Cronaca di un allenatore: prologo

È da qualche mese che contribuisco solo saltuariamente alla pagina, e colgo l’occasione per ringraziare i colleghi Alessandro ed Emanuele per averla mantenuta in piedi nonostante il mio misero apporto.
Un po’ la vita adulta pretende il suo pedaggio sul mio tempo libero, un po’, mai come quest’anno, mi sto concentrando tantissimo sulla mia squadra (giovanissimi provinciali Padova) e poco sul resto del mondo.
Come allenatore sento di aver fatto step importanti in questa stagione, dal punto di vista filosofico prima che da quello tecnico. Dal primo giorno ho puntato sulla costruzione di relazioni tra i ragazzi in campo, sulla loro autorganizzazione democratica e, per mesi, non ho imposto che principi generalissimi al loro gioco.
Il singolo migliora se inserito in un contesto di squadra volto a sfruttare i suoi punti di forza, migliora perché le idee condivise coi compagni su cosa fare in campo lo rendono più sicuro e consapevole delle sue azioni. Siamo il paese dell’allenamento individualizzato, dove le nuove correnti che si stanno affermando sono scenografici allenamenti in solitaria dove un ragazzino danza tra paretine, coni, paletti ed ostacoli in complesse coreografie a favore di telecamera, le società chiedono “1v1 in ogni allenamento”, richiesta tradotta in azioni di 30 secondi dove i bambini si scartano e si spingono all’infinito senza che nessuno si chieda che contatto con la realtà del gioco ci possa essere in tutto questo. Si pagano preparatori coordinativi per far fare 30 minuti di skip agli esordienti e guai a parlare di tattica coi pulcini perché prendo lo schioppo.

Io esagero ovviamente, ma lo faccio per rimarcare la distanza della mia metodologia di lavoro da queste correnti, senza nemmeno menzionare quel pachiderma di anacronistiche sedimentazioni riassumibile con la frase “Per giocare a calcio bisogna correre”.
Perché tutto questo cappello introduttivo, vi starete chiedendo. Proprio perché la ricerca della giusta via con la nostra squadra sta assorbendo tutta o quasi la mia voglia di calcio stagionale, ho l’idea di prendere due piccioni con una fava e cominciare una nuova rubrica in cui, DOPO L’ALLENAMENTO, raccontarvelo cercando di trarre indicazioni metodologiche, psicopedagogiche e tecniche assieme anche a chi vorrà commentare.
Ogni tanto qualcuno mi chiede di postare esercitazioni, e questo non mi ha mai sconfinferato, perché il mercato è già saturo e non credo nella copiatura acritica di quello che fa tizio su internet, perché se l’esercitazione non è tua, non sai mai cosa stai davvero allenando. Ho trovato questa via diversa, una specie di “recensione dell’allenamento”.
Fatemi sapere cosa ne pensate e, se l’idea vi aggrada, nel weekend cercherò un po’ di portarvi al passo su quanto abbiamo fatto finora e partiamo da martedì prossimo. Per darvi un’idea di cosa vi aspetta, posto la foto dell’allenamento che giocheremo stasera, terzo e ultimo della settimana, che diciamo essere ben rappresentativo.

Giacomo.

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