Il VV Sint-Truiden

Il campionato belga è fra i nostri preferiti, soprattutto per merito del liberismo regolamentativo che consente alle varie società di essere appettibili per i più giovani, a prescindere dalla propria nazionalità.
Abbiamo già parlato di KAS Eupen (di proprietà dell’Aspire Academy), Cercle Brugge (di proprietà dell’AS Monaco) e di Genk, attuale capolista del torneo: oggi, ci concentriamo sul VV Sint-Truiden, club dell’omonima cittadina, poco distante dal confine franco-olandese.
In particolar modo, ci concentreremo sul rapporto di questa società con il Giappone.

Questo perchè il Sint-Truiden, da un anno a questa parte, è di proprietà della DMM.com, società nipponica di e-commerce e video on demand. Nello scorso Novembre, infatti, l’azienda giapponese ha rilevato la totalità delle quote del club dal discusso Roland Duchatelet, businessman multiproprietario di società calcistiche (attualmente detiene la maggioranza delle quote di Carl Zeiss Jena, Alcorcon, Ujpest e Charlton Atheltic), particolarmente odiato soprattutto dai tifosi inglesi. La DMM.com ha avuto una rapida escalation nel piccolo club belga: dopo aver acquisito il 20% delle quote nel Giugno del 2017, ha atteso solamente cinque mesi per rilevare l’intera proprietà e iniziare un nuovo e ambizioso progetto.

Considerando le cifre che abitualmente girano nel mercato belga, la società giapponese ha fin da subito imposto una linea d’investimento considerevole e diversificata. Da un lato, è stata delineata una ricerca di talenti in linea con le caratteristiche del campionato: ragazzi giovani, con caratteristiche fisiche importanti, meglio se d’origine francofona.
L’acquisto più rilevante è stato quello del centravanti sierraleonese Mohamed Buya Turay, classe 1995, prelevato per quasi due milioni di euro dagli svedesi dal Dalkurd. In realtà, il veloce e massiccio attaccante ha finora faticato ad abituarsi al superiore livello tecnico della Pro League belga, siglando solamente una rete. Il potenzialmento della rosa ha richiesto un ampio lavoro di scouting, coinvolgendo trattative in quattro continenti diversi: il terzino Thallyson è arrivato dai brasiliani del Vitoria, il mediamo Sankhon dai guineani dell’Horoya, vari profili, fra cui l’ex difensore juventino Pol Garcia Tena, dal continente europeo e, come vedremo, quattro elementi dal Giappone.

Sì, perché l’altro filone d’investimento della nuova proprietà ha riguardato un’intensa collaborazione con la madrepatria, nella volontà di valorizzare diversi talenti giapponesi. Il primo acquisto dal Sol Levante, formalizzato nello scorso Gennaio, si è rivelato il giovanissimo Takehiro Tomiyasu, centrale difensivo di appena vent’anni. Tomiyasu ha le caratteristiche per imporsi anche nel nostro continente, essendo forte fisicamente e ugualmente abile nel calciare con entrambi i piedi (dunque, potenzialmente, adattabile anche sugli esterni). Nonostante la giovane età e la prima esperienza in un campionato europeo, Tomiyasu ha saputo farsi apprezzare fin da subito, disputando finora tutte le partite stagionali e guadagnandosi così la prima presenza nei Samurai Blue, in occasione della vittoria in amichevole contro Panama di venti giorni fa.
Nell’ambito dell’ultimo mercato estivo, la proprietà ha rimpolpato la rosa di ulteriori tre elementi nipponici. A titolo definitivo sono arrivati Yuta Koike, piccolo e dinamico terzino sinistro di 22 anni, acquistato dalla Ryutsu Keizai University, e soprattutto Wataru Endo, navigato mediano di 24 anni con già 14 presenze all’attivo in nazionale maggiore, arrivato dagli Urawa Red Diamonds. Se il primo deve ancora trovare la soddisfazione dell’esordio, il secondo è inserito in pianta stabile nei progetti della squadra, riuscendo anche a realizzare due reti in tredici presenze.
Ma è il terzo e ultimo arrivo nipponico dell’estate ad aver garantito al club belga le principali soddisfazioni. Daichi Kamada, fino al Luglio del 2017, si era imposto come uno dei principali prospetti dell’intero panorama giapponese. Seppur in un contesto di gioco molto più lento come quello della J1 League, il giovane trequarista, nato nel 1996, aveva offerti lampi di grande talento, interpretando il ruolo in modo decisamente meno dinamico di quanto solitamente garantiscono i connazionali nella stessa posizione, ma con una tonnellata di pulizia tecnica e precisione di tocco in più. La sua capacità di ricevere palla negli spazi, rientrare sul piede destro e illuminare la manovra lo collocano nel mezzo tra Shinji Kagawa e Suso: più vicino al primo per propensione di gioco, più affine al secondo per movenze atletiche.
Come spesso accade, quando un ragazzo interessante s’impone nel campionato giapponese sono i tedeschi ad accorgersene per primi. Kamada si trasferisce così per circa due milioni di euro all’Eintracht Francoforte, con la speranza di emulare molti dei suoi compagni volati in terra tedesca e conquistare la chiamata per la Coppa del Mondo. Purtroppo, l’ambientamento a Francoforte è più difficile del previsto: il giovane trequarista raccoglie solamente quattro presenze con il club tedesco, tutte nella primissima parte di stagione. Complice anche qualche acciacco, la stagione di Kamada finisce a Dicembre, non venendo più convocato per alcuna partita ufficiale.
Da qui arriva l’occasione di mercato per il Sint-Truiden, che non esita ad accogliere il giovane talento in prestito annuale. Il trasferimento, formalizzato nell’ultimo giorno di mercato estivo, è una manna dal cielo per tutti: per il ragazzo, che trova un contesto più tranquillo e affine alla propria cultura per iniziare un graduale accomodamento al calcio europeo, per l’Eintracht, che non perde le potenzialità dell’investimento, e per il Sint-Truiden, che aumenta pesantemente il tasso tecnico disponibile in rosa.
L’affare si rivela un autentico successo: arrivato già a campionato in corso, Kamada entra subito tra i favoritismi del tecnicio Brys, che lo colloca nella porzione di campo prediletta, nel centro-sinistra della manovra offensiva. Il calciatore giapponese è l’autentica arma in più del club gialloblù: in otto presenze, Kamada ha avuto il merito di realizzare ben sei reti, di cui memorabile rimane quella d’esordio, arrivata dopo una splendida sequenza di dribbling e una botta sotto l’incrocio, che ha valso poi la vittoria sul campo del Gent.
Differentemente da quanto visto in Giappone, Kamada si sta imponendo soprattutto come finalizzatore, configurandosi come l’attuale capocannoniere della squadra, nonostante abbia giocato sei partite in meno rispetto ai compagni. Le sue reti stanno valendo il momentaneo sesto posto in classifica per il Sint-Truiden: in caso di conferma, ciò significherebbe accesso alla “Poule Scudetto” del campionato, con la concreta possibilità di piazzamento europeo.

Il campionato belga offre straordinarie possibilità d’investimento, sia in termini di club, grazie alla mancanza d’impedimenti nei confronti degli extracomunitari, sia, come diretta conseguenza, per l’elevata presenza di giovani talenti che sfruttano l’equilibrio tra competitività e livello tecnico per fare le prime esperienze in ambito professionistico europeo.
Il fatto che non sia un mercato particolarmente battuto dai nostri club, salvo qualche eccezione (Marusic-Lazio, Castagne-Atalanta, Colley-Sampdoria), non rappresenta certo una novità.

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