Austria : Le (non) sorprese delle qualificazioni a Euro2016

Se c’è una cosa che le Qualificazioni a Francia 2016 stanno dicendo è che le periferie del calcio europeo stanno colmando il gap con le tradizionali grandi. Investimenti nelle strutture, squadre giovani e vivai sempre produttivi, esportazione continua di talenti in campionati più probanti sono i fattori che stanno permettendo a molte nazioni di emergere.

Top of the list è sicuramente l’Austria, prima nel Gruppo G davanti a Svezia e Russia, oltre che alle meno quotate Montenegro, Liechtestein e Moldavia. Certo, c’è da dire che la Svezia non vive esattamente un momento brillante, essendo legata praticamente al solo Ibrahimovic e non avendo ancora compiuto un vero rinnovamento, soprattutto nel pacchetto arretrato. Per quanto riguarda la squadra di Capello, chiunque l’abbia seguita al Mondiale brasiliano poteva presentire il flop finora concretizzatosi: una squadra senza idee e con pochissimo talento, che gioca un calcio noioso e disarmonico.

classifica austriaLa selezione di Koller, CT svizzero che ha rifiutato la chiamata del suo paese per continuare il progetto tecnico avviato in Austria, ha impressionato tutti per la solidità della difesa (solo due reti subite) e per i talenti interessanti che pian piano sta lanciando nella Nazionale maggiore.

Il mostro David Alaba

1992928_w2Il nome di punta della Nazionale austriaca è, ovviamente, quello di David Alaba, anno di nascita 1992, jolly del Bayern Monaco. Sotto la guida di Guardiola il giocatore di origini ghanesi è diventato incredibilmente universale: gioca da terzino, da ala, da difensore centrale sia a 3 che a 4, da trequartista e da centrocampista centrale, risultando devastante per gli avversari indipendentemente dalla posizione.

Nonostante la giovane età è il vero trascinatore della squadra, di cui è anche il primo tifoso, come testimoniano queste immagini, che lo vedono esultare come un pazzo in tribuna dopo un gol dei suoi compagni, nella partita saltata contro la Russia per infortunio.

Alaba ha già segnato tre gol in queste Qualificazioni, per due volte prendendosi in carico le speranze di tutta una nazione, presentandosi con personalità sul dischetto per insaccare reti decisive, portando in vantaggio i suoi sia contro la Svezia che con la Moldavia.

Hinteregger e Dragovic

Hinteregger e Dragovic, Dragovic e Hinteregger, comunque la rigiriate questa è una coppia di centrali difensivi di livello internazionale. Il giovane del Salisburgo classe 1992 è sicuramente uno dei migliori centrali mancini di prospettiva: un giocatore completo che, se migliora nel posizionamento, spesso troppo aggressivo, ha le qualità per giocare da titolare in qualsiasi campionato. Hinteregger condivide con il suo compagno di reparto in nazionale una carattestica: i piedi buoni. Entrambi i difensori austriaci posseggono grandi doti nell’impostazione, sia sul corto che sul lungo.

Aleksandar Dragovic è, se possibile, una certezza ancora maggiore di Hinteregger, classe 1991 cresciuto nel sempre florido vivaio dell’Austria Vienna, lanciato in Europa dal Basilea e ora parcheggiato alla Dinamo Kiev in attesa della chiamata da un palcoscenico che merita. Un difensore rapido, fisicato e con ottime doti di lettura, incredibilmente promettente. I due soli gol subiti in 5 partite, con un portiere totalmente inaffidabile come il veterano Almer alle spalle, parlano da soli per questi due talenti del calcio austriaco.

Dietro di loro nelle gerarchie, tra l’altro, troviamo un altro prospetto interessante come il classe ’92 Kevin Wimmer del Colonia, che in estate si accaserà al Tottenham. Difensore fisicamente straripante e con grandi margini di miglioramento.

Generazione d’oro

Cican Stankovic, 22 anni

Negli anni ’90, in Austria, evidentemente, qualcosa a livello genetico ha funzionato molto bene, perché, in un paese così piccolo e tradizionalmente più legato agli sport invernali, è nata una serie impressionante di talenti calcistici, che ora pian piano sta cominciando a mettere il naso fuori e a conquistarsi l’Europa.

Della difesa abbiamo già parlato, facciamo un passo indietro e partiamo dalla porta. Heinz Lindner (classe 1990) è ormai una costante nelle convocazioni Koller, così come nella porta prestigiosa dell’Austria Vienna, tuttavia il talento maggiore è probabilmente il portiere dell’Under 21 Cican Stankovic, classe 1992 in forza al SV Grodig, che però a luglio farà le valigie alla volta di Salisburgo. Difficile che la RedBull si lasciasse scappare questo portiere, dotato di grandi riflessi ed esplosività, oltre che di una certa capacità di lettura delle situazioni che lo rendono un prospetto migliore di Lindner, giocatore comunque molto simile. Grandi qualità in uscita bassa e nell’uno contro uno, meno in uscita alta, dove pecca di inesperienza.

Da sinistra: Djuricin, Sabitzer e Arnautovic

L’attacco è il reparto dove sono state date più chance ai giovani. Quello che promette di più è Marcel Sabitzer, altro talento in orbita RedBull, sotto contratto a Lipsia, ma in prestito a Salisburgo. Questo ventunenne che predilige partire da sinistra per poi accentrarsi è particolarmente abile nel farsi trovare libero e pronto in zona gol. Calcia sia di destro che di sinistro, ha buone qualità nella rifinitura e un discreto dribbling grazie alla sua velocità: 12 gol e 10 assist in stagione. Ideale compagno di reparto per lui sarebbe Marco Djuricin, ’92 che il Salisburgo ha preso a gennaio dallo Sturm Graz: un attaccante completo, fisico, veloce, tecnico e con un buon fiuto del gol, uno che in Bundesliga è un’altra categoria. Menzione meritano anche Hinterseer (22 anni, dell’Ingolstadt) e Weimann (23 anni dell’Aston Villa).

Crescita

La nazionale austriaca, tuttavia, si affida ancora a molti giocatori della vecchia generazione, alcuni fondamentali, come capitan Fuchs (’86), terzino sinistro di livello europeo che tiene su la baracca spesso e volentieri, o gli esterni offensivi Harnik (’87) e Arnautovic (’89), che più volte hanno fatto la differenza grazie alla loro qualità e fisicità. Citiamo questi tre, ma potremmo sicuramente aggiungere l’ottimo centrocampista del Werder Junuzovic (’87), che a giugno si svincolerà o il mediano fisicato Stefan Ilsanker (’88), colonna del Salisburgo.

Altri giocatori, però, sembrano davvero aver fatto il loro tempo. Spesso e volentieri abbiamo visto Koller affidarsi ancora alla testa di Marc Janko in attacco, venendo tra l’altro ripagato dal gol, comunque decisivo, contro la Moldavia. Tuttavia, per una nazionale con questo talento a disposizione davanti, schierare il 31enne Janko è una mezza sconfitta. Stiamo parlando di un giocatore che in Europa ha fallito tutto il fallibile e che alla fine per trovare squadra è dovuto volare in Australia, un giocatore che ha la sola qualità dell’essere alto due metri, ma che coi piedi fa impallidire il peggior Chiellini. Altro punto di domanda è il portiere Almer, che con l’Hannover non vede il campo non sa nemmeno lui da quanto e che in più di un’occasione si è dimostrato lentissimo sia di gambe che di pensiero.

Valentino Lazaro, classe 1996, Salisburgo.

La sensazione è che l’Austria stia forse volando troppo in alto rispetto alla sua effettiva qualità, a causa del tracollo delle avversarie dirette e grazie ad una grande solidità difensiva. Il percorso di crescita del movimento è davvero importante, e non appena la generazione nata negli anni ’90, con qualche aiutino da quella del decennio precedente, sarà pronta per essere trasferita in blocco nella nazionale maggiore, l’Austria potrebbe davvero diventare una mina vagante in qualsiasi competizione.

D’altronde l’Austria ha un Under 21 davvero interessante, che si è arresa solo alla Spagna nelle qualificazioni agli Europei in Repubblica Ceca. Un nome su tutti? Valentino Lazaro, di cui vi abbiamo parlato allo sfinimento, uno che nel futuro dirà la sua. Occhio anche a Dominik Wydra (’92, Rapid Vienna), Kevin Friesenblicher (’94, Lechia Gdansk),  Louis Shaub (’94, Rapid Vienna), Sallahi (’94, Bayern Monaco), Schopf (’94, Norimberga) e Horvath (’96, Austria Vienna). Il calcio europeo è avvisato, che stia arrivando un nuovo Wunderteam?

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