I 10 più famosi calci di rigore sbagliati nella storia del calcio

Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,  non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia…

calcio di rigore

De Gregori, La leva calcistica della classe 68 e una canzone ascoltata e riascoltata miliardi di volte. Una strofa a racchiudere e sintetizzare perfettamente l’essenza del calcio di rigore. Perché diciamocela tutta, quei 10 passi improvvisati da bambini tra la porta e il dischetto di un campetto di periferia (quando va bene), o gli undici metri regolamentari di un campo da calcio vero, rimangono una delle sfide più sublimi contro la quale il nostro Io calciofilo si confronta. Cos’è che ci porta ad affrontare noi stessi in quegli attimi: adrenalina, paura del fallimento o entrambe le cose? Non si sa, eppure chi non ne ha mai tirato uno? Chi non ne ha mai sbagliato uno, per giunta decisivo ai fini del risultato? Il calcio di rigore non ammette errori o seconde chance. E’ un marchio che, nel bene o nel male, si appiccica addosso come una seconda pelle a chi tira fuori dal petto il coraggio di calciarlo.

Rpercorrendo qua e là i momenti più intensi della storia del calcio, abbiamo voluto raccogliere e presentare per ordine d’importanza, quali sono secondo me i 10 più famosi calci di rigore sbagliati nella storia del calcio. So, let’s start from here:

10. Juventus Torino 2001 – Marcélo Salas 

Schermata-2014-11-28-alle-19.15.0614 ottobre 2001, Derby della Mole noto per la rimonta del Toro da 3-0 a fine primo tempo a 3-3 finale. Partita che però la Juventus può portare a casa nel finale, grazie ad un rigore concesso nei minuti finali. Attimi convulsi, giocatori granata che protestano contro la decisione arbitrale e Maspero che si avvicina al dischetto. Due/tre picchiettate furbesche al manto erboso, mentre Salas ignaro del fatto posiziona il pallone, incaricandosi della battuta. Breve rincorsa dello juventino e palla alle stelle. Polemiche infinite si scatenano nel dopo gara, con il torinista che respinge ogni accusa. Quel che è certo è che quel penalty passerà alla storia come “il rigore della buca di Maspero”.

9.Turchia Inghilterra 2003 – David Beckham

article-2346434-006DEFEA00000258-368_634x407Qualificazione Euro 2004, ad Instanbul si gioca il match decisivo tra Turchia ed Inghilterra per staccare il pass per gli Europei in Portogallo. I padroni di casa, obbligati a vincere, preparano un clima intimidatorio per i Three Lions, ai quali basta un pareggio finire primi nel girone. Gli inglesi giocano bene, e al 35′ del primo tempo l’arbitro Collina concede loro un rigore per fallo di Tugay su Gerrard. Dagli undici metri si presenta lo specialista David Beckham, uno che con quel destro fatato i rigori li sbaglia quasi mai. Quel quasi raffigura perfettamente il tremendo scivolone che lo Spice Boy compie nel calciare il pallone, mandato alto sopra la traversa. Alpay Ozalan gli si avvicina cercando di provocarlo, ma niente. Beckham, da vero lord inglese, si rialza con calma olimpica e prosegue come se niente il match, terminato poi in parità.

8. Germania Ovest Inghilterra 1990 – Stuart Pearce 

1990 World Cup Semi Final. Turin, Italy. 4th July, 1990. West Germany 1 v England 1 (West Germany win 4-3 on penalties). West Germany's goalkeeper Bodo Illgner dives to save Stuart Pearce's penalty kick in the shoot-out.

Gary Lineker dopo questa partita sentenzia: “Il calcio è uno sport semplice, si gioca undici contro undici e, alla fine, vincono i tedeschi!”. E’ il 4 Luglio di una torrida estate del 1990. Si giocano i mondiali di Italia ’90, e Germania Ovest-Inghilterra è una delle due semifinali che precedono l’atto conclusivo della competizione. Il match tra le due squadre non entusiasma come il 4 a 2 della finale del ’66. Lineker risponde a Brehme nei novanta minuti. Nei supplementari si pensa solo ai calci di rigore, che arrivano tragici e spietati come sempre. I primi tre rigori vengono segnati da ambo le parti. Il quarto rigorista per gli inglesi è Stuart Pierce. Gli attimi precedenti il piazzato sembrano non passare mai. Gli Dei del pallone decidono che non è la serata di Stuart: rigore debole e centrale e Illgner è un gioco da ragazzi parare. Germania in finale e Inghilterra ancora una volta a casa.

7. Francia Italia 1998 – Luigi Di Biagio

1293041-149658_0x410La Nazionale italiana non ha mai avuto un buon rapporto con il tiro dagli undici metri. Quante gioie ha tolto agli azzurri quel funesto dischetto solo noi italiani possiamo saperlo e capirlo. Il rigore di Di Biagio è stata la sublimazione di tutto ciò: una maledizione lunga un ventennio, che si è interrotta solo nel 2006 con la conquista del mondiale, ai rigori e ai danni dei francesi. Vedi il destino a volte. Il match è una partita di scacchi tra due Dream Team. I novanta minuti scorrono via nel tatticismo più esasperato. Solo nei tempi supplementari un sussulto, Baggio ha l’occasione per mandare a casa i transalpini segnando il golden gol, ma il lob finisce una manciata di centimetri fuori dalla porta difesa da Barthez. Rigori, maledetti rigori, l’epilogo conosciuto e ancora una volta il laconico “E’ finita” di Pizzul a fare da contorno.

6. Milan – Boca Juniors 2003 – Alessandro Costacurta

2809474-1429189_0x410A Yokohama, il Milan Campione d’Europa si presenta come favorito per la vittoria della Coppa Intercontinentale contro il Boca Juniors. La partita invece è tutt’altro che a senso unico: match vibrante e occasioni a ripetizione da ambo le parti. I rossoneri passano con un gol di Tomasson su assist illuminante del solito Pirlo, gli Xeneizes parreggiano subito con Donnet grazie alla mezza papera di Dida. A pochi minuti dalla fine il subentrato Tevez ha la palla per decidere l’incontro ma spara alto. Niente, supplementari e poi rigori. Dal dischetto i giocatori del Boca si dimostrano più freddi e lucidi. Pirlo e Seedorf sbagliano malamente, e le residue speranze del Milan sono appese al rigore di Billy Costacurta. Speranze che vengono tradite, perché il difensore fallisce il penalty con una zappata al terreno al limite del tragicomico. Palla debole sulle braccia di Abbondazieri, game Over e Coppa al Boca.

5. Liverpool Milan 2005 – Andriy Shevcenko

a1_12_682x400_1316750a

La finale di Istanbul 2005 è forse l’atto conclusivo più incredibile della storia della Champions League. Nessuno avrebbe dato una minima possibilità al Liverpool, dopo il 3 a 0 con cui nel primo tempo i rossoneri annichiliscono gli inglesi. E invece nel secondo tempo, in soli quindici minuti, i reds non solo rimontano, ma rischiano anche di vincere. Si va ai supplementari, dove Jerzy Dudek mette in scena il suo personalissimo show: la doppia parata pazzesca su Shevcenko non è ancora scientificamente spiegabile (merito del Papa Karol Wojtyla a detta del portiere polacco). Anche i tempi supplementari si concludono in parità e i rigori sono la necessaria conseguenza per decretare la squadra vincitrice. Gli Dei del Pallone dicono Liverpool, poiché i calciatori rossoneri sono come ipnotizzati dalle mosse di Dudek. Il conto si chiude quando Shevcenko colpisce visibilmente sfiduciato il pallone. Tiro centrale parato facilmente e Liverpool campione.

4. Uruguay Ghana 2010 – Gyan Asamoah

a4fcf99ae5efe633ddc90eb382e2b36f-1278105483

Immaginate di poter fare la storia del calcio africano, grazie ad un rigore al 120′ minuto del quarto di finale mondiale di Sudafrica 2010. Ipotizzate di sbagliarlo malamente e di concedere all’Uruguay di giocare le proprie carte ai rigori, dopo che Suarez aveva furbescamente causato quel rigore, togliendo il pallone del gol qualificazione. La tragedia sportiva del Ghana si materializza e si manifesta nell’errore di Gyan Asamoah. Ai rigori vince come da copione la Celeste, e all’attaccante ghanese e ai suoi compagni non resta che piangere lacrime amare: il sogno portare per la prima volta in una semifinale mondiale una squadra africana svanisce e attende ancora oggi di compiersi. Intanto la vita prosegue, e nel frattempo Asamoah si è scusato pubblicamente con il suo popolo con una lettera che commovente è dir poco.

3. Roma Liverpool 1984 – Ciccio Graziani

1565338-1478092_0x410

Giocare la finale della Coppa Campioni in casa davanti al proprio pubblico è un sogno, ma anche un fardello di responsabilità non indifferente, che alcune volte rende le gambe pesanti e la mente poco lucida. Si narra che quella serata di Maggio del 1984, nel tunnel degli spogliatoi dell’Olimpico di Roma, i giocatori del Liverpool scherzino e ridano, mentre i giallorossi siano visibilmente contratti. La Roma perde la partita proprio in quel tunnel, non durante i 120′ di partita, terminati sull’1 a 1 grazie alle reti di Rush e Pruzzo. Ai rigori il portiere del Liverpool Grobbelar fa impazzire i rigoristi giallorossi. Falcao nel momento decisivo si defila incredibilmente, e dal dischetto deve presentarsi Graziani (non proprio uno specialista). Risultato? Palla alle stelle e sogno infranto. Il match dei rimpianti si conclude amaramente così.

2. Chelsea Manchester Utd 2008 – John Terry

article-1367512-0155FA9800000578-254_634x340

Il quinto rigorista di una lotteria dei rigori di una finale è un ruolo che ha in sé la caducità e la rilevanza del gesto dell’atto conclusivo. Segnare non è solo una necessità, ma anche un obbligo morale verso i propri compagni. John Terry molto probabilmente lo ha pensato posizionando sul dischetto il pallone decisivo per vincere la Champions League 2008, a Mosca contro il Manchester United. L’1 a 1 nei 120′ minuti lo firmano Cristiano Ronaldo e Lampard. CR7, protagonista assoluto fino a quel momento, sbaglia il rigore che sembra condannare alla sconfitta i Red Devils. Invece no, Terry scivola malamente e quel tiro dagli undici metri lo fallisce. Si va ad oltranza: Anelka si fa parare il rigore da Van Der Sar, Giggs segna e il Manchester United vince straordinariamente la competizione.

1. Italia – Brasile 1994 – Roberto Baggio

paggio-rigore-usa-94

“Avevo quell’immagine in testa da quattro anni… Mi stavo avvicinando al dischetto e ho pensato tiralo forte, tiralo forte. Se lo sbaglio? M’ammazzo…”.  

Nella finale di Pasadena del Mondiale di Usa 94, Roberto Baggio quel rigore lo sbaglia maledettamente. Un marchio indelebile nella sua carriera straordinaria, una ferita che non si rimarginerà mai nel suo cuore e in quello di milioni di calciofili italiani. Il Divin Codino porta gli azzurri in finale con i suoi lampi di classe, la vittoria della competizione dovrebbe essere il giusto riconoscimento per il sogno di una vita. Invece no, la fatalità del destino si frappone tra Baggio e la Coppa del Mondo. Essa deve andare in Brasile. Ma per quale motivo gli Dei del pallone si ostinano ogni volta a decidere tutto ciò? Per quale motivo quel pomeriggio hanno instillato il dubbio nella testa del protagonista della contesa? Perché rigori purtroppo li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli.