Perché i difensori costano così tanto?

Quest’estate si sono spesi tanti tanti soldi. James Rodriguez, Suarez e per ultimo Di Maria, colpi che hanno fatto impazzire i tifosi di tutto il mondo. Però i (circa) 240 milioni di euro spesi per questi tre signori da Real, Barça e United sono eguagliati dagli investimenti fatti dai top club di tutta Europa, per acquistare centrali difensivi.

difensori

Tiriamo un attimo le somme: in Premier il City ha speso 40 milioni per Mangala, doppio di quanti ne hanno investiti i cugini red per Rojo, il Liverpool ha speso 23.5 milioni di euro per Lovren, l’Arsenal un paio di milioni in meno per Calum Chambers, l’acquisto di Zouma è costato a Mourinho 15 milioni. Pensiamo poi agli eccessivi 50 milioni investiti dal PSG per prendere David Luiz proprio dai blues, mentre è di oggi la notizia di Benatia al Bayern Monaco per 30 milioni, la Roma lo sostituirà con il greco Manolas, prelevato per 15 milioni dall’Olympiakos. In Spagna il Barcellona ha pagato una clausola rescissoria da 20 milioni per Mathieu, centrale francese di 31 anni.

Perché le valutazioni dei difensori arrivano ad essere così alte? In parte ovviamente il tutto è dovuto al generale aumento dei prezzi del mercato, che ha portato tra l’altro ai colpi nominati in apertura. In realtà però, giocatori che pure avevano disputato un ottimo mondiale come De Vrij e Martins Indi hanno cambiato casacca per cifre relativamente irrisorie, sui 7-8 milioni. Il campionato di provenienza poi, non conta più di tanto, visto che proprio oggi Manolas, proveniente dal un campionato -quello greco- inferiore a quello olandese, è stato pagato il doppio.

Sicuramente i prezzi vengono influenzati dalle disponibilità e dalle esigenze di chi compra. Giustamente se si sta trattando con club che i milioni non sanno dove metterli, si cerca di tirare il più possibile il prezzo e di ingigantire le valutazioni.

Io credo però che dietro a questo boom del mercato dei difensori ci siano anche esigenze tattiche
. Andiamo a guardare dove sono arrivati questi giocatori. Per squadre che come idea tattica hanno quella di controllare la partita giocando il pallone, sono imprescindibili dei centrali in grado di gestire con personalità il pallone, visto che molto spesso i registi classici sono asfissiati da marcature ad hoc. Ecco che quindi il Liverpool necessita di Lovren, perché Sakho e Skrtel non hanno queste caratteristiche, ecco che il Barça non può più adattare Mascherano e allora piuttosto di rinunciare e virare su altri obbiettivi, fa consapevolmente un cattivo affare strapagando il 31enne Mathieu, ecco che il Bayern, stufo delle pause enormi di Dante, insegue e acquista Benatia, alla ricerca di personalità e continuità. Clamorosi poi i 50 milioni per David Luiz, che più di tutti incarna questa tendenza, avendo un modo di giocare più proprio a un centrocampista che a un difensore. Difensori così, che uniscano affidabilità difensiva a doti di impostazione, si contano sulle dita di una mano, perché oltre alle doti tecniche, ci vuole una grande personalità.

Squadre che invece hanno come filosofia l’attendere e ripartire, affidandosi alle giocate dei propri grandi “avanti”, cercano difensori che fisicamente possano sorreggere il peso del continuo 1 vs 1 con le punte avversarie, ma anche capaci di recuperare velocemente la posizione in caso la squadra si faccia trovare scoperta, magari contro le piccole squadre arroccate nella propria trequarti. Al City è arrivato infatti l’imponente Mangala e al Chelsea il non certo piccolo Kurt Zouma. Anche questo tipo di centrali, talmente straripanti fisicamente da essere veloci nonostante la stazza, centri gravitazionali del campo, sono specie rara.

Come in tutti i campi, le eccellenze nel calcio si pagano: siano esse tecniche o fisiche, anche in difesa. Le italiane hanno in tutto questo scarse possibilità di inserirsi, per le ridotte possibilità economiche. Eppure quest’anno si sono portati in Serie A due ottimi difensori come Manolas e De Vrij, andandoli a prelevare prima che diventino top player, come un campionato come il nostro deve fare per crescere.

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