Dundalk: multa per la bandiera palestinese

Tutte le forme di propaganda, ideologica, politica e religiosa sono proibite. Se questo divieto è violato, i paragrafi da 1 a 6 qui sopra [quelli sul razzismo, ndr] si applicano per analogia.

Così recita il famigerato Articolo 14, paragrafo 7 del regolamento disciplinare UEFA che proibisce categoricamente qualsiasi rivendicazione politica o religiosa durante le partite di calcio, come è giusto che sia. Nel paragrafo 2 l’altrettanto famosa norma che fa ricadere sui club la responsabilità delle azioni dei tifosi.

L’ultimo caso in ordine di tempo è di questo pomeriggio: gli irlandesi del Dundalk multati per 18.000€ per una bandiera palestinese apparsa durante la partita di Europa League contro l’Hajduk Spalato. Per un club nemmeno professionistico, si tratta di una vera mazzata a livello economico.

Qualcuno ricorderà un’Allianz Arena parzialmente chiusa durante Bayern Monaco – Manchester City l’anno scorso, provvedimento preso a seguito dell’esposizione di uno striscione omofobo. Lo stesso Real Madrid dovrà giocare la prossima partita di Champions lasciando parzialmente vuoto il Bernabeu a causa di cori razzisti nella semifinale col Bayern.

Se vogliamo cercare un precedente in cui le sanzioni sono arrivate per striscioni politici e non discriminatori dobbiamo tornare a un Celtic – Milan del 27 novembre 2013, quando i supporters scozzesi espongono uno striscione che equipara il mitico eroe scozzese Braveheart a un esponente dell’IRA, gruppo di terroristi indipendentisti irlandesi. Storicamente infatti il Celtic esprime l’anima della Scozia cattolica ed indipendentista, oltre che la voce della comunità irlandese di Glasgow. Leggiamo su Wikipedia che il club fu multato per 12.700£ dall’UEFA.

Ora, vogliamo confrontare questi due casi? Da una parte abbiamo un chiaro messaggio pro-terrorismo, dall’altra, a quanto pare, la semplice esposizione della bandiera di uno Stato affiliato alla FIFA. Avessero esposto la bandiera del Mozambico cosa sarebbe cambiato, a livello giuridico? Come è ovvio nel momento in cui si espone la bandiera della Palestina, visto il particolare momento storico, automaticamente si è inquadrati in un certo orientamento politico all’interno del conflitto in Medio Oriente. Eppure questo non è l’unico motivo per cui qualcuno può portarsi una bandiera allo stadio, e solo una sprezzante prevaricazione dell’UEFA ha creato questa situazione, perché una bandiera si può mostrare anche per solidarietà umanitaria. Quali che fossero le intenzioni reali dei tifosi irlandesi, diverse motivazioni non politiche potevano portare a questo gesto.

Evidentemente però Platini ha visto nella bandiera una pericolosa presa di posizione che andava silenziata, data l’immensa visibilità che una partita del Secondo turno preliminare di Europa League può avere.
Ingerenze come queste di organi sportivi all’interno di complesse questioni politiche sono inaccettabili, soprattutto quando vanno a colpire piccoli club per cui 18mila euro valgono come lo stipendio di un paio di giocatori. Lungi da noi il prendere posizione in una questione complessa come quella israelo-palestinese, ma evidentemente non lungi dall’UEFA, dato che i tifosi dell’Ajax espongono da anni la bandiera con la stella di David impuniti…