Quo vadis Sampdoria?


Definire il presidentissimo della Sampdoria Massimo Ferrero “vulcanico” è come dire che il Parma è “messo maluccio” nella lotta per non retrocedere. Gli eufemismi non si addicono al patron doriano, che in questo calciomercato di gennaio sta rivoluzionando, direi soprendentemente, una squadra consacratasi come la sorpresa del campionato, attualmente quinta in classifica a quota 34 e a soli due punti da un terzo posto per il quale, numeri alla mano, è sicuramente in lotta. Ma quali sono le reali possibilità per i blucerchiati di guadagnarsi quello che sarebbe un clamoroso posto Champions? E, soprattutto, come l’attivissimo mercato condotto dal d.s. Osti influenzerà la squadra?

Il passato

Per portare avanti la nostra analisi, è necessario dare uno sguardo al passato, per capire quali sono state le principali caratteristiche della squadra di Mihajlovic nel girone d’andata, e perché sono risultate -finora- vincenti.

La Sampdoria a inizio anno affrontava la Serie A con una rosa decisamente non esaltante, scorrendo i nomi si poteva tranquillamente incasellare i blucerchiati a metà classifica e mettersi il cuore in pace. In realtà, grazie al lavoro tattico di Mihaljovic e ad alcuni exploit dei singoli, i risultati sono stati di livello ben superiore, alimentando i sogni d’Europa della piazza.

Analizzando i dati sul gioco della Samp, appare evidente come questa sia una squadra costruita secondo la logica del “non prenderle”, e poco cambia tra casa e trasferta. I doriani sono mediocri in molte statistiche che quantificano il volume di gioco espresso: quattordicesimi nel possesso palla (47,1%), dodicesimi nei passaggi completati (79,2%) e noni nei tiri per partita (13, di cui solo 4.4 nello specchio). Le azioni offensive della Samp si sviluppano per lo più con lanci lunghi, infatti proprio gli uomini di Mihajlovic sono, con il Milan, la squadra che effettua più lanci lunghi della Serie A. In particolare Viviano, in media, rinvia lungo per ben 12 volte a partita, risultando per distacco il maggior discepolo del “palla a lunga e pedalare” del campionato. Inoltre, a confermare l’indole catenacciara di questa squadra, è significativo notare come la Sampdoria sia terzultima nella classifica degli anticipi, segno di una filosofia difensiva molto conservativa e guardinga, non per niente il pressing sul portatore di palla non viene portato praticamente mai nella metà campo avversaria. Questa tendenza a tenere la difesa molto bassa ha il positivo effetto di non far sfigurare i difensori, che sono tra i meno dribblati del campionato, anche grazie alle buonissime spaziature tra la linea a 4 della difesa e quella a 3 del centrocampo. Non portare mai pressione, per contro, non rende pericolosi i contropiedi doriani, che spesso partono da posizioni troppo profonde per potersi concludere felicemente: solo 1 gol dei 27 segnati è nato da azione di ripartenza.

Offensivamente quindi il gioco si sviluppa più che altro per palle lunghe, che spesso e volentieri sono giocate verso la fisicità prorompente di Okaka. Il centravanti cresciuto nella Roma ha il merito di subire molti falli, è infatti il terzo giocatore più “falciato” della Serie A, tuttavia perde molti palloni e sbaglia molti controlli.

Il suo agire di sponda favorisce quelli che sono stati i veri finalizzatori dell’attacco doriano in questa prima parte di stagione: Gabbiadini ed Eder. Il giocatore cresciuto nell’Atalanta, in particolare è stato fondamentale sul settore di destra: con 3,8 tiri a partita è il giocatore che in Serie A calcia più volte verso la porta, ma anche il brasiliano ha la buona media di 2,9. Questo è stato il gioco della Samp finora: lancio lungo, sponda di Okaka e tiro da fuori o di Eder o, soprattutto, di Gabbiadini, non per nulla la Sampdoria calcia per il 51% delle volte da lontano. La squadra di Mihajlovic non ha, in effetti, armi per penetrare le aree avversarie, essendo tra le peggiori per cross, dribbling e passaggi filtranti. Manca un vero elemento di qualità a centrocampo, dove solo Soriano tiene botta, mentre a Palombo, Obiang, Izzo e Duncan è assegnato dai dati un ruolo d’ordine e nulla più

gabbiadini
Nell’immagine vediamo Gabbiadini sistemarsi il pallone sul sinistro, con cui segnerà a Buffon calciando basso sul secondo palo. Eder ha tagliato dentro palla al piede attirando su di sé tre difensori per poi servire l’esterno ora al Napoli. Okaka si trova nell’angolo in basso a destra dell’immagine, a riprova della sua tendenza ad uscire dall’area per avviare l’azione col gioco di sponda.

Il presente

La cessione di Gabbiadini, come si sarà capito, è destinata ad essere pesante nell’economia dell’attacco blucerchiato. A sostituire il giocatore passato al Napoli sono arrivati Muriel, Eto’o e il giovane Correa, che però è destinato più che altro alla Primavera. Il colombiano è stato pagato ben 12 milioni di euro, una cifra molto importante, soprattutto per le casse di una squadra come la Samp. Può essere l’uomo giusto per sostituire il Gabbia? Sicuramente è un giocatore di tipo molto diverso. Anche nella grande stagione a Lecce non è mai andato oltre gli 1,8 tiri di media, preferendo puntare i difensori che tentare la conclusione. Nelle prime due stagioni in Serie A ha sempre viaggiato al di sopra dei 2 dribbling riusciti a partita, ma da due anni a questa parte questa statistica è crollata al di sotto del valore 1. Questo dipende sicuramente dalla tendenza ad accentrare su di sé il gioco del suo usuale partner di Natale, ma anche e soprattutto dal declino fisico e mentale del giocatore. Muriel ha subito molti infortuni e non è certo famoso per la sua costanza nella dieta da atleta, inoltre sembra avere perso quella spensieratezza che lo portava a tentare sempre la giocata.

Eto’o stesso non è più un giovincello. Sicuramente non lo vediamo nel ruolo di vice-Okaka, a meno di stravolgimenti nella costruzione del gioco, che favoriscano la ricerca della verticalizzazione palla a terra e dei cross dal fondo. Non avendo gli uomini necessari, soprattutto nel centrocampo, per sfruttare proficuamente Eto’o nel ruolo di prima punta, è ragionevole pensare che Mihajlovic lo inserirà al posto di uno dei due esterni. Resta tutto da vedere quale possa essere lo spunto nel breve del trentaquattrenne camurense, che di certo all’Everton non ha dimostrato grandi doti atletiche.

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Uno dei 4 gol di Eto’o quest’anno con l’Everton. Il gol arriva dopo una manovra rapida e palla e terra sulla sinistra, con Baines che arriva sul fondo e mette il cross per l’inserimento di Eto’o, cerchiato in rosso. In seguito il camerunense segnerà anche il gol del definitivo 3 a 1 al modesto Burnley, finalizzando un contropiede con un destro da fuori. Entrambe le realizzazioni arrivano in situazioni che la Samp non ha nelle proprie corde.

In attacco è difficile quindi comprendere l’operato della società, che sembra non aver programmato un bel nulla ed aver condotto questa sessione di mercato un po’ come veniva. In difesa le cose, per quanto ci riguarda, non vanno meglio. Gastaldello è ormai dato partente alla volta di Bologna, con la sua cessione che comporterà una perdita più grande di quanto si potrebbe a prima vista pensare. Uno stile difensivo così coperto come quello doriano, infatti, esalta un centrale esperto come il padovano, che, non avendo grandi spazi da corprire, non viene mai preso sul suo punto debole: la velocità. L’ormai ex capitano blucerchiato è il miglior colpitore di testa ed il miglior anticipatore della squadra, con Romagnoli è il migliore tra i difensori anche per contrasti vinti ed è quello che ha avuto il miglior rendimento medio di tutta la Sampdoria.

Al suo posto sembrano essere in dirittura d’arrivo ben tre giocatori: Paletta, Spolli e il giovane Gyomber, quest’ultimo impiegabile anche da terzino. Il difensore del Parma è tutto da verificare, le sue condizioni fisiche non sono sempre affidabili e il naufragio della stagione degli emiliani lo ha investito in pieno quando è stato in campo. L’argentino invece potrebbe tutto sommato fare bene, visto il modo di difendere ruvido e le caratteristiche simili a quelle di Gastaldello.

A centrocampo è stato riscattato Duncan, che sicuramente può dare negli anni un buon contributo, ma che non è ancora quel giocatore che servirebbe alla Sampdoria per fare il salto di qualità. Nell’operazione, per ben 7 milioni, è stato preso per luglio anche il giovane Bonazzoli dell’Inter, attaccante classe 1997 dal sicuro futuro. Altro giovane in dirittura d’arrivo è Olinga, camurenense classe ’96 punta di proprietà del Malaga che attualmente è impegnato in un provino con la primavera blucerchiata. Giocatore di grande talento dal dribbling secco, che ricorda forse il primissimo Eto’o, quello esploso nel Mallorca nei primi anni 2000.

Il futuro

Quello che manca tuttavia è un centrocampista di qualità, che possa dare più soluzioni di gioco al mister, che adesso come adesso ha già svolto un grande lavoro, ma che con questa rosa non potrà fare miracoli. La perdita di Gabbiadini è destinata a pesare su un attacco che finora ha tirato a campare con tiri da fuori e calci piazzati, questi ultimi che pesano per più di un quarto sui gol segnati. Anche il Soriano sulla trequarti che abbiamo visto nelle ultime uscite può essere una soluzione interessante, data la buona propensione al passaggio chiave del centrocampista cresciuto in Germania, tuttavia con un centravanti come Okaka è difficile infilarsi nell’area di rigore, forse Eto’o in questo -e solo in questo- potrà dare un qualche contributo.

Il mercato dei giovani è stato sicuramente positivo, sono arrivati tanti bravi giocatori con investimenti importanti, segno che la strada che si vuole percorrere è quella giusta. Tuttavia per l’Europa il cammino sembra ostico contro squadre attrezzate come Napoli e Lazio, le quali hanno prodotto un gioco spiccatamente offensivo e a mio parere meritano molto di più il posto. Tutti gli elogi vanno a Mihajlovic, il quale ha compattato e strutturato un gruppo oggettivamente mediocre, trovando la quadra per fare risultati, ma se le ambizioni di Ferrerro sono rivolte alle Coppe, c’è da schiarirsi le idee ed avviare un progetto tecnico meno frenetico e più qualitativo.

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