La nazionale yemenita pronta a un nuovo miracolo

La nazionale yemenita torna a disputare una partita ufficiale a distanza di otto mesi dall’ultima volta.

Gli “Al-Shayateen Al-Homr” si sono radunati nella giornata di ieri a Riyadh per un breve ritiro, in preparazione dell’amichevole internazionale contro l’Arabia Saudita, in programma fra dieci giorni.
Il nuovo CT della selezione yemenita, lo slovacco Jan Kocian, conoscerà per la prima volta il gruppo dei giocatori papabili per una convocazione: ufficializzato il 25 Ottobre dalla Yemen FA, non ha chiaramente potuto viaggiare nel Paese arabo a causa del conflitto bellico.

Occorre ricordare in questo contesto quale sia la situazione calcistica dello Yemen. La guerra civile, in corso dal 2015, ha messo fine a qualsiasi competizione ufficiale e a qualunque possibilità di lavoro per le selezioni nazionali. Alcuni calciatori hanno mantenuto attiva la propria carriera al di fuori del Paese: diversi elementi militano nella Qatar Stars League, il trequartista Aiman Al-Hagri gioca nello Shilong Lajong, club della Indian League, i portieri Mohammed Ebrahim Ayash e Same Mohammed Saleh hanno trovato un contratto in Oman, mentre il giovanissimo Ahmed Al Sarori, attaccante classe 1998, è stato infine tesserato dal Central Sport Club, club brasiliano dello stato di Pernanbuco, iscritto al quarto livello nazionale. Per il resto, la maggior parte dei giocatori hanno deciso di restare in patria, anche per dare supporto alle proprie famiglie. A supporto di coloro che hanno deciso di rimanere entro i confini dello stato, data l’impossibilità di organizzare un torneo a livello nazionale, hanno preso spontaneamente vita dei tornei distrettuali, soprattutto attorno alle città portuali. Ciò è una semplice fotografia delle grandi difficoltà che gli addetti ai lavori locali hanno dovuto sopportare nel corso degli ultimi anni.

La qualificazione alla prossima Coppa d’Asia, in programma nel prossimo gennaio, si è rivelata un’autentica impresa. Grande merito deve essere dato al tecnico etiope Abraham Mebratu, in carica fino allo scorso Luglio, quando ha deciso di accettare il ruolo di selezionatore della nazionale del proprio Paese. Dopo essere riuscito, tra le mille difficoltà della fase iniziale del conflitto, a condurre la selezione yemenita Under 23 all’AFC U-23 Championship del 2016, Mebratu è stato promosso a tecnico della nazionale maggiore. Data l’inagibilità dei vari impianti statali, per motivi strutturali e di sicurezza, la selezione yemenita si è ritrovata costantemente costretta a radunarsi e disputare i vari incontri ufficiali in Qatar. Ciò ha comportato non pochi problemi dal punto di vista logistico, soprattutto per coloro che dovevano entrare e uscire dal Paese, costretti a lunghi e pericolosi viaggi in auto o barca. Attorno a Mebratu si è delineato così un gruppo di circa quaranta giocatori, perlopiù reduci dalla formazione Under 23, che il tecnico etiope aveva allenato fino a pochi mesi prima e perciò conosceva maggiormente.
Nonostante le problematiche logistiche e la totale mancanza di competitività per molti degli elementi disponibili, la nazionale yemenita è riuscita a compattarsi e a superare le difficoltà, anche nella speranza di regalare un sorriso a una popolazione martoriata dal conflitto. Inserita nello stesso girone di qualificazione con Filiippine, Tagikistan e Nepal, la nazionale yemenita ha chiuso (da imbattuta) al secondo posto in classifica, valido per la prima storica qualificazione alla competizione continentale.

Ora, dopo un lungo periodo di inattività, prende vita un nuovo capitolo del miracolo. Lo Yemen è atteso da un nuovo periodo di preparazione, che culminerà con la partecipazione alla Coppa d’Asia, in programma negli UAE. Inseriti nello stesso (e complesso) girone di Iran, Iraq e Vietnam, gli uomini di Kocian cercheranno di mantenere alto l’onore dei colori nazionali, nella speranza di tornare presto a giocare davanti al proprio pubblico e ritrovare serenità.

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