Il Nomme Kalju: la squadra meno battuta del mondo

Quando è ormai trascorso poco più di un mese dall’inizio di gran parte dei campionati europei, possiamo già tirare le prime somme.
In particolar modo, il nostro focus odierno si concentra su quelle squadre che comandano la classifica del proprio campionato senza aver ancora subito alcuna sconfitta. Questo gruppetto è formato sia da club abituati a raggiungere tale obbiettivo a questo punto del torneo, come Juventus, PSG, RB Salisburgo, Stella Rossa, Maribor, Zenit e, recentemente, Young Boys, sia da società nuove a questo traguardo, come gli Hearts (Scozia), il KF Feronikeli (Kosovo) e, perché no, anche il Liverpool di Jurgen Klopp.
È chiaro però che si tratta ancora di dati preliminari: le capo-classifica precedentemente citate rientrano in competizioni europee che non seguono l’anno solare e, per questo, ancora agli albori del proprio percorso.

Esiste, tuttavia, una squadra che non solo può condividere questo primato con società dal blasone decisamente superiore, ma che è anche riuscita a mantenere l’imbattibilità (ancora in atto) per quasi la totalità del proprio torneo: il Nomme Kalju.

La società estone comanda infatti la classifica della Meistriliiga 2018 con 73 punti, frutto di ventidue vittorie, sette pareggi e nessuna sconfitta. Numeri da capogiro, considerando che il massimo campionato estone volge alla trentesima giornata, a circa due mesi dal termine. Abbiamo imparato a conoscere il Nomme Kalju nel corso dei preliminari europei estivi. Anche in questa stagione, il Kalju ha potuto partecipare al primo turno preliminare di Europa League, riuscendo anche a cogliere una prestigiosa vittoria nella sfida d’andata contro lo Stjarnan (1-0), per poi rovinosamente capitolare nella sfida di ritorno in Islanda (3-0). Del resto, il calcio estone, parallelamente a quello lettone, fatica non poco a inserirsi in un contesto europeo competitivo e, ormai da diverse stagioni, tende fortemente verso il fondo della classifica per federazioni UEFA. Ciò in forte contrapposizione, per esempio, a quanto accade in Lituania dove, grazie a investimenti strutturali e alla liberalizzazione del numero di stranieri tesserabili, si è raggiunto un certo livello di appetibilità e risultati in campo europeo.

In ogni caso, quello del Nomme Kalju è un percorso che non può essere ignorato, anche in un contesto non particolarmente competitivo. La Federazione estone ha un’opinione più restrittiva nell’ambito degli extracomunitari tesserabili e schierabili in campo dalle diverse formazioni. Tuttavia, è veramente difficile trovare delle fonti comprensibili e affidabili riguardo la precisa regolamentazione. Secondo quanto è stato possibile raccogliere, in Meistriliiga dovrebbe essere consentito registrare fino a quattro extracomunitari. Inoltre, una squadra può schierare al massimo tre giocatori extracomunitari contemporaneamente in campo. In ogni caso, saremo assolutamente felici di essere corretti nel caso in cui fossimo in errore.

Dove nasce il successo del Nomme Kalju? In primo luogo, dall’assetto societario. Kuno Theva, imprenditore e proprietario di vari nightclub, è riuscito in quindici anni a portare il club dalla quinta divisione al vertice della piramide calcistica nazionale, grazie al giusto mix di investimenti liquidi, accordi di sponsorizzazione e cessioni remunerative. In secondo luogo, dalla guida tecnica. Sergey Frantsev, esperto allenatore russo, con un passato come assistente per Lokomotiv Mosca, Rostov e Rubin Kazan, è in carica da ormai tre stagioni sulla panchina del Kalju. Dopo le prime due annate terminate al terzo posto in classifica, Frantsev è riuscito a creare un gruppo adeguatamente valido per poter ambire alla vittoria del titolo, anche grazie a una sessione di mercato, quella dell’inverno del 2017, particolarmente vincente, che ha permesso di mettere le basi dell’attuale gruppo.

Nonostante infatti la cessione di elementi importanti, come il mediano russo Valikaev (volato in massima divisione cipriota), l’esterno brasiliano Carlos Geovane, ceduto addirittura in Libia, e il centrocampista della nazionale estone Dmitrijev, acquistato dal FC Lathi in Finlandia, sono arrivati in rosa profili assolutamente determinanti per il livello medio locale. In primo luogo, il 28enne centravanti brasiliano Liliu, arrivato a titolo gratuito dai maltesi dello Gzira United. Liliu è un autentico globetrotter del pallone: ha giocato in Brasile, Cipro, Belgio, Israele, Malta ed Estonia, realizzando in totale più di ottanta reti. La sua seconda stagione in massima divisione estone si è rivelata un autentico successo: 27 reti e 12 assist in 23 partite giocate. Assoluto dominatore dell’area di rigore.
In secondo luogo, il rafforzamento della linea difensiva con gli arrivi del centrale brasiliano William Gustavo, tesserato a parametro zero dall’Academica Coimbra, e del terzino ucraino Markovych, arrivato in prestito biennale dal Karpaty Lviv. Infine, l’aumento di qualità tecnica nella porzione centrale del campo, già occupata dal francese Mbu Alidor (vivaio LOSC) e dal nostro connazionale Maximiliano Uggè, di cui parleremo in seguito, grazie al tesseramento del centrocampista croato Marko Brtan, ex HNK Gorica, autore di sei reti decisive in questo campionato. La forza straniera si è rivelata fondamentale nel successo del club della capitale, in quanto il corposo gruppo di calciatori estoni in rosa non è di primissimo livello: solamente l’esperto portiere Londak supera infatti le dieci presenze in nazionale maggiore. In questo contesto, occorre precisare come gran parte degli elementi nel giro della nazionale estone (maggiore o giovanile) ancora impegnati in Meistriliiga sia tesserato per altre formazioni locali, come il Flora o il Levadia Tallinn.

Per concludere questo breve approfondimento, occorre ricordare un ulteriore motivo per cui il Nomme Kalju ci risulta familiare. Il club estone ha ospitato infatti diversi calciatori italiani nel corso delle recenti stagioni. L’unico italiano attualmente tesserato rimane, come detto, il 27enne centrale Maximiliano Uggè, cresciuto nel vivaio dell’Inter e con all’attivo due presenze nella nazionale Under 20. Dopo un’esperienza triennale con la maglia del Suduva in Lituania, nel 2016 si è trasferito proprio presso il club estone, a livello del quale attualmente occupa la posizione di vice-capitano. Anche per lui, numeri da capogiro in questa fortunata stagione: sei reti e quattro assist, non male per un calciatore dalle attitudini difensive. Nel corso della passate annate, tuttavia, sono transitati per il club anche altri nostri connazionali: il più noto è il laterale mancino Damiano Quinteri, rimasto in rosa dal 2012 al 2017, autentica icona della società estone con oltre cento presenze all’attivo. Un altro esempio riguarda il difensore italo-brasiliano Giovani Albani, ex Pro Patria, che ha giocato per il Kalju nella stagione 2010. Infine, precursore fu un altro italo-brasiliano, il mancino Murilo Macari che, dopo aver trascorso un periodo tra le giovanili della Reggina, decise di volare in Estonia nel lontano 2009.

Classifica alla mano, solo la matematica non consente ancora al Nomme Kalju di poter festeggiare in anticipo la vittoria del titolo nazionale, che manca in bacheca da ben sei stagioni. Il Flora Tallinn, campione in carica, dista infatti sette punti e sembra non aver ancora mollato la presa. In ogni caso, i dati giocano tutti a favore dell’attuale capolista: riuscirà il Nomme Kalju a mantenere l’imbattibilità fino al termine della stagione?

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