Juventus – Malmoe: Analisi tattica

Juventus – Malmoe è passata: con fatica ma è passata. Tevez e compagni l’hanno portata a casa con un 2-0 che, a sentire i commenti post-partita ha convinto quasi tutti. Tranne noi, ovviamente, che la partita l’abbiamo guardata molto da tifosi (ebbene sì), ma anche un pochino da tattici, altrimenti non saremmo Calcio da Dietro.

Circa al trentesimo del primo tempo, Massimo Mauro, ahinoi commentatore tecnico della partita su Sky, ci ha spiegato perché la Juve avesse fino ad allora faticato a creare occasioni da gol. Rievocare il virgolettato, perdonateci, è impossibile, ma il succo del discorso attribuiva l’impotenza offensiva dei bianconeri al fatto che fossero costretti ad affrontare una difesa molto bassa con 7 giocatori schierati, a differenza di quello che succede in Italia. E qui è si è accesa la lampadina. Tralasciando il fatto che una difesa a 7 non vediamo come possa saltar fuori da un 5-3-2 (uno dei centrocampisti va al bar e lascia tutto in mano agli altri?), il problema di fondo era esattamente quello: il Malmoe non stava giocando con una difesa schiacciata sull’area di rigore come fanno le squadre italiane.

Il gioco offensivo della Juve di Conte, strutturalmente mantenuto da Allegri, è basato su un giropalla a ritmo blando attorno all’area avversaria, dove solitamente era arrocata la classica difesa a 6 o a 8 che ormai tutte le squadre adottano (forse Mauro ha fatto una media e ha detto 7, toh). Prima o poi gli avversari sbagliano a scalare, lasciano uno spazio e i bianconeri vanno dentro con un’imbucata. Per questo gli esterni devono sempre essere altissimi, per dare ampiezza al giropalla e costringere i terzini ad affrontare un 2 contro 1. Se non c’è il raddoppio, prendiamo in mezzo il povero difensore e andiamo dentro. Llorente fa da fulcro tenendo impegnati i centrali, Tevez gioca da trequartista, inventa e si butta dentro, il regista fa da vertice basso a tutta questa manovra, facendo transitare il pallone da una parte all’altra.

Quello che cercavamo di spiegare. In grigio i movimenti della palla, in nero quelli degli uomini.
Quello che cercavamo di spiegare. In grigio i movimenti della palla, in nero quelli degli uomini. Abbiamo usato la formazione tipo, contro il Malmoe abbiampo visto Evra-Asamoah-Marchisio-Pogba-Lichtsteiner a centrocampo.

Per tutto il primo tempo il Malmoe è riuscito a tenere la linea difensiva piuttosto alta, costringendo la Juve a attuare le sue manovre con spazi molto più ridotti. Marchisio è stato marcato da Rosenberg, rendendo impossibile girare il pallone con passaggi sicuri, tanto che spesso abbiamo visto Pogba (e qualche volta Asamoah) tentare il cambio gioco senza passare dal regista: palloni alti, lenti e orizzontali. La migliore occasione degli svedesi è appunto nata da uno di questi lanci di Pogba intercettato, via il pallone a Rosenberg, Chiellini in ritardo perché si stava aprendo, una prateria tra centrocampo e difesa, cross, Lichtsteiner in ovvio ritardo su Eriksson che per fortuna calcia in bocca a Buffon in uscita.

Nella ripresa la differenza è palese: il Malmoe, in debito d’ossigeno, non riesce più a stare alto e si appiattisce a limite dell’area. Mentre Mauro implora per un “dribblomane“, la tattica fa il suo lavoro: subito occasione per Lichtsteiner, nata col solito meccanismo, grazie al posizionamento a dir poco approssimativo del centrocampo svedese. Il gol di Tevez arriva nello stesso modo: Adu ed Eriksson si schiacciano troppo a sinistra per coprire il treno svizzero e Pogba, Halsti esce coi tempi sbagliati, temendo un inserimento di Tevez che deve ancora arrivare, Johansson è costretto ad accentrarsi a coprire, ma Tinnerholm non può stringere perché deve tenere Evra e Forsberg non c’è, perché sta tappando il buco lasciato da Adu. Risultato: voragine tra il centrale e il terzino, Asamoah si butta dentro, Tevez brucia Halsti, raccoglie l’assist e segna dopo 5 anni in Champions.

Anche tutte le altre occasioni arrivano così, la Juve può andare dentro più o meno sempre, perché se si trovano a difendere al limite dell’area, gli svedesi tatticamente hanno limiti tremendi, come avevamo già scritto.

La Juve la porta a casa, ma il Malmoe ha indicato la via ad Olympiakos e Atletico Madrid, squadre molto superiori tatticamente e fisicamente ai limitati svedesi, che sicuramente sapranno individuare il percorso da seguire per mettere in difficoltà il gioco offensivo dei bianconeri. Superfluo dire che attaccando come ha sempre attaccato finora, la Juventus concederà molte opportunità di contropiede agli avversari. E questi davanti non hanno l’imbarazzante Kiese Thelin. Allegri, uomo avvisato, mezzo salvato, non fare la fine di Conte l’anno scorso.

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