VAN DER SAR…ACINESCA: uno dei portieri più vincenti della storia.

Edwin var der Sar fino ai 16 anni aveva un sogno, aprire un negozio nella sua città natale dopo aver conseguito il diploma di commerciante. Bel sogno del cavolo, potrebbe dire qualcuno. Fortunatamente il destino per lui aveva piani ben diversi. Fino a quell’età giocava per diletto in una piccola squadra locale, il VV Noordwijk. Ed è qui che, come spesso è successo nella sua storia, è arrivato l’Ajax. I lancieri credono in questo spilungone, gli propongono un contratto, e il giovane portiere, probabilmente incredulo, accetta, fa le valigie trasferendosi ad Amsterdam.

Inizia così la storia di uno dei portieri più vincenti di tutti i tempi. 

Manchester United v Schalke 04 - UEFA Champions League Semi Final

AJAX

Debutta nel 1991 durante la gara interna dei “Lancieri” contro lo Sparta. Egli stesso commenta così quei momenti di “terrore”: “Era il 23 Aprile 1991, ero in panchina con l’Ajax, campionato, di fronte lo Sparta Rotterdam. Io me ne stavo tranquillo, in porta c’era Menzo. Poi si fa male, il tecnico mi fa “tocca a te”. Io mi sentii di ghiaccio, ero nervosissimo. Entrai in campo ed era come se potessi sentire la gente, “e questo chi è?”. Non lo sapevo neanche io. Poi giocai dieci gare di fila, vuol dire che non ero andato poi tanto male.“.

Tuttavia ci mise poco a rubare il posto da titolare a Stanley Menzo, giocatore considerato allora da Johan Cruijff uno dei migliori portieri in circolazione. L’allenatore di quell’Ajax era niente meno che Louis van Gaal, un altro maestro del calcio che spesso ha visto le cose prima degli altri. Durante questi primi due anni, il giovanissimo Edwin aveva già provato la gioia della vittoria, sollevando, anche se non da protagonista, l’ormai pensionata Coppa UEFA. Il primo trofeo da protagonista comunque non tardò ad arrivare. Al termine della sua prima stagione da titolare conquistò la Coppa d’Olanda. L’anno successivo poi si laureò campione nazionale oltre ad essere nominato miglior portiere della stagione.  

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Rapidamente la fama di Van der Sar crebbe, assieme al suo Palmares. Nel 1994-95 vinse nuovamente in Olanda, esordì in Champions League e affrontò il Milan campione in carica per ben 3 volte, tenendo in tutte e tre le occasioni la porta inviolata. Cosa che gli riuscì anche nella finale di Vienna, raggiungendo così il tetto d’Europa da vero protagonista, in una squadra che aveva dalla sua icone come Seedorf, Davids, Overmars e l’immensa classe di Jari Litmanen. Più “sfortunata” fu la stagione successiva, quando l’Ajax non riuscì a ripetersi e si dovette “accontentare” del titolo nazionale e dell’argento in Champions, perdendo ai rigori contro la Juventus allo Stadio Olimpico di Roma. Van der Sar intuì la direzione di tutti i rigori degli avversari senza però avere la fortuna di neutralizzarli. Juventus che entrerà inevitabilmente nella sua storia, poiché fermò nuovamente la corsa sua e della squadra olandese l’anno successivo in Europa e lo accoglierà poi in rosa nel 1999. VdS raccolse gli ultimi titoli in patria prima di essere giustamente osannato da tutti i tifosi dell’Amsterdam Arena, che lo ringraziarono per aver difeso la porta della loro squadra per sette indimenticabili stagioni.

 JUVENTUS

Già alla firma del contratto con la nuova squadra VdS stabilì un record: fu il primo portiere straniero della storia della Vecchia Signora. Le responsabilità sulle spalle del portiere olandese erano molte e lui stesso si espose così a riguardo della nuova avventura: “Qui […] un calciatore vive sotto pressioni molto robuste da parte di giornali e televisioni. Se perdi una partita con il Bari dopo quattro giorni se ne discute ancora, in Olanda non è così”.

La prima stagione in bianconero iniziò benissimo. La Juventus sembra dominare il campionato, e l’apporto di van der Sar fu subito decisivo, con interventi impressionanti come quelli su Christian Vieri e sulla punizione di Candela.

I bianconeri tuttavia, nelle ultime giornate arrestarono la loro corsa al titolo, consentendo alla Lazio di rosicchiare punti preziosi in vista della volata finale. Il campionato così si decise all’ultima giornata con la vittoria della Lazio sulla Reggina e l’inaspettata e controversa sconfitta della Juventus contro il Perugia di Carlo Mazzone sotto un diluvio di proporzioni bibliche. Pierluigi Collina sospese la partita sullo 0-0 per impraticabilità del campo. La pioggia aveva reso il rettangolo verde buono per una gara di 100 stile ma dopo un’ora di sospensione la partita ricominciò. Il Perugia la “svangò” clamorosamente con una tocco dentro l’area lento quanto insidioso del capitano Alessandro Calori, che ammutolì i tifosi bianconeri e a fece esplodere la festa dei tifosi laziali.

La seconda stagione del gigante olandese in Italia (2000-01) fece crollare la sua reputazione, ed è ricordata oggi come l’unica sua macchia in una carriera quasi perfetta. Nonostante al termine della stagione fu il portiere meno battuto del campionato (come l’anno precedente), alcuni errori maldestri lo fecero finire nel mirino dei tifosi, che lo accusarono pesantemente facendolo diventare il capro espiatorio, assieme a Davids e a Zidane, degli scarsi risultati a fine stagione. Clamorosi furono ad esempio gli errori sul debole tiro da fuori di Salas contro la Lazio e quello sulla punizione di Pauolo Sousa del Panathinaikos in Champions League. Da ricordare anche la respinta maldestra sul tiro di Nakata, che permise a Montella di pareggiare una partita dominata dalla Juventus nello scontro al vertice con la Roma. Il risultato era sul 2-1 in favore dei bianconeri dopo il doppio vantaggio firmato Del Piero-Zidane e il goal del giapponese (probabilmente il suo goal più bello in serie A), pareggiò la contesa e indirizzò lo scudetto verso Roma sponda giallorossa.

Eloquenti furono i dubbi su possibili problemi di vista, che il giocatore dovette prontamente smentire in questo periodo.

A fine stagione la dirigenza accontentò i tifosi e compì una vera rivoluzione. Furono venduti campioni del calibro di Zinédine Zidane, Filippo Inzaghi.del gigante olandese. Si concluse così, in modo sfortunato e per certi versi ingiusto, l’avventura italiana di Van der Sar. 

 FULHAM

Rifiutate offerte da club illustri come Arsenal e Barcellona, si trasferì al Fullham dove sfornò prestazioni impressionanti. Degni di essere ricordati, i rigori parati contro il Newcastle ad Alan Shearer (uno dei più grandi attaccanti inglesi), il primo nella stagione 2001-02 e il secondo in quella seguente. Durante la seconda stagione dovette abbandonare i suoi compagni per un grave infortunio e il rendimento dei Cottagers risentì fortemente della sua mancanza. Durante la stagione 2003-04, tornato in campo, il 30 Novembre si esibì in quella che forse è la sua migliore prestazione con la squadra londinese. Contro i cugini dell’Arsenal, alzò una barricata insuperabile per i Gunners. E non dei Gunners qualsiasi. Si trattava dell’Arsenal degli Invincibili, di Henry, Vieira, Pirès, Ljungberg e Bergkamp, che in quella stagione conquistarono la Premier League da campioni imbattuti. Il 17 Aprile aggiunse al suo palmares un altro record: diventò il primo portiere a parare un rigore a Steven Gerrard. Al termine della stagione Edwin rifiutò l’offerta del PSV per rimanere a Londra. La sua ultima partita col Fulham si giocò a Craven Cottage contro il Norwich City del 15 Maggio 2005, partita che finì con risultato tennistico per i Cottagers (6-0).

Al termine della stagione decise di accettare l’offerta di Sir Alex Ferguson che insistette fortemente per averlo. VdS lasciò così il Fullham come il miglior portiere ad aver mai difeso la porta del Craven Cottage. 

MANCHESTER UNITED

Edwin iniziò la sua avventura con i Red Devils nel migliore dei modi. Rimase imbattuto per sei partite consecutive, subendo il primo goal contro gli acerrimi rivali del Manchester City. In questa partita, finita 1-1, evitò inoltre il dramma sportivo del possibile goal di Andy Cole, giocatore simbolo del Manchester United fino a pochi anni prima, con un grande intervento nei minuti finali. La stagione si concluse con un secondo posto in campionato (a vincere fu il Chelsea di Josè Mourinho con 91 punti).

L’annata successiva fu straordinaria. Prima partita contro l’amato Ajax nell’LG Amsterdam Tournament, partita vinta 1-0 dallo United con una splendida punizione di Ryan Giggs e con il rigore parato su Klass-Jan Huntelaar. Rischiò un gravissimo infortunio nella partita contro il Tottenham, durante la quale fu colpito al viso, svenne per alcuni minuti ma fortunatamente si riprese velocemente e sedici giorni dopo fu schierato nuovamente in campo in Champions League compiendo subito interventi fondamentali contro il Lille. La stagione passò alla storia anche per le battaglie con la Roma di Francesco Totti. La sfida nella sfida fu proprio tra il capitano giallorosso e il gigante olandese. Il confronto esaltò il portiere che, nel corso della dolorosa sconfitta per 7-1 della squadra capitolina, vide van der Sar irridere Totti stoppando di petto un timido tentativo di cucchiaio, vendicando clamorosamente il colpo subito durante gli Europei del 2000 proprio dal capitano giallorosso. La roboante vittoria europea coincise con una flessione di rendimento in campionato che permise un avvicinamento del Chelsea. L’eliminazione in Champions da parte del Milan consentì ai Red Devils di concentrarsi unicamente sul loro principale obiettivo: la Premier. Decisivo fu lo scontro con i cugini del City. La sfida si disputò al City of Manchester Stadium e sullo 0-1 (rigore di Cristiano Ronaldo), un ingenuo fallo in area di rigore mandò dagli 11 metri Darius Vassell, specialista dal dischetto. Mancavano 10’ al fischio finale e un eventuale pareggio avrebbe permesso al Chelsea si avvicinarsi pericolosamente alla testa della classifica. Vassell preparò il pallone e prese la rincorsa. Partì una bomba centrale. PARATA. Van der Sar con il piede riuscì a deviare la palla per poi fiondarsi su questa, schizzata in aria. L’esultanza di Edwin valse lo scudetto e il cuore dei tifosi.

La stagione 2007-08 fu l’ennesima strepitosa stagione. Pronti e via, finale di Comunity Shield contro il Chelsea di Mourinho. I tempi regolamentari finiscono 1-1 e ai rigori tre parate di van der Sar su Pizarro, Lampard e Wright-Phillips portano il primo trofeo a Manchester. Le prestazioni furono sempre impressionanti e durante questa stagione aggiornò un altro record. Diventò l’unico estremo difensore dello United ad aver tenuto inviolata la porta per tre stagioni consecutive contro i rivali del Liverpool. Al termine della stagione si laureò campione d’Inghilterra per la seconda volta consecutiva e raggiunse l’ennesima finale di Champions League contro i rivali del Chelsea. La partita finì 1-1 e si andò ancora una volta alla lotteria dei rigori. Il match passò alla storia per l’incredibile rigore sbagliato da Terry, che scivolò maldestramente e mandò sul palo il rigore della vittoria.

Con la vittoria del massimo trofeo continentale, entrò di diritto nella storia del calcio come uno dei portieri più vincenti, decisivi e carismatici di tutti i tempi. I suoi record furono aggiornati fino alla sera del 28 maggio 2011, in quella maledetta finale di Champions League giocata a Wembley. La partita finì 1-3 per il Barcellona degli extraterrestri e non permise a Edwin di terminare la carriera con un altro trofeo, che avrebbe meritato ma che non cambiò il peso che questo enorme giocatore ha avuto sul calcio moderno.

Ad oggi, detiene il record di sempre d’imbattibilità nelle gare ufficiali delle Nazionali, che stabilì tra il 2005 e il 2006 non subendo goal per la bellezza di 1013° minuti.

Nelle sue diciotto stagioni da professionista, ha conquistato ben 41 trofei, di cui 27 di squadra e 14 individuali. Nessun altro portiere della storia è ancora riuscito a fare di meglio.

PALMARÉS:

Ajax

  • – 4 Eredivisie: 1993/1994, 1994/1995, 1995/1996, 1997/1998.
  • – 3 KNVB Cup: 1992/1993, 1997/1998. 1998/1999.
  • – 3 Johan Cruijff Schaal (Supercoppa d’Olanda): 1993/1994, 1994/1995, 1995/1996.
  • – 1 UEFA Champions League: 1994/1995.
  • – 1 Supercoppa UEFA: 1995/1996.
  • – 1 Coppa Intercontinentale: 1995.

Juventus

  •  – 1 Coppa UEFA Intertoto: 1999/2000.

Fulham

  •  – 1 Coppa UEFA Intertoto: 2002/2003.

Manchester United

  •  – 3 FA Premier League: 2006/2007, 2007/2008, 2008/2009.
  • – 3 FL Carling Cup: 2005/2006, 2008/2009, 2009/2010.
  • – 3 FA Community Shield: 2007/2008, 2008/2009, 2010/2011.
  • – 1 UEFA Champions League: 2007/2008.
  • – 1 FIFA Club World Cup: 2008.

 

Individuali

 

  • – Miglior portiere della Champions League: 1994/1995, 2008/2009.
  • – Miglior portiere stagionale della Premier League: 2006/2007, 2008/2009.
  • – Miglior portiere d’Olanda: 1995, 1996, 1997, 1998.
  • – Miglior giocatore olandese dell’anno: 1998.
  • – Miglior giocatore stagionale del Fulham: 2003/2004.
  • – Man of the Match, UEFA Champions League Final 2007/2008.
  • – Barclays Merit Award: 2008/2009.
  • – Barclays Golden Glove: 2008/2009.
  • – UEFA Euro 2008 Team of the Tournament

Come se tutto questo non bastasse, Edwin Van Der Sar è anche ambasciatore di “Make-A-Wish Foundation”, un’associazione benefica che si occupa di bambini malati. D’impatto hanno colpito la semplicità della sue affermazioni: “Io stesso ho due bambini, se entrate in un ospedale e vedete quanti di essi sono malati, vi renderete conto che è molto triste. Trovo davvero molto importante poterli aiutare, per fortuna ho un buon feeling con i bambini”. Questo è Van Der Sar signori, campione dentro e fuori dal campo!

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