Il calcio montenegrino

Buon punto per la nazionale montenegrina all’esordio nel gruppo 4 di terza divisione della Nations League.
Dopo la delusione della mancata qualificazione all’ultima Coppa del Mondo, Ljubisa Tumbakovic, esperto selezionatore serbo, ha dovuto dare una svolta dal punto di vista tattico. In cronica assenza del principale elemento tecnico, il centravanti Stevan Jovetic, assiduo frequentatore dell’infermeria anche nella sua avventura nel Principato di Monaco, il 66enne tecnico serbo ha dovuto compattare la squadra attorno alla migliore individualità rimasta in rosa: il centrale Stefan Savic, in forza all’Atletico Madrid.

Questa nuova identità difensiva ha dato discrete soddisfazioni al gruppo montenegrino. Nelle quattro amichevoli disputate prima dell’impegno in Nations League, i Sokoli hanno ottenuto tre pareggi consecutivi contro Cipro, Turchia e Bosnia, prima di rimediare una sconfitta contro la Slovenia. È chiaro che, mancando di un’individualità importante nel reparto offensivo, non è semplice trovare efficacia nei metri che più contano. In ogni caso, la delicata trasferta di Ploiesti contro l’ambiziosa Romania si è conclusa con un pareggio a reti bianche, grazie a una prova collettiva di grande attenzione.

Il portiere titolare è il 25enne Danijel Petkovic, attualmente impegnati in Ligue 2 con la maglia del Lorient FC. Nonostante la convocazione dell’esterno Adam Marusic (che, essendo serbo di nascita, ha scatenato l’ironia di Aleksandr Kolarov in conferenza stampa, inspiegabilmente a distanza di tre anni dalla prima convocazione del giocatore laziale), Tumbakovic non lo porta nemmeno in panchina, forse a scopo precauzionale. Al centro della difesa, a fianco dell’ex viola Savic, viene schierato l’esperto centrale Marko Simic, da due anni in forza agli uzbeki del Pakhtakor Tashkent. Lungo l’esterno destro c’è grande abbondanza. In assenza del già citato Marusic e di Marko Vesovic, laterale del Legia Varsavia, si muove l’interessante Filip Stojkovic, classe 1993, reduce dalla cavalcata europea con la Stella Rossa Belgrado. Dall’altra parte, Zarko Tomasevic, centrale dell’Oostende, viene preferito in adattamento a Risto Rudunovic, mancino naturale dell’Astra Giurgiu.
A protezione della linea difensiva, una folta batteria di centrocampisti viene schierata con il compito di creare densità in fase di non possesso e, eventualmente, di ripartire in fase di transizione. Scekic (Partizan Belgrado) e Vukcevic (Levante) vengono schierati davanti alla difesa, con il principale scopo di rompere il gioco dell’avversario. Lungo gli esterni, grande sacrificio viene richiesto a due giocatori con spiccate doti offensive: Aleksandar Boljevic, 22enne in forza al Waasland-Beveren, e Vladimir Jovovic, 23enne mancino dello Jablonec, hanno adempiuto con grande impegno a un doppio compito per nulla scontato. Infine, con Fatos Beqiraj, elemento più esperto e carismatico a disposizione nella rosa e attualmente in forza al KV Mechelen, lasciato inizialmente in panchina, il ruolo di centravanti viene affidato al promettente Stefan Mugosa che, dopo diverse stagioni tra seconda divisione tedesca e massimo campionato moldavo, si è re-inventato bomber nella K League coreana con la maglia dell’Incheon United (13 gol in 24 presenze stagionali): la generosa prova del 26enne attaccante è stata macchiata da una doppia ammonizione, che lo costringerà a saltare il prossimo turno.

Anche in virtù di una prova poco precisa degli elementi romeni negli ultimi trenta metri, la selezione montenegrina è riuscita a mantenere la porta inviolata, permettendo così di rilanciare le proprie ambizioni nel complicato gruppo 4 di Nations League, che vede anche l’impegno di Lituania e Serbia (a proposito: vittoria dei serbi nella trasferta lituana grazie al calcio di rigore di Dusan Tadic). Parziale delusione per la selezione romena, da cui ci si aspettava soprattutto maggior efficacia sotto porta: del resto, il reparto offensivo a disposizione del CT Cosmin Contra è di assoluto rispetto, potendo contare sia sul talento di Stanciu e Chipciu, entrambi in forza allo Sparta Praga, che sulla scaltrezza di Keseru, bomber del Ludogorets.

Nelle altre partite della serata, l’Albania di Panucci raccoglie un prezioso successo nella delicata sfida contro Israele, grazie alla rete di Taulant Xhaka, centrocampista del Basilea nonché fratello del più noto Granit. L’allenatore italiano ha scombinato le carte nel reparto offensivo: oltre al pescarese Memushaj, Panucci ha fatto esordire il potente Sindrit Guri da centravanti, nonostante un inizio di stagione poco promettente con la maglia dell’Oostende, e il mancino Enis Gavazaj, 23enne del neopromosso club russo dello Yenisey, oltre ad aver rilanciato l’esperto laterale Jahmir Hyka, che ha dato nuova linfa alla propria carriera grazie a un trasferimento in MLS per giocare con la maglia degli San Jose Earthquakes. Buon risultato anche per la nazionale kosovara, che blocca sullo 0-0 l’Azerbaijan nella complicata trasferta di Baku. Le Isole Far Oer legittimano la propria superiorità sulla selezione maltese, realizzando tre reti in una sfida mai veramente in discussione: la selezione allenata dal CT Olsen potrebbe essere la sorpresa della quarta divisione di questa Nations League. Infine, lampanti conferme dalla sfida del Senol Gunes Stadium di Trebisonda: continuano le difficoltà di Mircea Lucescu sulla panchina della nazionale turca, mentre il generale Cherchesov prosegue nel consolidamento del coriaceo atteggiamento tattico che ha garantito i successi nell’ultima Coppa del Mondo casalinga. Dzyuba e Cheryshev, per lungo tempo esclusi dai progetti del tecnico russo, continuano a trascinare la selezione est-europea a suon di reti (1-2 nella trasferta turca).

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