La nazionale israeliana

La prima serata di Nations League ha regalato soprattutto una grande prestazione della nazionale israeliana.
La vittoria di Israele contro la Scozia (2-1) è importante per due motivi. In primo luogo, rilancia prepotentemente le ambizioni israeliane, in un girone che, a parità di gare, vede tutte le formazioni appaiate a tre punti (l’Albania completa il gruppo). In secondo luogo, rappresenta la vittoria più prestigiosa dal lontano Novembre del 2016, quando la selezione biancazzurra riuscì a sbancare proprio il campo dell’Albania (0-3).

Israele ha vissuto un lento ma inesorabile declino nell’ultimo decennio. La generazione del 2006-2010 riuscì a sfiorare diverse volte la qualificazione a una competizione internazionale: memorabile, in particolar modo, fu il cammino verso il Mondiale del 2006, quando la selezione di Avraam Grant chiuse da imbattuta senza tuttavia centrare il pass, penalizzata solamente da una peggior differenza reti rispetto alla Svizzera. Quel periodo coincise anche con il miglior piazzamento della nazionale israeliana nel Ranking FIFA, riuscendo a raggiungere il quindicesimo posto.

Quello fu il punto più alto del calcio israeliano moderno. La generazione d’oro, della quale diventa inevitabile ricordare Yossi Benayoun e Tal Ben Haim, andava incontro a un progressivo invecchiamento e le nuove leve non dimostravano di avere qualità sufficiente per mantenere lo status raggiunto. La nazionale israeliana iniziò a peggiorare inesorabilmente le proprie prestazioni, collezionando modesti risultati nei diversi percorsi di qualificazione, fino alla delusione dell’ultimo pre-Mondiale, in cui chiuse al quarto posto dietro Spagna, Italia e Albania.

Esonerato il tecnico Levy e trascorso un lungo periodo interlocutorio, la Federazione israeliana decide in agosto di ripartire da Andreas Herzog come selezionatore della nazionale maggiore. La scelta è coraggiosa ma indicativa del percorso che si vuole intraprendere: il tecnico austriaco è reduce solamente da esperienze giovanili, alla guida delle selezioni Under 21/23 di Austria e Stati Uniti. Tuttavia, proprio la grande esperienza con i giovani è la qualità richiesta dai vertici israeliani, dato il rinnovamento che avrebbe colpito la selezione nei mesi successivi. Quello del tecnico austriaco è un profilo pragmatico. Il suo calcio è fortemente equilibrato, basato su di un 3-5-2 di matrice contiana, spesso caratterizzato da esterni di attitudine prettamente difensiva. Tuttavia, il pensiero tattico di Herzog sembra essere perfettamente idoneo a quelle che sono le caratteristiche della squadra. Il tecnico austriaco può infatti contare su due esterni assolutamente in grado di compiere adeguatamente il duplice compito tattico. Se Eli Dasa, venticinquenne laterale del Maccabi Tel Aviv, garantisce soprattutto equilibrio, essendo particolarmente diligente in fase di ripiegamento, Taleb Tawatha dall’altra parte rappresenta un profilo da prendere assolutamente in considerazione. Pur nascendo come un terzino sinistro, il ventiseienne mancino dimostra grande velocità e imprevedibilità in proiezione offensiva. Nella vittoria contro la Scozia si è imposto come assoluto protagonista: i calciatori scozzesi non hanno potuto adottare alcuna contromisura contro la sua prorompente accelerazione. Tawatha è attualmente un rincalzo dell’Eintracht Francoforte, sebbene sia riuscito a ritagliarsi il proprio spazio sia in Bundesliga che in Europa League, riuscendo anche a collezionare un assist nella vittoria contro la Lazio.
L’asse centrale del campo viene occupato da tre principali leader tecnici e carismatici. In primo luogo, i due mediani Kaval e Natcho. Entrambi non sono nomi nuovi del calcio internazionale: ormai alla soglia dei trent’anni, vengono da quasi un decennio di esperienze d’alto livello europeo, tra Celtic Glasgow, CSKA Mosca e Olympiakos. Bibras Natcho, capitano della nazionale, ha caratteristiche di contenimento. Il suo lavoro davanti alla difesa è di fondamentale importanza per garantire ai proprio compagni offensivi di poter preoccuparsi prettamente della fase d’attacco. Ancor più interessante è il profilo di Biram Kayal che, dopo anni di Scottish Premiership, è riuscito a trovare conferme anche nella competitiva Premier League, tra le file del Brighton. Kayal può occupare indifferentemente la posizione di mezz’ala o di trequartista, a seconda dell’atteggiamento tattico richiesto.
La verticale centrale del campo viene completata da quello che rappresenta l’attuale miglior calciatore del Paese: Munas Dabbur. Conosciamo molto bene il centravanti del RB Salisburgo, rapace negli ultimi quindici metri. Nelle ultime due stagioni con la maglia della società austriaca, Dabbur si è rivelato tra i principali trascinatori del gruppo, grazie a trenta gol in poco più di quaranta presenze complessive. La nazionale israeliana non può che dipendere dalle sue prestazioni, sebbene debba ancora trovare continuità con la maglia del proprio Paese. Se nella sfida alla Scozia è stato Ben Sahar, centravanti dell’Hapoel Beer Sheva, ad affiancare l’attaccante del Salisburgo, in realtà quel posto dovrebbe essere occupato da Eran Zahavi, assoluto crack del calcio israeliano dell’ultimo decennio. Zahavi ha probabilmente raccolto meno di quanto avrebbe meritato in carriera: scaricato frettolosamente dal Palermo in gioventù, si è configurato da totale trascinatore del Maccabi Tel Aviv nelle avventure europee degli ultimi tempi. Da due anni difende i colori del Guangzhou R&F con grande successo: 17 gol in 22 presenze nell’attuale stagione di Chinese Super League.

Per il resto, la squadra si basa principalmente su elementi in forza ai due principale club dello stato, Maccabi Tel Aviv e Hapoel Beer Sheva, salvo qualche altra sporadica rappresentanza “estera”, come Ben Harush, centrale difensivo del Lokeren, o Tomer Hemed, centravanti del QPR. Il gruppo complessivamente non è di primissimo livello, ma ha margine di crescita per poter fare molto meglio di quanto offerto nell’ultimo biennio. La vittoria (e quindi la promozione) nel proprio girone di Nations League resta assolutamente alla portata: fondamentale sarà il prossimo confronto casalingo all’Albania di Panucci, formazione che sembra in grande difficoltà soprattutto nel concludere a rete. Fondamentale, poi, sarà permettere ai ragazzi più giovani nel giro della nazionale maggiore o giovanile, che ben ha figurato nel percorso di qualificazione al prossimo Europeo di categoria, in programma proprio in Italia, di poter aumentare il proprio bagaglio all’estero, dal momento che il campionato israeliano non garantisce in questo momento competitività sufficiente.

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