Il Red Bull Salisburgo è prigioniero della propria filosofia

Il RB Salisburgo è prigioniero della propria filosofia.

Quella che sarebbe stata la formazione più giovane della prossima Champions League esce dal torneo nel modo più ingenuo in assoluto, sottovalutando il raggiungimento di un obbiettivo, quello dell’agognata qualificazione alla fase a gironi, tanto alla portata quanto labile in una competizione molto diversa dalla prima e seconda divisione austriaca.

Questo perchè oggi in campo nella formazione austriaca c’erano due ragazzi (Wolf e Daka) che fino a quattro mesi prima giocavano nel secondo livello nazionale, oltre ad Haidara, Samassekou, Pongracic e Schlager, tutti al di sotto dei 22 anni, ma con responsabilità ben superiori.

La squadra di Rose esprime un calcio delizioso, rivolto esclusivamente alla ricerca della verticalità, probabilmente non ancora efficace così come quello espresso nella seconda metà della scorsa stagione ma comunque sufficiente per arrivare al doppio vantaggio all’inizio della ripresa, senza subire praticamente alcunchè.

Il punto è questo: nel RB Salisburgo si ricomincia da zero ogni anno. Valon Berisha, assoluto leader tecnico e carismatico negli ultimi anni, è stato sostituito con un promettente diciannovenne (Wolf) che, con tutta probabilità, non poteva immaginare quanto rapido fosse necessario agire in campo internazionale, soprattutto in fase di scarico e possibile ripartenza.
Caleta-Car, meraviglioso centrale difensivo, colonna della linea difensiva della scorsa annata, è stato rimpiazzato con il potente Pongracic, ancora tuttavia da sgrezzare, soprattutto in fase di costruzione. Allo stesso modo, in assenza del coreano Hwang e dell’infortunato Guldbransen, il talentuoso centravanti Patson Daka vive ancora nei tempi di reazione e nelle modalità di giocata per emergere nella 2.Liga, quando in Champions League servirebbe più velocitá e meno prevedibilità allo stesso tempo.

Ma la vera sorpresa è che va bene così. In questi ragazzi questa sfortunata serata rimarrà scolpita nella mente e nella memoria fisica, per cominciare a migliorare fin da subito, a partire dal prossimo girone di Europa League, da vivere da protagonisti.
E il prossimo anno, o quello dopo, o magari quello dopo ancora ci potranno riprovare, perchè tanto saranno ancora lì, grazie a un progetto autosufficiente e immortale, magari raggiungendo finalmente il successo.

L’eliminazione non è ingiusta: è meritata. Se banalmente offri all’avversario, pur mediocre come quello di questa sera, le occasioni per poter colpire in un contesto come quello della Champions League, allora non sei ancora pronto.
Solo il RB Salisburgo può eliminare il RB Salisburgo.

Complimenti alla Stella Rossa, concreta quando doveva esserlo. La partenza di Radonjic, direzione Marsiglia, renderà la formazione serba ancor più materasso dell’imminente sorteggio (domani alle 18), ma l’obbiettivo si può definire già di per sè raggiunto.

Nelle altre due partite, il PSV legittima la propria superiorità sul BATE (3-0) e il Benfica raggiunge il perfetto equilibrio tra fluidità di manovra e concretezza, sbancando il Toumba di Salonicco in rimonta (1-4).

La Champions League è completa. Ora sorteggi e ultimo atto dei preliminari di Europa League.

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