I migliori 10 trequartisti a parametro zero 2014/2015

Qualche anno fa, sulla scia del vincente Milan di Allegri (e Ibra), quello del trequartista era un ruolo ricercatissimo: mezza Serie A infatti si era lasciata contagiare dalla febbre del 4-3-1-2 e cercava qualcuno da infilare dietro le punte. Oggi il ruolo, almeno dalle nostre parti, è un po’ calato, con i “10” costretti ad adattarsi al centro dell’attacco oppure da interni di centrocampo. In ogni caso, il giocatore in grado di svoltare la partita partendo da dietro, che sia con assist illuminanti o con efficaci inserimenti in area, è sempre merce rara e di valore.

Ecco la nostra classifica dei migliori trequartisti disponibili a parametro zero.

10. YUNUS MALLI

  • Età: 22
  • Squadra: FSV Mainz 05
  • Nazionalità: turca/tedesca

Giovane trequartista proveniente dal florido vivaio del Moenchengladbach, è esploso nella scorsa stagione quando, dopo un inizio più in tribuna che in campo, si è guadagnato a suon di buone prestazioni il posto da titolare, mettendo a segno 5 gol e 4 assist. Giocatore vivace e dotato di una buona facilità di corsa, trequartista più propenso all’inserimento che non all’impostazione dell’azione. Per lui anche 8 presenze e 1 rete nell’affollatissima (di talenti) U21 tedesca. Non si tratta sicuramente di un campione, ma senza dubbio di un giocatore con margini di miglioramento in ogni campo, giovane e poco costoso.

9. JURAJ KUCKA

  • Età: 27
  • Squadra: Genoa FC
  • Nazionalità: slovacca

Jolly slovacco che al Genoa ha fatto tutto, dall’incontrista all’esterno d’attacco, passando per la trequarti, che sarebbe forse il suo ruolo più naturale. Grande fisicità, grande cuore e corsa, un buon destro da scatenare e buona propensione all’inserimento. Controllo di palla e visione di gioco, tuttavia, ampiamente rivedibili. Quest’anno, complici i tanti acquisti importanti nel tridente di Gasperini (Perotti, Iago e Lestienne) e l’esplosione di Bertolacci nel ruolo di incursore, ha trovato sempre meno spazio. Ci ha pensato Galliani, ma forse la dimensione dello slovacco non è esattamente quella di una grande squadra.

8. VALENTINO LAZARO

  • Età: 18
  • Squadra: RedBull Salzburg
  • Nazionalità: austriaca

Mamma greca e papà africano per questo talentino esploso al Mondiale U17 del 2013, stella di un’Austria dimostratasi in grande crescita. Giocatore rapido e dotato di numeri, in grado di saltare sempre il diretto avversario. Ha margini di miglioramento enormi e non sempre riesce ad essere concreto, tuttavia si sta dimostrando anche un buon assist-man (6 in 11 presenze quest’anno). Una delle sue caratteristiche più importanti, inoltre, è la duttilità: ha giocato anche in mezzo al campo e da esterno, perfino da terzino. Scontato a quel punto il paragone con un mostro (di soli 3 anni più vecchio, ricordiamo) come Alaba. Forse si è corso un po’ troppo, ma questo nome è uno di quelli da non dimenticare.

7. YOANN GOURCOUFF

  • Età: 28
  • Squadra: Olympique Lyonnaise
  • Nazionalità: francese

Il capostipite della dinastia dei “nuovi Zidane” ha mantenuto gran poche delle promesse fatte in gioventù, in parte per colpa sua, in parte per una sequenza impressionante di infortuni. Trovata la sua dimensione nel Bordeaux di Laurent Blanc, è poi passato al Lione a suon di milioni, tornando a fallire una stagione dopo l’altra, tanto che a settembre ha spontaneamente deciso di decurtarsi lo stipendio in seguito al suo rendimento a mezzo servizio. Comunque, quando ha giocato, ha messo insieme prestazioni di buon livello: la classe e la visione di gioco le ha sempre avute, le “palle”, quelle un po’ meno. A 28 Yoann potrebbe ritrovarsi a ricominciare da zero, affamato di performare e determinare in maniera consona alle sue capacità.

6. IVELIN POPOV

  • Età: 27
  • Squadra: FC Krasnodar
  • Nazionalità: bulgar

Guardando giocare questo bulgaro terribile, la cosa che più salta all’occhio è la sua completezza: corre e recupera palloni, è in grado di mandarti in porta con un lancio di 50 metri come con un tocco morbido di esterno in mezzo ai centrali, segna da fuori, di testa, con percussioni palla al piede, gioca dietro le punte, esterno e, in Nazionale, anche al centro dell’attacco. Non è più in alto in questa classifica solo perché fa tutto questo in Russia, nazione che in difesa si affida ancora agli antidiluviani fratelli Berezutskij, che erano scarsi anche da giovani. Sicuramente a 27 anni potrebbe essere maturo per il salto in un campionato più competitivo, starà a lui confermarsi.

5. RAFAEL VAN DER VAART

  • Età: 31
  • Squadra: Hamburg SV
  • Nazionalità: olandese

Giocatore di una classe sopraffina, un fantastista vero, che, complice la scomparsa del suo ruolo dal calcio moderno, si è adattato a fare tutto, anche il “falso 9” e la mezzala quando richiesto. Capitano e uomo migliore dell’Amburgo, nobile decaduta del calcio tedesco, che, se si è mantenuta in Bundesliga nell’ultima stagione, deve ringraziare questo talento scuola – strano – Ajax, che sta tenendo a galla la squadra anche quest’anno. Tuttavia a giugno ci sarà quasi sicuramente l’addio, perché un talento così a lottare per la salvezza è certamente sprecato.

4. MARCELO BROZOVIC

  • Età: 22
  • Squadra: FK Dinamo Zagabria
  • Nazionalità: croata

Altro nome su cui ci hanno fatto una testa così da mesi: sappiamo benissimo che lo vuole Galliani, tuttavia l’ad del Milan è arrivato troppo tardi: su questo giocatore c’è già mezza Europa e l’acquisto sembra difficile. La valutazione della Dinamo, nonostante la scadenza, è di 10 milioni, se si dovesse arrivare a un trasferimento a giugno, molte squadre sono alla finestra. Si tratta di un trequartista moderno in grado di padroneggiare bene i fondamentali del filtrante, del dribbling e del tiro. Possiede ottime doti balistiche con entrambi i piedi e una buona propensione all’assist. Non si tratta tuttavia di un regista dotato di visione di gioco fuori dal comune, ma sicuramente chi se lo aggiudicherà farà un buon affare.

3. DANNY

  • Età: 31
  • Squadra: FC Zenit St.Petersburg
  • Nazionalità: portoghese

Vera bandiera dello Zenit, che si presentò al calcio mondiale stendendo con un gol in solitaria epico lo United di Sir Alex nella Supercoppa europea del 2008, lasciando a bocca asciutta anche quel Ronaldo che gli ruberà troppo spesso il posto in Nazionale. Classe da vendere e una buona efficacia sottoporta sono le caratteristiche tecniche di questo portoghese dalla grandissima personalità e cattiveria agonistica, capitano dello Zenit dal 2012. Potrebbe profilarsi per lui un ritorno in patria, ma meriterebbe sicuramente un ingaggio in un campionato tra i top europei, dove forse insegnerebbe qualcosa ai ragazzini che pensano di giocare nel suo ruolo con la cresta e le scarpe fluorescenti, senza gli attributi e caratteriali e tecnici di questo trentunenne.

2. JAMES MILNER

  • Età: 28
  • Squadra: Manchester City FC
  • Nazionalità: inglese

Altro giocatore universale, partito da ala e finito a centrocampo, passando dalla trequarti, sempre giocando con l’intelligenza che lo constraddistingue. Sa sempre dove deve stare e cosa fare, doti che gli hanno aperto palcoscenici che forse, per doti tecniche e fisiche, gli sarebbero stati preclusi: è infatti un giocatore non rapidissimo e dai piedi non eccessivamente educati. Col City la questione è spinosa, perché forse in quella squadra di campioni strapagati, un inglese e per giunta non di primissimo piano stona un po’. Il rinnovo tarda ad arrivare e lo stipendio è pesante (sopra i 5 milioni l’anno), le probabilità che a giugno lasci sono concrete, il Liverpool è alla finestra.

1. ALEJANDRO DOMINGUEZ

  • Età: 33
  • Squadra: Olympiakos Pireo
  • Nazionalità: argentina/italiana

Quasi un premio “alla carriera” il primo posto per il mitico “Chori” Dominguez (nel caso non conosciate l’origine del suo soprannome, cercatela, vale la pena). Giocatore meraviglioso, partito dal River, approdato in Russia poco più che ventenne, dove ha incantato tutti, trascinando al titolo il Rubin Kazan che darà del filo da torcere anche alla grande Inter di Mourinho. Fallisce nel suo passaggio al Valencia, ma si riscatta alla grande nel Rayo, passando poi all’Olympiakos. Ha dipinto calcio ovunque, sempre imponendosi per la sua clamorosa superiorità tecnica sugli altri giocatori. Ambidestro, dotato di un dribbling micidiale, di ottima visione di gioco e di efficacia tremenda negli ultimi metri, che ci sia da segnare o da rifinire.Un grandissimo del calcio, che a trentatré anni potrebbe non aver finito di stupire, speriamo solo qualcuno gliene dia ancora la possibilità.