Il nuovo CSKA Mosca dei giovani

Nonostante la netta sconfitta contro la Roma (3-0), quello del CSKA Mosca resta uno dei più interessanti e coraggiosi progetti di questa stagione.

La parola chiave è una sola: gioventù.
Il club moscovita si è ritrovato in estate con il gravoso problema di rinnovare la squadra. Il trio difensivo delle meraviglie, formato da Ignashevich e i gemelli Berezutski, ha dovuto infatti alzare bandiera bianca dopo quasi vent’anni di onorato servizio. Sull’onda emotiva di tale addio, la dirigenza rossoblù decide che è il caso di dare un taglio ancor più netto con il passato. Vengono dunque lasciati partire altri due elementi dalla grande esperienza come Pontus Wernbloom e Bibras Natcho, entrambi alla soglia dei trent’anni. Per finanziare quello che sarebbe stato un mercato voluminoso, soprattutto dal punto di vista quantitativo, viene presa la dolorosa decisione di cedere sia Aleksandr Golovin, stella del club e della nazionale russa, che Vitinho, attaccante brasiliano, reduce da una buona stagione. Dalle due vendite, il CSKA Mosca ricava oltre quaranta milioni di euro.

A questo punto, i fondi per rinforzare la rosa sarebbero indubbiamente disponibili. Tuttavia, come anticipato, la società decide di investire in un progetto a lungo termine, con lo scopo di costruire una rosa dall’età media molto bassa. Gli unici acquisti con discreta esperienza internazionale sono rappresentati da due vecchie conoscenze del calcio italiano: Hordur Magnusson, difensore centrale islandese, cresciuto nella Juventus, e Abel Hernandez, arrivato a titolo gratuito dall’Hull City, che molti ricorderanno per i suoi trascorsi a Palermo. Entrambi, tuttavia, non si possono certo definire come “usato sicuro”, essendo alla prima vera esperienza ad altissimo livello internazionale. Molto più stimolante è la restante parte del mercato estivo del club moscovita. I due maggiori impegni economici presi dal CSKA si sono dimostrati nei confronti di due giovanissimi talenti. Il primo è quello di Arnon Sigurdsson, tuttocampista di 19 anni, arrivato dal Norrkoping. Nella scelta del giovanissimo islandese si è rivelato decisivo il sorprendente rendimento nell’ultima Allsvenskan, impreziosito da tre reti e tre assist e da una straordinaria capacità di occupare ogni posizione della mediana. Il secondo, invece, è Ivan Oblyakov, uno dei prospetti di maggior avvenire dell’intero panorama calcistico locale. Trequartista naturale, che all’occorrenza può occupare il ruolo di interno, Oblyakov ha trovato valorizzazione nell’Ufa FC, club con cui ha raggiunto e disputato i preliminari di Europa League, segnando anche una rete contro il Progres Niederkorn. Il suo rendimento è stato soprattutto importante con la maglia dell’Under 21, nella quale è riuscito già a realizzare sei reti in quindici presenze, non sufficienti tuttavia per consentire la qualificazione nel prossimo torneo continentale di categoria.
Entrambi i ragazzi sono costati quattro milioni di euro.

In realtà, gli elementi con maggior impatto nella stagione in corso sono costati la bellezza di…zero euro. Il profilo che viene maggiormente tenuto sotto osservazione dagli scout europei è quello di Fedor Chalov. Tecnico e dinamico centravanti di appena 20 anni, Chalov è alla terza stagione da professionista, dopo essere stato cresciuto nel vivaio dello stesso club rossoblù. Reduce da due stagioni soddisfacenti dal punto di vista realizzativo, pur essendo sempre stato considerato come un rincalzo, Chalov ha approcciato come meglio avrebbe potuto alla sua prima stagione da protagonista, a seguito delle cessioni di Ahmed Musa e, per l’appunto, Vitinho. Il giovanissimo attaccante è l’attuale miglior cannoniere della squadra, grazie alle otto reti in campionato e alla preziosa marcatura nella prima trasferta di Champions League, pareggiata in extremis sul campo del Viktoria Plzen. Proprio in quella serata è emersa la qualità e personalità del principale compagno di reparto dell’attaccante russo: Nikola Vlasic. La bellezza del giovane attaccante croato (classe 1997) è da identificare nelle sue caratteristiche tecniche, essendo ugualmente in grado di occupare tutti i ruoli della trequarti offensiva. Sostanzialmente ambidestro, Vlasic ha già all’attivo ben centocinquanta presenze da professionista tra Hajduk Spalato, club in cui è cresciuto, Everton e CSKA Mosca. Proprio il club inglese ha deciso di investire nelle sue potenzialità nel corso della precedente estate, versando nelle casse della società croata ben dieci milioni di euro. Dopo una prima esperienza sfortunata in terra britannica, i Toffees decidono di farlo maturare in prestito altrove, nella speranza che possa aumentare il proprio tenore offensivo con maggior serenità. La scelta del CSKA Mosca si rivela, fino a questo momento, particolarmente azzeccata: Vlasic scende in campo con regolarità e, soprattutto, si rivela determinante per le sorti della propria squadra. E’ sua, infatti, la rete del clamoroso successo casalingo sul Real Madrid, che permette ancor oggi al CSKA Mosca di rimanere a galla nel proprio girone europeo.

Questi rappresentano i principali talenti che, fino a questo momento, si sono messi in mostra con il CSKA Mosca, ma non rappresentato certo gli unici. Estremamente intrigante è stato l’investimento nei confronti di Takuma Nishimura, altro profilo offensivo di grande tecnica e velocità, acquistato per poco più di un milione di euro dal Vegalta Sendai. Il giovane giapponese è reduce da un’importante stagione sotto il profilo realizzativo in J1 League, impreziosita da undici reti. Il giovane giapponese, classe 1996, deve ancora tuttavia ambientarsi nel diverso e distante contesto russo.
Interessante anche il percorso di crescita intrapreso da Ilzat Akhmetov, brevilineo centrocampista di vent’anni, originario del Kirghizistan. Il ragazzo, nato nel Capodanno del 1997, è cresciuto come centrocampista offensivo, ma sta pian piano arretrando il proprio raggio d’azione e aumentando le proprie conoscenze difensive, come emerso anche dalla sfida contro la Roma.
Infine, oltre a Magnusson, la linea difensiva viene completata da Nikita Chernov, cresciuto nel vivaio del club, e Rodrigo Becao, arrivato in prestito con diritto di riscatto dal EC Bahia: entrambi ventiduenni, sono appena all’inizio della propria carriera professionistica, ma hanno tutte le carte in regola per poter trovare affermazione a questo livello.

L’uomo destinato ad accompagare la crescita di questi ragazzi è il bielorusso Viktor Goncharenko, tecnico che di precocità ne sa qualcosa: dieci anni fa si è affermato come
il più giovane allenatore ad aver guidato una squadra in una fase finale di UEFA Champions League, a soli 31 anni, quando guidava il BATE Borisov (record poi superato da Nagelsmann). Tecnico particolarmente affezionato alla difesa a tre, ha saputo amalgamare al meglio un gruppo giovane e completamente rinnovato: oltre al buon percorso europeo, il CSKA Mosca si ritrova oggi al secondo posto della Russian Premier League, nonostante un’età media della formazione titolare di appena ventitrè anni.
Considerando come molti di questi ragazzi siano alla prima esperienza da professionista e come il rendimento sia già di assoluto rispetto, dove può arrivare questa squadra?

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