Juventus-Real Madrid: commento a caldo.

Partiamo da una considerazione fondamentale: il Real ha vinto facendo la partita che di solito fa la Juve.
Il futuro Puskas Award confezionato da CR7 abbellisce sicuramente quella che domani sarà impacchettata come una prestazione stellare dei blancos dalla nostra stampa. 3 a 0 all’Allianz dove la Juve ha preso un solo gol nel 2018 bla bla bla
Eppure prima della follia in negativo di Chiellini, e della follia in positivo di Ronaldo, le indicazioni che dava il gioco erano diverse. La Juve, con un lavoro tattico encomiabile nelle posture e nelle direzioni di corsa, aveva tagliato le trasmissioni verso il centro del campo durante la costruzione bassa del Real. Di fatto i blancos non sono mai usciti a gratis dalla loro metà campo: o facevano i numeri o era davvero dura. I problemi ci sono stati piuttosto in fase di possesso e non a livello tattico, perché occupazione ed attacco degli spazi soprattutto sono stati sicuramente ben eseguiti per le caratteristiche degli avanti (Sandro non è un attaccante e quel taglio mancato sul primo palo sul cross di Costa grida vendetta). Il problema è stato fondamentalmente tecnico, perché Costa e soprattutto Dybala (i due che hanno avuto maggiormente palle aperte in zona centrale a disposizione) hanno sbagliato diversi appoggi e controlli. Sono diventati scarsi? No, è il ritmo che era troppo alto per loro. Intensità e qualità tecnica sono inversamente proporzionali, se si va veloce è molto più difficile essere precisi. Il Real è più abituato a certi ritmi e questo si vede quando arriva davanti, come sul terzo gol. La Juve invece, anche in Europa quest’anno, ha giocato sempre più partite di quelle sue, dove in 20 minuti va nell’altra metà campo, fa due gol e poi dietro e temporeggiamento vario a centrocampo. I ritmi alti, se la qualità tecnica c’è, sono più questione di abitudine che altro. Nelle scorse cavalcate, c’era sempre stata quella partita più facile dove alzare davvero l’asticella (Dortmund, Monaco), mentre col Barcellona era servito un altro tipo di partita e nessuno si era lamentato. Oggi la Juve l’ha fatta il Real, che ha temporeggiato, si è messo al limite dell’area spesso e ha spezzato il ritmo delle azioni con falli dal grande peso specifico, contribuendo alla difficoltà della Juve ad abituarsi alle richieste della partita.

✓Dybala: quanta pressione avete, voi mondo del calciocin generale, voluta mettere su sto ragazzo che se non sta esultando dopo un gol pare sempre che giochi per forza, senza divertirsi?
✓Barzagli: siamo sicuri che Rugani sia più dannoso di questa versione pesantissima del centralone toscano?
✓Allegri: perché non leggi calcio da dietro che è mesi che ti diciamo di curare di più la fase di possesso? (Questa è l’unica parte non seria del post, sia chiaro).

PS de l’una: uno dei concetti del post è andato sotto traccia perché ho dimenticato di ribadirlo alla fine. Domani leggerete l’elogio del Real ovunque. Ripeto, il Real tatticamente ha fatto un tipo di partita che normalmente critichiamo tutti alla Juve. Ha vinto perché globalmente ha una squadra tecnicamente più abituata e più dotata, nonostante dal punto di vista tattico, per movimenti di pressing, posizionamento in campo e mobilità, la Juve si fosse fatta preferire fino al raddoppio. La battuta finale vuole battere sul tasto dell’abitudine. Una Juve più abituata a tenere il ritmo alto e a combinare palla a terra per andare dentro l’area avrebbe prodotto sicuramente di più di quanto fatto oggi nonostante il contesto tattico favorevole.

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