Gold Cup 2017 – La guida tascabile

Premessa della premessa

Non solo Europa League, ma anche altro. Nella miriadi di competizioni internazionali e non, importanti o meno, abbiamo trovato lo spazio e il tempo per raccontarvi la GOLD CUP, manifestazione che raccoglie le migliori nazionali di Nord e Centro America. Questa guida nasce da uno degli aspetti più belli dei social: la condivisione di una passione. Per noi lo è il calcio, a tutte le latitudini. Per questo motivo, grazie al contributo esterno di Alberto Lioy, è nata questa esigenza. In modo casuale eh, perché le ciambelle possono pure uscire fuori senza buco. Quindi, con un file condiviso dall’America, precisamente dall’Oregon (dove il buon Alberto risiede, per studio afferma lui stesso), ve la proponiamo interamente, come lettura consigliata sotto l’ombrellone, per combattere l’afa delle ore più calde.

Buona Lettura!

La vera premessa

La competizione calcistica continentale meno conosciuta dopo quella oceanica è alle porte, e io mi ritrovo qui in Oregon, solo per tre settimane, con la mia donna che va a insegnare inglese in Cina, il frigo pieno di Hefeweizen, la cucina piena di pacchi di pasta Barilla e di pelati Cirio (come nei migliori cliché da italiano all’estero), a promettermi che stavolta la seguirò per intero.

E già che ci sono, vi rivelo che il calcio caraibico/centroamericano mi affascina, cioè da quando la Giamaica del buon Deon Burton si qualificò al mondiale di Francia ’98, data dalla quale sono passati, ormai, quasi vent’anni (gasp!).

Ma veniamo al sodo. Innanzitutto, quattro brevi dettagli propedeutici all’analisi dei gironi:

  • Il primo turno con Giamaica vs Curaçao, per una sfida anche e soprattutto a colpi di rum;
  • Ci sarà una terna arbitrale di Saint Kitts and Nevis, con la prospettiva di replicare le gesta di Byron Moreno;
  • Udite, udite, gioca una vecchia conoscenza del calcio europeo. Signori e signore, Florent Malouda, e vi spiegherò perché;
  • Brayan Ruiz, sempre lui, meravigliosamente lui;

Il format della competizione è consolidato ormai da anni, con tre gironi da 4 squadre. USA, Messico e la centroamericana più forte tra le teste di serie. Le tre prime, le tre seconde e le due migliori terze, poi, passano ai quarti. In realtà, una piccola novità è stata, però, introdotta dall’edizione 2015. Nella competizione odierna, al fine di riequilibrare il lotto delle partecipanti, è stato aggiunto un mezzo slot in più per le nazionali caraibiche e declassato un mezzo slot in meno per le centroamericane. Per questo motivo, il posto da assegnare si disputa attraverso i playoff, tra le “quinte classificate” delle due zone geografiche. Quest’anno lo slot è andato al Nicaragua, che dopo aver preso legnate ad Haiti (3 a 1), ha deciso di regalare un finale thrilling a noi appassionati di partite del cavolo. Playoff ribaltati in sei minuti, grazie alla tripletta di “El Illuminado” Barrera, che nella vita oltre all’elettrauto fa anche l’ala per il Comunicaciones di Guatemala City. (Di seguito sotto il link degli ultimi 10 minuti tra Nicaragua e Haiti, per chi non avesse nulla da fare https://www.youtube.com/watch?v=sPjlJbCFllc).

(La festa nicaraguense dopo il finale mozzafiato)

Da quando si chiama Gold Cup – cioè da 1991 – la competizione si è sempre svolta in Ammerega (e che due palle…). La cadenza è biennale e l’albo delle nazionali vincitrici conta 7 titoli per il Messico, 5 per i padroni di casa e 1 per il Canada (nel 2000!). C’era sicuramente più democrazia quando si chiamava Campionato CONCACAF, svoltosi dal 1973 al 1989 con cadenza quadriennale. 3 i successi costaricensi e messicani, 1 guatemalteco, 1 haitiano, 1 honduregno e 1 canadese. Il sospetto che gli USA abbiano cambiato nome e formato per vincerne finalmente una, in questo senso, è più che fondato. Quest’anno la competizione si gioca nell’anno prima del Mondiale, con il Messico che ha mandato le riserve, perché i titolari sono stati impegnati a prendere sberle in Confederations Cup, e gli USA che hanno fatto lo stesso perché la MLS è entrata nel clou della stagione. Ergo, i ticos (non altro che i costaricensi), se giocano bene le loro carte formazione tipo alla mano, sono o favoriti di diritto per la vittoria del titolo.

Fin qui l’introduzione – come dire – istituzionale. ora venendo a noi, perché seguirla? Perché ci sono squadre nazionali che non vedremmo mai da nessuna altra parte. E non è un modo di dire, perché è letteralmente così. Si sono qualificate alla manifestazione squadre che non sono membri FIFA,  non essendo neanche  nazioni indipendenti. Eppure il Galles, il Kosovo e le Faer Oer, direte voi? “Ma fatevi anche un po’ i cazzi vostri ogni tanto” – risponderebbero Blatter, Platini e Infantino. Il tempo per parlare dei gironi è arrivato:

I gironi

GRUPPO A

HONDURAS (ranking FIFA: #69)
Come ci arriva e dove andrà.

La H è sicuramente nel suo momento calcistico migliore, dopo il breve e folgorante periodo a inizio anni ’80, quando vinse il campionato CONCACAF e si qualificò al Mundial di Spagna ’82, strappando addirittura un pari alle furie rosse padroni di casa. Gli honduregni vengono da due partecipazioni mondiali di fila e hanno vinto l’ultima coppa Centroamericana battendo la Costa Rica. Il sito della CONCACAF li dà come possibili favoriti, ma con un video di imbarazzante povertà di contenuti (https://www.youtube.com/watch?v=jyUveUVbtFk ).

Infatti se si guarda ai bookmakers, la H viene indicata come quinta favorita, dopo USMNT, El Tri, Ticos e Panama. Questo perché, solitamente, quando gli honduregni giocano con squadre più forti prendono mazzate, come in questo caso (https://www.youtube.com/watch?v=VZzGD3OaCvs).

Se, come previsto, i catrachos arrivassero secondi nel loro girone, pescheranno una tra Curaçao, Jamaica e El Salvador (ma la guerra del futbòl, a proposito, è mai finita?) e potranno giocarsi l’accesso in semifinale. Una finale sarebbe tanta roba, ma dovrebbe verificarsi una congiunzione astrale pazzesca. Oppure potrebbe esserci ancora una volta il “fattore P” come Pinto, all’anagrafe Jorge Luis, che di calcio centroamericano se ne intende eccome. Non lo ricordate? Vi rinfresco la memoria io, mentre era in panchina in questa indimenticabile partita (https://www.youtube.com/watch?v=DOdab-QiJYM). Pura vida, come dicono altrove…

Pinto, il CT honduregno, li mette in campo com un 5-3-2, che in fondo è lo stesso modulo con il quale è arrivato ai quarti nell’ultima Coppa del Mondo. Peccato che in campo non ci siano i vari Ruiz e Campbell, ma Alberth Elis della Dynamo Houston, e l’appena sbarcato in Cina Rony Martinez. Se non li avete mai sentiti nominare – tranquilli – vi faccio compagnia anche io. A tirare la carretta vi sarà l’intramontabile Maynor Figueroa, che sa portare un pallone alla gran capitàn, cavandosela ancora onorevolmente al Dallas, dopo tanti anni di Premier al Wigan e all’Hull City. Non è una nazionale entusiasmante da vedere, ma compensa con una grande coriaceità. Ah, non mettono due passaggi in fila manco per sbaglio, ma hanno una lieve tendenza al dribbling insistito.

  • Pronostico secco: semifinale in surplace
  • Ascolto consigliato: un tremendo singolo della Banda Blanca, con video anni ’90 scosciato a bordo piscina (dopo che uno si scola tre Corona diventa quasi piacevole…o anche no) https://www.youtube.com/watch?v=Af6k9HyFiic.

(Sopa de Caracol – Banda Blanca)

COSTA RICA (ranking FIFA: #20)

Come ci arriva e dove andrà

Ora o mai più! Sembra una frase di circostanza, ma è veramente così per un “equipo tico” che alla Gold Cup porta i titolarissimi, sperando di approfittare della mancanza di certezze di Osorio e Bruce Arena, rispettivamente CT di Messico e USA. Li allena l’enfant du pays Oscar Ramirez, che correva a centrocampo in quel Brasile-Costa Rica che mio padre e mio zio videro in un appena inaugurato Delle Alpi il 16 giugno del 1990, 1-0 dell’allora granata Muller, che sarebbe poi sparito in un abisso di alcol e puttane (sic!).

A novembre hanno rifilato 4 pappine agli USA, facendo pronosticare a tutti una facile qualificazione ai mondiali, ma poi hanno iniziato a steccare partite in sequenza, perdendo in Messico e pareggiando contro Honduras e Panama. Ciononostante (SPOILER ALERT) li vedo vincitori, e questo anche se non dovessero battere l’Honduras nella gara di apertura (chiediamoci perché).

La difesa è rimasta a cinque come quella del mondiale 2014, ma è davanti che le cose sono in eterna transizione. Infatti, data la grande qualità degli interpreti, il CT Ramirez può permettersi di cambiare il canovaccio tattico a partita in corso e giocare un 5-4-1 in caso di necessità o anche un 5-2-3 per osare il tutto per tutto. Rimasto a casa Navas, tra i pali dovrebbe andare il mio idolo Pemberton, dietro giocano il neo-felsineo Giancarlo Gonzalez, Gamboa del Celtic e Oviedo del Sunderland, formando sicuramente la linea difensiva più forte del torneo. I nomi per centrocampo e attacco li dovreste conoscere ormai bene visto che si tratta dei soliti noti Borges, Tejeda (Yeltsin <3), Campell, Ruiz e Urena. Gente che a questi livelli promette quantomeno di essere la miglior squadra di passatori in campo.

  • Pronostico secco: vincitore.
  • Ascolto consigliato: uno dei pezzacci indie-elettro-pop di Linda Mirada (mamma mia quanto è anni ’80) perché i ticos sono gente di classe https://www.youtube.com/watch?v=B_j6WkOb6sw.

(Secundario – Linda Mirada. E quel vedo non vedo…)

GUYANA FRANCESE (ranking FIFA: NN)

Come ci arriva e dove andrà

Prima qualificazione alla Gold Cup per i garçons della Cayenna, che per uno strano scherzo del destino (o della natura) giocheranno addirittura la partita d’esordio col Canada, nella notte italiana tra venerdì 7 e sabato 8. Si giocherà in New Jersey, nello stadio dei NY Red Bulls.

La Gwyàn (come la chiamano in patois locale) è stata stata crudelmente eliminata dall’Honduras due anni fa nel round qualificatorio, con un secco 3-0 dopo aver vinto l’andata 3-1. Stavolta, però la semifinale della Caribbean Cup, dove è stata sconfitta solamente ai rigori dalla Giamaica, è bastata per festeggiare la storica qualificazione alla Gold Cup. Il sorteggio ha dato in dote alla Guyana una prima partita abbordabile contro il Canada, e una rivincita contro l’Honduras. Ah, tanto per rendere ancor più colorita la sua partecipazione, i giocatori indossano un’improbabile divisa gialloverde e pantaloncini blu. Il loro allenatore è un professore di educazione fisica (veramente), sul quale su internet non si trovano altre informazioni se non il nome, un certo Jair Karam (roba che se arrivano in finale ci chiamo così mio figlio). FLORENT MALOUDA. Vi starete chiedendo cosa ci azzecca l’ex nazionale francese con la Guyana e, soprattutto, che fine avesse fatto? Ebbene, l’ex Lione e Chelsea, amato e odiato dagli italiani per la sua presenza in certe partite tra noi e i galletti, gioca per la nazione dove è nato 37 primavere fa – la Guyana appunto – delle quale è ovviamente la stella indiscussa. Malouda, secondo delle regole non troppo chiare, può giocare per il paese che gli ha dato i natali, perché sono passati cinque anni dall’ultima presenza con la Francia e quindi vale, tipo palo salva. Contro la Giamaica due settimane fa ha iniziato da interno per finire da tuttofare ed è rimasto in campo per tutti e 120 i minuti. Stranamente NON gli hanno fatto calciare un rigore (o forse era il quinto rigorista, non è dato sapere) nella crudele lotteria finale dal dischetto. Quanto al modulo, il sito della Caribbean Cup dice 4-3-3, che di solito sa tanto di 4-5-1. Il resto della squadra? Venendo da un paese poverissimo di 250 mila abitanti, suppongo siano tutti raccoglitori di frutta e pescatori, come vuole la tradizione. L’eccezione è il portiere Donovan Leon, con tante partite in Ligue 2 all’Auxerre alle spalle.e pochi altri fortunati che la sfangano in terza divisione francese, rimpiangendo magari le spiagge di casa.

(Henri Salvador – Jardin d’Hiver)

CANADA (ranking FIFA: #109)

Come ci arriva e dove andrà

Gli odiosi canucks sono qualificati di diritto visto che, che, che – pensiero mio – sono in comunella con gli ammmeriggani, nonostante nessuna partita si giochi sul loro territorio. Questione di contiguità geografica. Fuori dalle qualificazioni mondiali (fuori per un punto dietro l’El Salvador che pure hanno battuto a casa loro), nelle ultime amichevoli pre Gold Cup hanno perso con Marocco e Sud Corea, pareggiato con la Scozia e battuto i futuri campioni caraibici di Curaçao (anvedi questi). Non giocano in partita ufficiale da giugno dell’anno scorso e non arrivano in semifinale alla Gold Cup dal 2007. Per tale motivo, rischiano grossissimo all’esordio contro la Guyana. Il tempo di Craig Forrest e Jason deVos è finito ormai da parecchio. Questa compagine senza stelle si affiderà al delantero uruguayo (ma nato a Toronto) Lucas Cavallini. Il nostro eroe è l’archetipo del calciatore antinostalgico, visto che nel 2012, ventenne, accettò di giocare per il Canada in amichevole, ma poi rifiutò le convocazioni seguenti, sperando probabilmente in una chiamata della celeste. Ora che la sua carriera non è decollata, gioca col Canada per davvero. Ironia della sorte, Cavallini sta facendo le fiamme al Peñarol in questo inizio di stagione (6 gol in 8 partite) e se non scenderà in campo sapremo tutti perché (che bel faccino da schiaffi) http://canadasoccer.com/index.php?t=profile&pid=648.

Qualche altro giocatore decente è presente in rosa, tipo l’ala dribblomane Hoilett del Cardiff e il terzino mancino, ex Roda e Augsburg, deJong. Li guida l’ecuadoriano Octavio Zambrano, uno dei coach più titolati della prima MLS (con Galaxy e la New York pre-Red Bull), che è un po’ come essere vice campione di briscola a Bagno di Gavorrano.Nessuno sa come giochino, il che potrebbe anche essere addirittura un vantaggio. Se volete una cura contro l’insonnia qui c’è il loro spumeggiante 1-1 contro la Scozia, nel quale hanno giocato con una specie di 5-4-1 altrimenti detto “tutti avanti ee, tutti indietro oo, tutti a destra ee, tutti a sinistra alé alé” https://www.youtube.com/watch?v=REkKtK7oQ0k.

  • Pronostico secco: visto che Cavallini segnerà una tripletta alla Guiana, quarti di finale garantiti (si gufa) e poi però basta.
  • Ascolto consigliato: anche qui, scelta obbligatissima, ed è tutta parte di una mia personale operazione simpatia verso le foglie d’acero (AKA avrei potuto mettere uno della sacra triade canadese Cohen-Mitchell-Young, ma non l’ho fatto) https://www.youtube.com/watch?v=1cQh1ccqu8M.

(Nickelback – How You Remind Me)

GRUPPO B

USA (ranking FIFA: #23)

Come ci arriva e dove andrà

Non scoppia esattamente di salute la compagine allenata da Bruce Arena, il quale non avrà inventato l’omonima tuta, ma è sicuramente un highlander tanto quanto i vecchietti che le indossano ogni giorno al parco dal lontano 1971. La meno credibile outsider del calcio mondiale è chiamata a riscattare la figuraccia di due anni fa, quando si fece sbattere fuori in semifinale dalla Giamaica di Wes Morgan. Dopo un disastroso inizio nelle qualificazioni mondiali, con sconfitte VS Messico e Costa Rica (a San Jose, tra l’altro, gli americani non hanno mai vinto), si sono rialzati e ora occupano il terzo posto in graduatoria, grazie alle vittorie contro Honduras e Trinidad, due pari con Panama e Messico (al ritorno). Nel girone, Martinica e Nicaragua non dovrebbero rappresentare un ostacolo, ma occhio che un brutto risultato con Panama, con eventuale secondo posto li manderebbe subito ad un probabile quarto contro la Costa Rica. Mancano diversi titolari (i ben noti Beasley/Bradley/Dempsey/Altidore/Yedlin ecc…), e i pochi giocatori di valore della rosa giocano, volenti o nolenti, nella MLS. In Italia vedrebbero il campo probabilmente solo in serie B, che è già tanta roba. Le colonne della squadra saranno il portiere Guzan (che io chiamo affettuosamente goose-man visto che è pelato e sembra un’oca), il terzino Zusi, l’ala Bedoya, che dopo 3 anni al Nantes è tornato nel 2016 negli USA, e l’altra giovanissima ala Acosta del Dallas, il cui sviluppo è stato rallentato da tanti infortuni, anche se ha segnato col Ghana qualche giorno fa. L’attacco è un’incognita totale, con il recente esordio di Dom Dwyer arrivato a scalzare l’altro probabile centravanti titolare Jordan Morris dei Seattle Sounders. Non c’è dubbio che Arena avrà il suo bel da fare a mescolare bene il tutto, e le fortune della sua squadra passeranno dall’efficacia del gioco sulle fasce del suo solito 4-2-3-1 (o 4-3-3 se il trequartista Corona si abbassa).

  • Pronostico secco: semifinalista (ebbene sì, non andranno  in finale neanche quest’anno).
  • Ascolto consigliato: visto che è appena passato il 4 luglio.. (e con un velato incoraggiamento a darsi fuoco) https://www.youtube.com/watch?v=4LMaqRmBo1s.

(Wilco – Ashes Of American Flags)

Panama (ranking FIFA: #59)

Come ci arriva e dove andrà

Finalista nel 2013, poi sconfitta dagli USA, a Panama non manca mai la capacità per stupire. Difatti, dopo le tre “grandi” è la quarta favorita dei bookmakers, e di conseguenza l’outsider in pectore del torneo. Dopo il secondo posto alla Centroamericana di Gennaio, sono arrivati risultati interlocutori nel girone di qualificazione mondiale. Dopo una sconfitta inaspettata a Trinidad, i panamensi hanno pareggiato tre volte con USA, Costa Rica e Honduras. Se il girone finisse così oggi, sfiderebbero un’asiatica per un posto in Russia nel 2018. Nell’ultima Gold Cup sono stati clamorosamente derubati dal Messico in semifinale, in una partita che stavano vincendo 1-0, in dieci dal 24′ per l’espulsione di Tehada. Secondo il più classico dei cliché l’arbitro ha dato un rigore al Messico al 94′ e uno alla fine del primo tempo supplementare. Quindi, a scanso di equivoci, sete di rivalsa dovrebbero averne in abbondanza. La rosa è in pieno rinnovamento generazionale, visto che l’ex coach cafetero Hernan Dario Gomez ha deciso di dare un taglio netto con il passato e di lasciare a casa colonne come il portiere Jaime Penedo, il capitano storico Baloy, e le due punte ultratrentenni Blas Perez e Luis Tejada. Ciononostante, la squadra non è poi così male, dato che ci gioca pure un mio pallino, il già capocannoniere della Gold Cup 2013, Gabriel Torres. Quest’ultimo ha infiammato Denver (città d’origine della mia mugliera) un paio di anni fa ed ora è venuto a regalare qualche perla sul lago di Losanna. La grande promessa è l’attaccante classe ’97 Ismael Diaz, di proprietà del Porto, che però non ha ancora esordito in prima squadra (tanti gol nel Porto B). Dietro ci si affida a Roderick Miller, roccioso centrale appena passato dall’Atletico Nacional (di Medellin), vincitore della Libertadores 2016, ai costaricani del Saprissa.

(El general – muevelo muevelo) Luis Fonsi chi???

Martinica (ranking FIFA: NN)

Come ci arriva e dove andrà

L’altro Dipartimento d’OltreMare francese, che a sorpresa ha centrato la qualificazione nella recente coppa Caraibica, è probabilmente anche la squadra più scarsa del torneo. Questo, a prescindere da una storia recente che qualche soddisfazione l’ha pure  regalata, con un prestigioso quarto di finale di Gold Cup centrato nel 2002. Il match che li ha qualificati alla Gold Cup risale a 8 mesi fa, contro i “giganti” (a livello caraibico s’intende) di Trinidad&Tobago, una partita sofferta, vinta 2-0 ai supplementari, da squadra che sa lottare https://www.youtube.com/watch?v=VCRaNMOhRhc.

Ho faticato a cercare informazioni sulle amichevoli di preparazione, ma l’impressione è che sia semplicemente perché non ne hanno giocate affatto!!! È l’unica del torneo di cui non avevo mai sentito nominare un giocatore (robba da regord!) e qualcosa vorrà pur dire. Poi, in realtà, a ben vedere il portiere Olimpa ha in dote due stagioni in serie A greca col Platanias Chanià, l’attaccante Langil, gioca nel Legia Varsavia ed il centrocampista Delem nei Seattle Sounders. Quindi qualche individualità c’è, però il resto della rosa gioca tutta nel piccolo campionato locale (Wikipedia dice che nessun club si è mai qualificato alla CONCACAF Champions League, e qualcosa vorrà pur dire, anche qui..). Oh, poi magari battono il Nicaragua e vanno ai quarti, ma io non ci credo molto. Intanto li allena Louis “Toto” Marianne, CT, che è cavallo di ritorno, visto che aveva guidato la Martinica al successo in due Coppe Caraibiche negli anni ’80. Mariane stato richiamato sulla panchina della nazionale nel 2015 (nel frattempo, chissà che vita ha fatto, se ha dei figli, se è felice, se si sente realizzato? Non è dato sapere…)

  • Pronostico secco: fuori al girone (qualcuno dovrà pure uscire al girone!)
  • Ascolto consigliato: qualsiasi cosa del “local hero” Kali, il quale strimpella il banjo e tutto sommato ci sta in una calda giornata d’estate https://www.youtube.com/watch?v=0NDAEJ0Eyu0.

(Monté La Riviè – KALI) e quel non so ché di Bob Marley. Forse i capelli…

Nicaragua (ranking FIFA: #100)

Come ci arriva e dove andrà

Doverosa premessa: in Nicaragua si gioca a baseball, anzi scusate, a beisbòl. Non a calcio. Per cui è già una specie di miracolo che si siano qualificati, complice la squalifica in cui è incappata la federazione guatemalteca. L’unica altra nazione centroamericana che poteva soffiargli il posto era il Belize (…) e hanno vinto il playoff andata e ritorno con Haiti solo perché gli haitiani hanno concesso tre gol nel finale a Barrera. Indi per cui, per quanto un cambio di tendenza sia in atto e questa sia sicuramente la generazione calcistica più forte nella storia del paese, vuol dire assai poco se le precedenti facevano pena (c.v.d.). Si giocheranno tutto, ma proprio tutto nella partita contro la Martinica, per dimostrare che tutto sommato c’è di peggio. Come preparazione hanno giocato due amichevoli contro la Bolivia, una in casa e una in trasferta e nel dubbio le hanno perse entrambe, per quanto a Yaquiba fossero andati avanti 2-0 come una lama nel burro, per poi prenderne 3. Di seguito la sintesi https://www.youtube.com/watch?v=OtB_LL0ebe4.

Se dovessero fare un punto contro gli USA o contro Panama (con la quale hanno perso onorevolmente 2-1 a Gennaio), sarebbe un mezzo miracolo. Al contrario di altre squadre, non li ho visti giocare di recente, ma se stanno come l’ultima volta, sono messi male. L’unico “europeo” Daniel Cadena, gioca in una squadra islandese che vi sfido ufficialmente a pronunciare (https://en.wikipedia.org/wiki/Ungmennaf%C3%A9lag_Njar%C3%B0v%C3%ADkur).

Il capitano e miglior giocatore è quel Juan Barrera che ha fatto la tripletta con Haiti, che avrà il compito di mandare gli attaccanti in porta (o provarci direttamente lui) all’esordio contro la Martinica. A differenza di molte altre nazionali hanno portato i migliori che hanno rosa, i quali sono abituati a giocare insieme, con vantaggi in termini di affiatamento. Li allena il costaricense Henry Duarte, CT con alle spalle una lunga militanza come coach di club gloriosi della Primera Divisiòn costaricense al Cartagines e l’Herediano.

  • Pronostico secco: li vedo ben lanciati come peggior terzi visto che nel gruppo C ci sarà bagarre e a meno di un pari tra Canada e Guiana. Comunque dico quarti di finale e nada mas!
  • Ascolto consigliato: siccome la gloriosa rivoluzione sandinista è ormai diventata un altro affare di caudillos assetati di potere, e coltellate nella schiena, la celebriamo come si merita https://www.youtube.com/watch?v=HYkp_CHyhXY.

(Martires del FSLN – Himno de la unidad sandinista)

GRUPPO C

Messico (ranking FIFA: #17)

Come ci arriva e dove andrà

El Tri per forza di cose si presenta a questo torneo da favorito, in quanto unica nazione di caratura veramente mondiale del raggruppamento CONCACAF. Allo stesso tempo, giocare due tornei di fila con due rose diverse è un compito non da poco, e Joachim Low potrebbe essere l’unico al mondo in grado di avere il privilegio di andare in fondo a un torneo internazionale, giocando con le riserve. Osorio lo sa, e sa anche che dopo l’uscita proprio con Goretzka, Draxler e soci, per andare in Russia anche l’anno prossimo dovrà vincere. Proverà a salvare la panchina con 22 giocatori su 23 che vengono dalla Liga MX, e chissà se sarà abbastanza, con solo due partite amichevoli alle spalle (senza lo stesso Osorio che era impegnato in Confederations Cup in Russia), seppur vinte con Ghana e Paraguay. Per onor di firma va detto che il Messico guida il girone di qualificazione a Russia 2018 (4 vittorie e 2 pareggi), dopo che quattro anni fa avevano seriamente rischiato di non partecipare al mondiale. Nella partita d’esordio contro gli USA, il gol vittoria lo segnò l’intramontabile capitàn Rafa Marquez. Highlights perché no https://www.youtube.com/watch?v=In009LzmUw8.

Ha il girone più difficile dei tre, ma allo stesso tempo il tabellone più facile, visto che la prima del gruppo C eviterebbe le vincitrici degli altri due gironi fino alla finale. Senza Chicharito, Carlos Vela, Gio DosSantos, Guardado, Herrera &C, quindi le cose si fanno sicuramente più complicate per i chicanos. Il giocatore più forte nei 23 è probabilmente quel Jesus Dueñas (29 anni), che insieme a Damm e Aquino (in gran spolvero alla Confederations Cup) compone l’ossatura di centrocampo dei Pumas (UNAL) di Gignac, che tanto hanno vinto ultimamente. Insieme a lui, a guidare la squadra, ci sarà in porta un veterano come Jesus Corona e una serie di giovani promesse (alcune mai mantenute), di cui metà dei hanno zero, una o due presenze con la nazionale maggiore. Nelle amichevoli pre Gold Cup si è visto un 4-3-3 che all’occorrenza diventa 4-4-2, se Elias Hernandez (l’ala del Morelia) viene schierato a centrocampo. La prima gara contro El Salvador dirà già tantissimo sul valore di questa rosa improvvisata.

  • Pronostico secco: finalista perdente (e Osorio va a casa, con la folla urlante che lo vorrebbe linciare)
  • Ascolto consigliato: qualcosa di Natalia Lafourcade, cantantessa d’altri tempi nata e cresciuta a Ciudad de México, nella speranza di ammansire gli esigenti tifosi messicani https://www.youtube.com/watch?v=IKmPci5VXz0.

(Natalia Lafourcade – Hasta la Raíz)

El Salvador (ranking FIFA: #106)

Come ci arriva e dove andrà

Se la squadra valesse l’entusiasmo dei propri supporters andrebbe sempre in finale, ma purtroppo così non è. Campione CONCACAF nell’ormai lontanissimo 1963, nel 1982 andò in Spagna a braccetto con gli odiati cugini dell’Honduras, prendendo sonore mazzate. A livello di Gold Cup, la nazionale è arrivata ai quarti nel 2011 e 2013 ed è uscita come peggior terza nel 2015. Fuori dai giochi per Russia 2018, ha giocato una sola partita amichevole per prepararsi alla Gold Cup, prendendo tre pappine dall’Ecuador A occhio con Curaçao e Giamaica ci dovrebbe essere equilibrio, mentre col Messico ci sarà da fare le barricate. Hanno un mediano che vorrei tanto vedere in scenari più prestigiosi, quel Darwin Cerén che tanto bene ha fatto al centroamericano di due anni fa. Cerén farà coppia a centrocampo col capitano Andrés Flores, che gioca nella seconda divisione USA con i NY Cosmos. La stella locale è lo scricciolino Rodolfo Zelaya, che segna per l’Alianza di San Salvador ed ha giocato pochi mesi per l’Alania in Russia qualche anno fa. Li guida il mago dei giovani Eduardo Lara, uno che se ne intende per il fatto guidato negli ultimi 15 anni tutte le nazionali giovanili della Colombia. Non a caso anche in El Salvador è il coordinatore di tutte le nazionali, non solo di quella maggiore. Con l’Ecuador, però,  il prudente 4-4-1-1 messo in campo non è bastato ad evitare la sconfitta. Vedremo se qualcosa cambierà in questa Gold Cup.

(Musica de El Salvador “Sabrosa Cumbia” Marito rivera y Bravo). Capello fluente alla Bobby Solo e si va a comandare…

Curaçao (ranking FIFA: #70)

Come ci arriva e dove andrà

First things first, come è possibile che un paese non indipendente e non europeo come Curaçao abbia un ranking FIFA (e pure abbastanza alto!)? Il trucco c’è, siori e siore! Questa nazionale ha preso l’eredità sportiva delle Antille Olandesi, così come la Russia è stata la prosecuzione del CCCP e la Cechia della Cecoslovacchia. Da parte loro, i giocatori locali hanno confermato di valere qualcosa, andando subito a vincere la loro prima Caribbean Cup, in finale contro la Giamaica contro cui giocheranno anche nel girone. Ha tutte le carte in regola per essere la vera sorpresa del torneo, così come la Giamaica lo fu due anni fa. Di recente ha perso due amichevoli, rispettivamente in Canada con El Salvador, che però si possono considerare mere partite di riscaldamento prima della Coppa Caraibica vinta. Di tutte le 12 qualificate è sicuramente quella dove meno giocatori militano in patria – solo 3 – di cui due sono portieri di riserva. Il capitano Cuco Martina ha fatto il terzino destro per il Twente ed il Southampton negli ultimi anni; a centrocampo c’è Leonardo Bacuna, titolare fisso in Championship con l’Aston Villa e dotato di un bel piedino (chiedere informazioni al Man City) https://www.youtube.com/watch?v=qSU07iIBk8c.

Davanti si pesca un po’ dappertutto, con Van Kessel che gioca nel campionato ceco, Janga in quello slovacco, Hooi in Danimarca e Zschusschen (il premio al nome più impronunciabile è già suo) in terza serie tedesca. Fino a settembre 201,  in panchina c’era nientepopodimenoche Patrick Kluivert, che è stato poi rimpiazzato dal suo secondo Remko Bicentini. Insomma, gli ingredienti per un risultato di valore sembrano esserci.

  • Pronostico secco: mi butto via…semifinalista dopo un secondo posto nel girone e un quarto vinto col l’Honduras!
  • Ascolto consigliato: un pezzo pop locale con 200.000 visualizzazioni su youtube cantato in papiamento (la lingua locale che è un pastiche di spagnolo, portoghese, olandese e altro. In pratica la lingua storica del commercio) https://www.youtube.com/watch?v=igv6txtpzpU.

(C A C H E R O Y A L E ft TSEAN KONSENTRA)

Giamaica (ranking FIFA: #79)

Come ci arriva e dove andrà

L’impressione è che la grande occasione l’abbiano mancata nella finale di pochi giorni fa contro Curaçao, nonché due anni fa in Gold Cup contro il Messico (che però era obiettivamente fuori portata). La defaillance della storica rivale caraibica Trinidad ha dato il via libera alle tre colonie, e la Giamaica resta la sola nazione indipendente qualificata proveniente dai Caraibi. La finale persa di qualche giorno fa con Curaçao, ha mostrato le crepe in una squadra che non potrà contare su tre dei quattro difensori che l’hanno portata in finale di Gold Cup due anni fa (Morgan, Mariappa e Hector). Nelle qualificazioni mondiali hanno preso mazzate persino da Haiti (0-2 impietoso a Kingston) e nonostante un ranking FIFA tutto sommato rispettabile, secondo me saranno la vittima sacrificale del gruppo C. Wes Morgan, dopo tante partite col Leicester negli ultimi due anni, stavolta è rimasto a casa, ed è una grave perdita. È in corso un faticoso e forzato ricambio generazionale, che sta a significare che coach Theodore Whitmore (24 gol in nazionale da centrocampista, avevo la sua figurina di Francia ’98) avrà il suo da fare per fare punti in un girone duro per il livello della competizione. Osservato speciale il centravanti Darren Mattocks, che segna (poco) nelle fila dei Portland Timbers, mentre il leader del centrocampo sarà ancora una volta Je-Vaughn Watson, veterano dell’MLS (ora nei New England Revolution). La Giamaica si è schierata ultimamente con un 3-5-2, ma potrebbe essere uno schema troppo offensivo con avversarie più quotate.

  • Pronostico secco: fuori ahimè al girone (ha pescato male, perché negli altri due passava)
  • Ascolto consigliato: un Bob Marley d’annata che canta di una cattiva mano alle carte (e nella vita) sembra assai appropriato alla situazione https://www.youtube.com/watch?v=Fr_eXMf7Wb0

(Bob Marley & the Wailers – Bad CardBob Marley & the Wailers – Bad Card)


Si ringrazia Alberto Lioy per l’impegno profuso in questa guida. Un pensiero va anche al collettivo 11IS, fonte di ispirazione e cazzeggio pseudo letterario futbòlistico.

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