Cronaca di un allenatore: episodio 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DIARIO DI UN ALLENATORE #7

Buongiorno a tutti, eccoci di nuovo a riprendere questa rubrica dopo la pausa-maltempo dello scorso fine settimana. In realtà quello di oggi (ieri) rimarrà un ritorno isolato, poiché per una settimana sarò in Francia per motivi universitari, ne va da sé che non potrò essere in campo coi ragazzi, riprenderemo venerdì prossimo.

Ieri ad allenamento ci troviamo in 17 con un portiere ed un’assenza dell’ultimo minuto che ha un po’ modificato i piani. Il campo ghiacciato ha inficiato la resa tecnica dei ragazzi.

Rispetto a quanto si legge nel foglio, come prima attivazione ho proposto un “riscaldamento ritmico”, che trovate spiegato nel post #3. Siamo poi passati al rondo che trovate in cima al foglio. Rondo che da subito mi ha soddisfatto per la quantità di comportamenti tattici, individuali ma influenzati dal contesto, che andiamo ad allenare. Partendo da posizione esterna, i difensori devono trovare la giusta direzione di corsa che permetta loro di chiudere lo spazio centrale e indirizzare la costruzione avversaria. Gli attaccanti alti poi sono stati subito stimolati dal campo esagonale a scendere lateralmente nello smarcamento per mettere in inferiorità numerica i difensori quando stavano stretti in copertura. Tante belle cose.

Domenica non abbiamo giocato grazie ad una decisione frettolosa della nostra Delegazione, che ha preventivamente rinviato tutte le partite di sett. giov. di livello provinciale per un’allerta maltempo che di fatto non si è ancora concretizzata dalle nostre parti. Per questo motivo, dopo una prima fase di attivazione, siamo subito passati al gioco, anche perché era molto (MOLTO) freddo. Nella partita a tema, giocoforza, è cambiata la disposizione degli uomini rispetto al disegno iniziale: le squadre si shieravano con due dif centrali, due esterni a tutta fascia e tre attaccanti, due jolly in mediana. Era la prima volta che provavo questo tipo di assetto (ultimamente usavo due cc per squadra e i jolly da vertici del rombo a centrocampo) e sono venute fuori cose interessanti. Il centrocampo era spesso svuotato, perché gli esterni erano portati o a pressare la difesa avversaria o ad aiutare la propria, quindi in mezzo rimanevano solo i jolly, lasciando sempre spazi da poter occupare. Infatti molto spesso uno dei tre attaccanti si abbassava in mezzo a ricevere un passaggio verticale. Spunto da prendere a livello tattico: noi di solito giochiamo con due mediani in linea la domenica, ma potenzialmente con un centrocampo a 3 è molto più semplice svuotare la zona centrale dai giocatori avversari.

Da qui 40 minuti circa di partita finale, in cui ho sperimentato uno stile di conduzione diverso rispetto al solito, stando spesso dentro il campo e correggendo o dando veloci suggerimenti in maniera individuale durante il gioco. Vedremo in futuro se fare così funzioni meglio o peggio che non stare sempre fuori dal terreno di gioco.

Ci si sente venerdì prossimo!

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