La nazionale finlandese

La Finlandia è la miglior selezione dell’attuale Nations League.
Con quattro vittorie consecutive e nessun gol subito, la formazione finlandese è a un passo dalla vittoria del proprio gruppo di terza divisione della competizione: a due partite dal termine, potrebbe essere sufficiente perdere con una sola rete di scarto nella prossima trasferta in Grecia per assicurarsi matematicamente le fasi finali del torneo.

La Finlandia visse il massimo momento di splendore tra il 2005 e il 2008, sotto la guida di Roy Hodgson. Quella squadra poté contare sul canto del cigno della miglior generazione finlandese di sempre, costituita da elementi del calibro di Jari Litmanen, Sami Hyypiä, Mikael Forssell, Petri Pasanen, Mika Väyrynen e Teemu Tainio. Sotto la guida del tecnico inglese, la selezione finlandese arrivò a un passo dalla prima storica qualificazione a un competizione continentale (Euro 2008) e raggiunse la miglior posizione di sempre nel Ranking FIFA (33esimo posto). In seguito, il movimento calcistico locale ebbe grandi difficoltà nel garantire un adeguato cambio generazionale e, dal punto di vista dei risultati, la situazione precipitò. Nel corso delle successive campagne di qualificazione, gli Huuhkajat andarono in contro a un progressivo crollo delle proprie prestazioni, riuscendo a ottenere solamente sporadiche vittorie, spesso contro avversari notevolmente inferiori, e crollando alla posizione 110 del Ranking FIFA, ancor oggi il punto più basso mai toccato.

Alla fine del 2016, dopo l’ennesimo disastroso inizio di percorso verso il successivo torneo mondiale, la federazione finlandese decide di cambiare nuovamente guida tecnica. Dopo le sconfortanti esperienze con Mixu Paatelainen e Hans Backe, la SPL torna alle origini, affidandosi a un selezionatore formato a livello federale e per lungo tempo alla guida della formazione giovanile: Markku Kanerva. Il pensiero comune tra addetti ai lavori e appassionati rimane infatti positivo. Pur non potendo contare sul talento disponibile dieci anni prima, la sensazione è che la squadra avesse finora reso meno di quanto avrebbe potuto. Del resto, la rosa poteva contare comunque su diversi calciatori perfettamente inseriti a livello professionistico, andando a occupare pressoché la totalità dei principali campionati europei e toccando anche il continente americano. Il grande obbiettivo, dunque, era quello di ripristinare una guida tecnica che potesse soprattutto inquadrare tatticamente una squadra già costituita da diverse rilevanti individualità.

Kanerva impone subito un calcio semplice, pragmatico e rivolto all’efficacia. Nel corso del tempo, il tecnico finlandese saprà acquisire la fiducia dei propri giocatori, potendo arrivare così a una situazione in cui, a parità di sistema di gioco, sempre stabile nel classico 4-4-2, la squadra sarà in grado di interpretare diversamente la partita a seconda dell’avversario. Il primo periodo, infatti, è pressoché interlocutorio. Già compromessa la situazione nel proprio girone di qualificazione mondiale, l’obbiettivo di Kanerva è inizialmente quello di riportare la squadra a credere nei propri mezzi. La Finlandia, che prima dell’arrivo di Kanerva non vinceva da tredici partite consecutive (Settembre del 2015), cambia completamente volto. La seconda parte del 2017 è rivolta soprattutto a riacquistare solidità difensiva e continuità di risultati e, salvo due prevedibili sconfitte con Turchia e Ucraina, cominciano ad arrivare le prime soddisfazioni. La Finlandia torna a essere una formazione cinica ed estremamente solida, ottenendo risultati importanti contro Austria, Islanda, Kosovo e Croazia, costringendo peraltro quest’ultima ai Playoff mondiali.

Salutati Hetemaj e Moisander per ritiro dalle competizioni internazionali, Kanerva si trova ad affrontare l’anno venturo con il principale obbiettivo di garantire versatilità all’atteggiamento della squadra, finora troppo fossilizzata in fase di copertura. Quali sono i pilastri su cui si sorregge la nuova formazione bianco-blu? Senza dubbio, Lukas Hradecky assume un ruolo preponderante negli equilibri del gruppo. Il 28enne estremo difensore si configura come il calciatore locale che ha raggiunto il punto più avanzato in carriera dell’intera squadra. Portiere di grande fisicità, gioca stabilmente in Bundesliga dal 2015 e, da quest’estate, difende la porta del Bayer Leverkusen.
La linea difensiva a quattro non è particolarmente talentuosa, ma ha raggiunto il giusto grado d’affinità per poter competere contro qualsiasi avversario: come anticipato, la Finlandia non ha subito alcuna rete nell’attuale Nations League e, più in generale, solamente tre marcature in tutto l’anno solare. Ai lati della coriacea coppia centrale, formata da Toivio e Arajuuri, si muovono due laterali dalle spiccate doti atletiche, in grado di poter garantire sufficiente bilanciamento tra le due fasi. Se Jukka Raitala, ambidestro naturale dei Montreal Impact, arriva già da una carriera più che soddisfacente e ricca d’esperienze a livello internazionale, più interessante in prospettiva è il profilo di Jere Uronen, 24enne che occupa stabilmente la corsia di sinistra. Uronen sta mantenendo un elevato livello di prestazione sia in nazionale che, soprattutto, con la maglia del KRC Genk, attuale capolista del campionato belga: non sarebbe sorprendente un suo prossimo trasferimento verso la Bundesliga, campionato particolarmente caro ai calciatori finlandesi.
La linea mediana deve garantire in primo luogo muscolarità ed equilibrio tra le due fasi, soprattutto in porzione centrale. Ecco perché diventa indispensabile contare sulla presenza di Tim Sparv, nuovo capitano della selezione finlandese. La sua è una storia particolare: cresciuto nel Southampton, deve la propria ribalta al calcio scientifico di Matthew Benham, ex scommettitore che, grazie alle proprie vincite, ha potuto realizzare il proprio sogno di diventare proprietario di società calcistiche (Brentford e Mydtjlland), e Rasmus Ankersen, uomo fidato di Benham, autore di un best-seller nel campo della scoperta e valutazione del talento che mostra come il potenziale di un atleta possa non rivelarsi nelle sue performance, a causa di fattori ambientali o semplicemente di cattiva sorte, e per questo diventa necessario stabilire dei parametri che permettano di escludere la prestazione dal processo di valutazione. Sparv venne notato dal duo dirigenziale quando giocava nel Greuter Furth: il fatto particolare è che non spiccava in nessuno degli attributi tipicamente rilevanti per un centrocampista, come tackle o recuperi, ma in caratteristiche meno appariscenti, come capacità di posizionamento e risoluzione anticipata dei problemi. Il mediano finlandese rimane ancor oggi come principale profilo carismatico sia del proprio club (Midtjylland) che della selezione finlandese. Attorno a lui si muovono diversi elementi in rampa di lancio a livello internazionale. Gli esterni giocano un ruolo fondamentale soprattutto in fase di spinta e inserimento. Robin Lod rappresenta il miglior profilo dal punto di vista tecnico: pur essendo cresciuto come centrocampista centrale, viene spesso posizionato lungo l’esterno di destra, aumentando così il tenore muscolare del reparto. Dall’altra parte, Pyry Soiri è l’uomo dei gol importanti. Esterno offensivo d’origine namibiana, viene principalmente ricordato per il gol che ha costretto la Croazia all’ultimo Playoff mondiale, regalando così la qualificazione diretta alla selezione islandese: nell’isola nordica rimane ancor oggi un autentico eroe. Dopo una prima stagione lontano da casa, trascorsa in Bielorussia (Shakthor Soligorsk), attualmente veste la maglia dell’Admira Wacker nel massimo torneo austriaco.
Il reparto offensivo non può prescindere del contributo di Teemu Pukki. Conosciamo bene il profilo del compatto centravanti finlandese: dopo una breve esperienza con la maglia del Celtic, Pukki ha raccolto le principale soddisfazioni in Superligaen danese, realizzando 45 gol in 111 presenze con la maglia del Brondby. Alla soglia dei 28 anni, il combattivo e generoso attaccante ha accettato la corte del Norwich City, trasferendosi così in Championship inglese. Pukki è in autentico stato di grazia con la maglia della nazionale: dei cinque gol segnati dalla Finlandia nell’attuale Nations League, tre prendono la sua firma, fra cui la fondamentale marcatura sul campo dell’Estonia, arrivata in pieno recupero. Al suo fianco, il nome nuovo è quello di Jasse Tuominen. Il 22enne centravanti finlandese è il cosiddetto “uomo ombra”: non particolarmente abile sotto porta (solamente una rete nella sua stagione con il BATE Borisov), il suo apporto si nota soprattutto in fase di costruzione e non possesso, consentendo così al proprio compagno di reparto di agire più verticalmente. Una possibile alternativa è rappresentata da Simon Skrabb, 23enne centravanti del Norrkoping che, al contrario, ha dimostrato una certa capacità di colpire sotto porta, seppur nel modesto campionato svedese: tuttavia, essendo un profilo brevilineo, rappresenta più che altro un’opzione in caso di defezione di Pukki, come peraltro avvenuto nel corso della sfida alla Grecia di ieri sera. Naturalmente, tutto il Paese attende il recupero di Joel Pohjanpalo, di gran lunga l’elemento più talentuoso dell’attacco finlandese: il centravanti del Bayer Leverkusen è da lungo tempo fuori per un problema alla caviglia e tornerà a pieno regime con l’anno nuovo.

Con questi uomini, Kanerva è riuscito a costruire una squadra non solo in grado di contenere e ripartire, ma anche di poter imporre il proprio gioco: emblematiche in questo senso le due recenti vittorie contro Estonia e, soprattutto, Grecia, arrivate dopo due prestazioni assolutamente dominanti. Il trionfo contro la selezione ellenica è il culmine di un’annata incredibilmente positiva, frutto di sette vittorie e un pareggio, interrotta solamente dalla sconfitta in amichevole contro la Romania dello scorso giugno. Con tutta probabilità, vedremo la selezione finlandese non solo raggiungere la promozione in League B, ma anche giocarsi le proprie carte contro le altre vincenti della divisione, per poter raggiungere una storica partecipazione alla competizione continentale. Per il momento, le avversarie prenderebbero il nome di Israele, Bulgaria e Serbia ma, a due giornate dal termine, la situazione è ancora in pieno divenire.

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