questi club. Negli ultimi giorni anche l’iscrizione del Matera è stata messa a rischio dal mancato pagamento di 5 mensilità di stipendio ai tesserati tra il 2017 ed il 2018. Ricorso del Racing Aprilia (si, il proprietario è lo stesso del Racing Fondi e del Racing Roma) e tutto affidato ai tribunali;
✓Le squadre B, tanto osannate da Costacurta, sono state un completo fallimento. Non per l’idea in sè, ma per la programmazione della loro introduzione e per i vincoli stringenti imposti a livello di costi ed organizzazione. Solo la Juventus ha risposto presente. I restanti club di A si sono defilati o hanno preso strade alternative (si veda Samp con la Vis Pesaro);
✓Il collegio di Garanzia del CONI ha annullato la sentenza della Corte d’Appello della FIGC, datata 27 giugno, in merito alla finale playoff Frosinone Palermo, rimandando tutto al 7 settembre. Nessuno 0 – 3 a tavolino, ma riformulazione della pena, ritenuta non coerente con le azioni poste in essere dal club ciociaro. Ergo, anche la A trema, per possibili penalizzazioni, o rimescolamenti;
✓Di sfuggita è bene anche citare il caso del Parma, accusato e penalizzato in primo grado e poi risarcito in appello dei punti di penalizzazione. È altresì bene citare il caso delle plusvalenze fittizie imputato al Chievo, dove la FIGC – nella veste del procuratore Pecoraro – ha rimediato una figuraccia di altri tempi, per improcedibilità delle accuse. Infine lasciamo correre la diatriba tra FIGC e Lnd sull’attribuzione delle Leghe di A e B femminili, dove i tribunali hanno ancora molto da esprimersi.

Ora, Calcio da dietro come progetto editoriale è un granello nella sabbia dell’informazione calcistica. Ma solo in questi lidi si nota che il calcio italiano stia morendo sotto la scure della confusione giuridica e della scarsa programmazione organizzativa ed industriale? È mai stato steso un vero piano industriale quinquennale di riforme condivise tra Leghe e FIGC? È palese osservare, come ogni soggetto al comando del proprio feudo, si comporti da reuccio, in barba ai regolamenti federali. In questo senso, i ricorsi sono scontati, giusti, ma dannosi. È possibile che sia così grande l’incompetenza di chi governa il calcio italiano a tutti i livelli. Ma dov’è la tanto decantata managerialità ed il cambio di rotta auspicato? Siamo nel 2018 e 12 anni sono passati da Calciopoli: è forse cambiato qualcosa?

Si, che il mondo all’esterno corre e qui si pensa a quanti gol Ronaldo potrebbe segnare in Serie A.

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